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Marco Paoloni racconta: "Ho perso tutto per le scommesse, ma non ho mai venduto una partita"

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Marco Paoloni ha giocato tra Serie B e C dopo essere cresciuto nella Roma. Ha fatto parte di Ascoli e Ternana, ma anche della Cremonese ai tempi della seconda serie. Nel 2011 l'ex portiere era stato arrestato nell'ambito delle indagini della procura di Cremona.

L'accusa? Aver somministrato segretamente del sonnifero ai compagni della Cremonese durante l'intervallo della partita contro la Paganese, così da poter truccare la gara. Scarcerato due settimane dopo, venne posto ai domiciliari per poi essere squalificato dalla FIGC fino al 2016.

Paoloni non ha di fatto più giocato. 27enne all'epoca dell'arresto, il portiere aveva fatto parte dell'Italia Under 19 Campione d'Europa del 2003, giocando titolare in una squadra che poteva contare tra gli altri su Pazzini, Chiellini ed Aquilani.

Il nome di Paoloni è tornato in prima pagina in questi giorni, visto il caos relativo a Fagioli, Tonali, Zaniolo e il resto dei nomi del caso scommesse di questo ottobre.

L'ex Benevento ha ammesso di aver avuto grossi problemi con il gioco, ma di non aver mai truccato una partita:

"Ero compulsivo, giocavo su tutto: poker online, tennis, basket, anche serie A e Coppe europee" le parole al Corriere della Sera. "Ma non mi sono mai venduto una partita, mai".

  • MALATTIA E VERTICI

    Paoloni non vuole chiamarlo vizio, ci tiene a precisarlo:

    "Malattia malattia. Era diventata una dipendenza. Per me dietro c’era un discorso di adrenalina e di libertà, ma questo l’ho capito dopo esserne uscito. Il fatto è che non mi sono reso conto di aver superato il limite. Ero arrivato a stare sveglio di notte e il divertimento si è così trasformato in malattia. Ero diventato ludopatico".

    Secondo l'ex estremo difensore, a scommettere erano anche le società, che cercavano però di far quadrare i conti:

    "Il fenomeno era molto diffuso. Soprattutto fra i giocatori ma talvolta lo facevano anche i vertici delle società. Per loro era però diverso, loro non erano malati. Cercavano solo di far quadrare i conti delle società. Parlo della mia epoca, ma penso che le cose non siano cambiate molto. Quella delle scommesse è una giostra di soldi che fa comodo a tutti".

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  • 600.000 EURO

    Paoloni rivela di aver perso circa 600.000 euro scommettendo, praticamente tutto lo stipendio di tre annate:

    "In tre anni circa 600 mila euro e ne prendevo 200 mila all’anno di stipendio. Ho iniziato ad Ascoli con un compagno di squadra che mi fece vedere un sito, un po’ come Fagioli con Tonali. Io non lo sapevo ma dietro c’era la malavita, tutto partiva da Singapore".

    "Mi hanno curato gli specialisti" ha raccontato Paoloni, assolto dall'accusa del sonnifero.

    Prescritta invece quella di frode sportiva, con la radiazione di fatto arrivata senza condanne, come evidenzia al Corriere."La psicologa mi disse: “Non so come tu non ti sia suicidato”. Avevo perso lavoro e famiglia, è stata dura".

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  • STOP NEL 2023

    Oggi 39enne, Paoloni allena in privato i giovani ragazzi che vogliono fare i portieri. A giugno, però, è stato squalificato dalla Federazione per cinque mesi:

    "Per una sciocchezza, portavo i ragazzi ai provini senza essere iscritto al registro degli agenti. Dopo otto anni d’inferno ho subito anche questa. Pentito di aver scommesso? Sì, ho buttato all’aria tutto".

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