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Massimo TarantinoGetty Images

Massimo Tarantino torna all'Inter: è il nuovo direttore del Settore Giovanile

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C'è chi lo ricorda nelle vesti di calciatore, terzino di piede mancino che in carriera si è contraddistinto soprattutto con Napoli, Inter e Bologna. E chi lo ricorda per aver fermato l'aggressione ad Assago nella quale, a gennaio, è rimasto ferito anche il monzese Pablo Marí. Ma Massimo Tarantino, oggi, è soprattutto altro.

È, innanzitutto, un dirigente sportivo. E da oggi è il nuovo direttore del settore giovanile dell'Inter, che ha annunciato il suo ritorno a Milano in una veste diversa rispetto a quella del calciatore (indossò la maglia nerazzurra nella stagione 1996/97, sfiorando la conquista di una Coppa UEFA).

Tarantino prende il posto di Roberto Samaden, storico dirigente, che negli scorsi ha ufficialmente consumato la propria separazione dall'Inter dopo più di tre decenni.

  • CHI È MASSIMO TARANTINO

    52 anni compiuti a maggio, origini palermitane, Tarantino nella propria carriera di calciatore non ha vestito solo la maglia dell'Inter: messosi inizialmente in luce nel Catania, ha vissuto parecchie stagioni in Serie A nel Napoli post Maradona, guadagnandosi la chiamata da Milano.

    Quindi le positive stagioni nel Bologna, in cui ha trascorso un quinquennio a cavallo del nuovo millennio, prima di chiudere tra Como, Triestina e Pavia.

    Da dirigente, Tarantino è reduce da un'esperienza come direttore sportivo del Siena (Serie C). In precedenza aveva lavorato nuovamente col Bologna (Team Manager e poi responsabile del Settore Giovanile), con la Roma (ancora responsabile del Settore Giovanile) e con la SPAL (2021/22, direttore dell'area tecnica).

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  • LE PRIME PAROLE DI TARANTINO

    “C'è tanta gioia - ha detto l'ex difensore al sito ufficiale nerazzurro - quando si entra a far parte di un grande Club come l'Inter non si può non essere contenti. Sono emozionato e curioso. Per me è una seconda opportunità in nerazzurro: sono cresciuto ascoltando alla radio le partite dell'Inter e da calciatore non sono riuscito a vivere a pieno l'esperienza. Non ero riuscito a toccare con mano quel sogno, da calciatore, ora mi si ripresenta una nuova occasione. Sento la responsabilità di formare calciatori ma soprattutto uomini: l'Inter l'ha sempre fatto, cercherò di farlo al meglio. Gli obiettivi sono quelli di formare, creare valore tecnico, umano ed economico. Soprattutto, voglio ricompensare il Club con il mio lavoro".

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