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Hojlund Lukaku gfxGOAL

Lukaku o Hojlund, Lukaku e Hojlund: tra le nuove gerarchie dell'attacco del Napoli e la possibile coesistenza

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Al minuto 96 dell'ennesimo (tardo) pomeriggio di passione, il Napoli è entrato praticamente in un'altra dimensione. Così come vi è entrato Romelu Lukaku, autore del goal che ha permesso agli azzurri di espugnare con sudore e fatica il campo del Verona fanalino di coda della Serie A.

Il Napoli e Lukaku, finalmente, sono tornati a essere una cosa sola. Non accadeva dalla scorsa estate, dal momento del tremendo infortunio rimediato a Castel di Sangro dal belga. Non accadeva, nella pratica, da quel 23 maggio di gloria contro il Cagliari in cui Big Rom lasciava la seconda firma Scudetto, quella conclusiva e definitiva.

Lukaku ha sofferto, ha pianto, in questi mesi ha perso il padre e ha perso il campo. È tornato, ha lasciato il graffio decisivo a Verona. E ora la domanda è quasi consequenziale: come cambia il Napoli col suo "acquisto" e come saranno le gerarchie con Rasmus Hojlund, il centravanti che dall'inizio della stagione ha provato il più possibile a sopperire alla sua assenza?

  • Hellas Verona FC v SSC Napoli - Serie AGetty Images Sport

    RIENTRO GRADUALE

    17 minuti più recupero al posto di Alisson Santos: questo è il minutaggio che Conte ha concesso a Lukaku al Bentegodi. Il fatto curioso è che si tratta degli stessi identici minuti collezionati complessivamente dall'ex centravanti dell'Inter nelle altre tre occasioni in cui era sceso in campo in Serie A, a partire dalla sfortunata notte del ritorno in casa della Juventus.

    Ciò fa capire chiaramente una cosa: Lukaku è ancora sulla via del recupero. Fisicamente non è ancora al 100%, probabilmente non ci si avvicina neppure, e non potrebbe essere altrimenti considerando i tanti mesi trascorsi a lottare contro l'infortunio.

    Nelle prossime partite, insomma, si andrà avanti così: in maniera lenta, progressiva, graduale. Lukaku partirà dalla panchina anche venerdì contro il Torino, con Hojlund nuovamente titolare. Con la speranza di giocare più di 17 minuti: magari mezz'ora, chi lo sa.

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  • "NON È ANCORA QUELLO CHE CONOSCO"

    Lo stesso Conte, parlando alle televisioni dopo la vittoria di Verona, non si è fatto problemi ad ammettere una verità comunque sotto gli occhi di tutti: questo non può ancora essere il vero Lukaku, quello a tratti dominante della passata stagione e del felice binomio interista.

    "Romelu è da agosto che fa fatica. L'infortunio è stato grave, so benissimo quanto lui soffra, perché vorrebbe aiutare il Napoli e me per il rapporto che abbiamo", ha detto il tecnico.

    "Lo sto provando a gestire nel migliore dei modi - ha spiegato Conte - sta migliorando ma non è ancora quello che conosco, però ci può dare una grossa mano con la sua esperienza. Deve continuare a lavorare e trovare fiducia".

    E ancora: "Sappiamo che in area pesa, è inevitabile che se stai attaccando e la difesa avversaria protegge la porta può diventare determinante, mentre nell'attaccare lo spazio fa ancora un po' di fatica. C'era da vincere, l'ho messo dentro e ha fatto goal. Spero gli dia fiducia e morale, perché abbiamo bisogno di tutti".

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  • Genoa Napoli Rasmus HojlundGetty Images

    E INTANTO È TORNATO HOJLUND

    Per fortuna di Conte e del Napoli, Hojlund è tornato. Aveva attraversato una fase poco felice, la lucidità era venuta a mancare e la vena realizzativa pure. Normale: è toccato sempre a lui tirare la carretta in assenza di Lukaku.

    Hojlund ha segnato lo 0-1 a Verona, prima di deviare sfortunatamente in rete il destro del pareggio di Akpa-Akpro. E prima ancora era diventato l'uomo decisivo nel 3-2 del Ferraris contro il Genoa. Anche a Bergamo aveva dato segnali, entrando da attore principale nei due episodi da moviola: il rigore prima dato e poi tolto al Napoli e soprattutto la giocata che aveva portato alla rete di Gutierrez, poi invalidata.

  • COESISTENZA POSSIBILE?

    Di un altro argomento si è cominciato a dibattere dopo il sinistro vincente di Lukaku a Verona: ma l'ex nerazzurro e Hojlund possono coesistere nell'attacco del Napoli, come nel finale della gara del Bentegodi, o lo scenario di una partnership tra due centravanti è da considerarsi troppo complicato?

    La seconda risposta è quella giusta. Specialmente considerando diversi fattori: le caratteristiche da prima punta di entrambi, nonché il modulo a un centravanti che Conte ha sempre utilizzato fino a questo momento.

    "Cerchiamo intanto di recuperare Lukaku - diceva non a caso Conte durante i giorni della Supercoppa - per noi è un giocatore che ha esperienza internazionale, una carriera importante e ha peso specifico nello spogliatoi. Averlo agli allenamenti e portarlo in panchina è per noi è importante. Mi auguro ci siano tante partite da giocare, può iniziare uno, una volta l'altra, magari posso usare due attaccanti insieme".

    La strada, insomma, almeno nelle prossime settimane è tracciata: Lukaku lavorerà per riacquisire la condizione migliore, Hojlund tirerà la carretta ancora per un po'. Con la possibilità di vederli in campo assieme in determinati momenti di determinate partite. E con il desiderio di Big Rom di tornare davvero Big: in tempo per i Mondiali, ma anche per il finale di stagione.

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