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Leao Massimo MauroGetty Images

Massimo Mauro su Rafael Leão: "È da squadra media, inadatto per una grande: somiglia a Cassano"

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Appena un tempo: tanto è durata la partita di Rafael Leão sabato, all'Olimpico Grande Torino. E poi, ecco l'ennesima decisione forte dell'allenatore di turno al Milan: Sergio Conceição ha deciso di toglierlo dal campo già all'intervallo.

Una sostituzione - con un centrocampista difensivo, ovvero Fofana - che sa tanto di bocciatura. L'ennesima per un giocatore potenzialmente di altissimo livello, incapace però di trovare costanza di rendimento realizzativa.

E così, ecco tornare a galla critiche che negli ultimi tempi erano un po' rimaste sotto traccia. Tra queste anche quella di Massimo Mauro, per anni ala di Udinese, Napoli, Juventus e oggi opinionista. Spesso con argomenti forti.

  • "INADATTO PER UNA GRANDE"

    Su Leão, l'opinione in questione è arrivata tramite la sua rubrica su Repubblica 'Visti dall'Ala'. E sta già facendo discutere:

    "Un capitolo a parte lo dedicherei a Leão: è troppo altalenante, una grande squadra non può sopportare la sua incostanza. Non ne vale la pena. Leão è da squadra media, è inadatto per una grande: somiglia un po’ a Cassano, grande talento ma mai realizzato".

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  • IL PARAGONE CON CASSANO

    L'accostamento con Antonio Cassano è ironico, se si pensa a tutte le volte in cui l'ex fantasista anche della Nazionale italiana ha aspramente criticato Leão. Spesso con successiva, piccata risposta da parte del portoghese.

    All'inizio di gennaio, dopo la vittoria del Milan in Supercoppa Italiana propiziata soprattutto dalla grande prestazione di Leão contro l'Inter, l'ex talento barese lo definiva ad esempio "un giocatore da 0-0, farlocco. Un giocatore alla Martial, questi tipi di giocatori, né carne né pesce. Non sa giocare con la squadra, non sa fare l'ultimo passaggio, non vede la porta. È poca roba e se ne accorgerà anche Conceição a lungo andare".

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  • PERIODO OPACO

    Le parole di Mauro su Leão arrivano non solo dopo la prestazione opaca di Torino, ma al culmine di un periodo che, come già era accaduto più volte in questa stagione e in quella scorsa, ha visto l'esterno portoghese incidere solo a tratti.

    Nel doppio confronto dei playoff di Champions League contro il Feyenoord, che ha segnato l'eliminazione del Milan, Leão non ha dato l'apporto sperato tra andata e ritorno. Lui come tanti altri, va detto. E la squadra, che ha segnato appena una rete in 180 minuti, ne ha inevitabilmente risentito.

    L'unico guizzo davvero significativo recente è stato così l'assist, con grande giocata incorporata, per Gimenez che una decina di giorni fa ha permesso al Milan di battere di misura il Verona in campionato.

  • MAURO SUL MILAN

    Ma i problemi di Leão, come noto, vanno di pari passo con quelli del Milan. Anche se il risultato di Torino, scaturito più che altro da errori individuali della formazione di Conceição, non va di pari passo con quel che si è visto in campo.

    "Ho sentito molti commenti - ha scritto ancora Mauro nella propria rubrica - del tipo ‘a portieri invertiti la squadra di Conceiçao avrebbe vinto’. Posizione condivisibile: 5 occasioni da rete, un gol, un rigore sbagliato. Poi ha perso e giù critiche. È una annata incredibile, spesso le critiche sono giuste, ma stavolta la sconfitta è assurda".

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