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Paolo Maldini Milan Serie A 2021Getty

Maldini su Cardinale: "Troppo impopolare mandarci via dopo lo Scudetto"

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Una scelta che ha fatto storcere il naso a tanti tifosi del Milan, che però forse si aspettavano un esito del genere da tempo: al termine della scorsa stagione si è interrotto il rapporto tra il club rossonero e Paolo Maldini.

La proprietà statunitense, guidata da Gerry Cardinale, ha optato per un cambio di guardia in seno alla dirigenza: via anche Frederic Massara, per far spazio alla coppia Furlani-Moncada, i due attuali factotum del mercato.

Un epilogo che non ha mai trovato d'accordo il diretto interessato, intervistato ai microfoni de 'la Repubblica': parole forti anche per il presidente Paolo Scaroni, senza dimenticare l'accenno alla cessione estiva di Sandro Tonali, approdato al Newcastle per 70 milioni più bonus.

  • AC Milan San Siro tifoGetty Images

    "MANCA IL RISPETTO DI IDENTITÀ E STORIA DEL MILAN"

    "Perché non ho parlato prima? Avrei parlato di pancia, il tempo permette serenità. Ci sono persone di passaggio, senza un reale rispetto di identità e storia del Milan. E ce ne sono altre legate ai suoi ideali. Converrebbe tenersele strette".

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  • LA PROPRIETÀ CARDINALE

    "Se il club è stato venduto a 1.2 miliardi e la nuova proprietà vuole cambiare, ne ha il diritto. Ma vanno rispettati persone e ruoli. Ho dovuto trovare un accordo per i miei diritti. L’amore per il Milan rimane incondizionato. Da figlio di Cesare. Da ex capitano. Da papà di Christian e Daniel. E da dirigente in 5 anni fantastici. L’informazione non viene indirizzata verso la verità: chi dice il contrario sa di mentire a se stesso. Per fortuna mi pare che il pubblico non si faccia condizionare".

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  • Paolo Maldini MilanGetty

    BUDGET E MERCATO

    "Niente di più lontano dal vero che io e il ds Massara non condividessimo obiettivi e strategie. Mai avuto, né voluto, potere di firma: nemmeno per i prestiti. Ogni acquisto era avallato da Ceo e proprietà. I giocatori li abbiamo scelti noi, a volte spariva il budget. È normale a volte l’interferenza nelle scelte sportive, che spostano equilibri finanziari. È ingiusta l’accusa di non averle condivise. Per Ibrahimovic servirono tante riunioni".

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  • LA NOTIZIA DELL'ADDIO

    "Cardinale mi disse che io e Massara eravamo licenziati. Gli chiesi perché e lui mi parlò di cattivi rapporti con l’ad Furlani. Allora io gli dissi: ti ho mai chiamato per lamentarmi di lui? Mai. Ci fu anche una sua battuta sulla semifinale persa con l’Inter, ma le motivazioni mi sembrarono un tantino deboli. Le cosiddette assumptions , gli obiettivi stagionali, erano: ipotizzando l’eliminazione dalla Champions, un turno passato in Europa League e la qualificazione alla Champions successiva. Quella semifinale ha portato almeno 70 milioni di introiti in più e l’indotto record di sponsor e ticketing. L’attivo di bilancio appena approvato è relativo all’esercizio 2022-23, con le assumptions abbondantemente centrate".

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  • Gerry CardinaleGetty

    IL RAPPORTO CON CARDINALE

    "Con lui, in un anno, solo una chiacchierata, più 4 suoi messaggi.

    Diceva che dovevamo fidarci l’uno dell’altro. Io l’ho fatto: come sia andata, è noto. Credo che la decisione di licenziarci fosse stata presa mesi prima e c’era chi lo sapeva. Il contratto, 2 anni con opzione di rinnovo, mi era stato fatto il 30 giugno 2022 alle 22: troppo impopolare mandarci via dopo lo scudetto".

  • RICHIESTE E STRATEGIE DI MERCATO

    "Cosa chiedeva Cardinale? Di vincere la Champions. Spiegai che serviva un piano triennale. Da ottobre a febbraio l’ho preparato con Massara e con un mio amico consulente: 35 pagine di strategia sostenibile e necessità del salto di qualità, mandate a Gerry, a due suoi collaboratori molto stretti e all’ad Furlani.

    Risposte? Nessuna. Su 35 acquisti ci contestano De Ketelaere, che aveva 21 anni. Se si scelgono ragazzi di quell’età, la percentuale d’insuccesso è più alta. Vanno aspettati, aiutati, coccolati, ripresi.

    D’altronde, dopo tre mesi di lavoro, Boban e Massara ed io fummo chiamati a Londra da proprietà e Ceo e praticamente delegittimati: i vari Leao, Bennacer e Theo non piacevano. Ma serviva un percorso. Ricordo sempre da dove siamo partiti".

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  • Maldini Massara MilanGetty

    IL BUDGET 2023/24

    "A marzo non se n’era ancora parlato e non si può aspettare giugno per programmare il mercato. Poi, quattro giorni prima del licenziamento, Furlani mi comunicò molto imbarazzato un budget basso: io ne presi atto. Dopo la nostra partenza, il budget è addirittura raddoppiato, al netto della cessione di Tonali, e il monte ingaggi è finalmente in linea col nostro piano: deve essere diventato fonte di ispirazione!".

  • LA CESSIONE DI TONALI

    "Avremmo fatto il possibile per non lasciarlo andare.Non siamo mai stati totalmente contrari a una cessione importante, ma non c’era necessità.

    Per Sandro spendemmo un quinto del valore di dominio pubblico e dovemmo discutere animatamente con Ceo e proprietà: non lo voleva neppure l’area scouting.

    Il coinvolgimento nel caso scommesse? Una sconfitta: non mi sono accorto del suo disagio. Non si fa mai abbastanza per i ragazzi".

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  • Paolo ScaroniGetty Images

    SCARONI

    "Mi dà fastidio come si raccontano le cose. Il Milan merita un presidente che ne faccia solo gli interessi e dirigenti che non lascino la squadra sola. Lui non ha mai chiesto se serviva incoraggiamento a giocatori e gruppo di lavoro. L’ho visto spesso andare via quando gli avversari pareggiavano o passavano in vantaggio, magari solo per non trovare traffico, ma puntualissimo in prima fila per lo scudetto. Ho un concetto diverso di condivisione e di gruppo. Posso dire lo stesso anche rispetto ai due Ceo, Gazidis e Furlani".

  • LA SUGGESTIONE MESSI

    "Dopo il Barça era libero e secondo proiezione sull’indotto ne valeva la pena, col decreto crescita. Leonardo ci spiegò che il Psg era già avanti, così è rimasta un’idea".

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  • Saudi Arabia rocked football GFXGOAL

    FUTURO IN ARABIA?

    "Le alternative al Milan sono limitate: mai un’altra italiana, eventualmente solo una straniera di alto livello. A me piace vincere e costruire. L’Arabia? Chissà, potrebbe essere un’idea".

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