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Romelu Lukaku Napoli Milan 30032025Getty Images

Cambia il modulo, non la sostanza: Lukaku ritratto del binomio Conte-Napoli

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Se inserite Romelu Lukaku in una squadra allenata da Antonio Conte, al di là del contesto tattico, il risultato difficilmente cambierà.

Ne è la riprova quanto sta avvenendo a Napoli, dove i due si sono ritrovati dopo il biennio 2019-2021 ricco di gioie condiviso all'Inter: Big Rom, per gli schemi dell'allenatore salentino, rappresenta un tassello imprescindibile.

Magari non bellissimo da ammirare, ma tremendamente efficace: che sia 3-5-2 o 4-3-3, l'epilogo del binomio tra il belga e il tecnico leccese si sta rivelando il medesimo.

  • LUKAKU NEL 3-5-2 AZZURRO

    Funzionalità e importanza di Lukaku nel progetto avviato da Conte all'ombra del Vesuvio, già constatata nel 3-4-2-1 di inizio stagione e col susseguente passaggio al 4-3-3, ha rappresentato un fattore che ha aiutato il Napoli a fronteggiare emergenza infortuni e un mercato di gennaio in salita.

    Dal match con la Lazio all'Olimpico chi siede in panchina ha optato per il terzo schema di quest'annata, affiancando Giacomo Raspadori al proprio centravanti. Ebbene, in quel 15 febbraio diventato amarissimo (2-2 di Dia all'87') Romelu ha subito fatto capire che il vestito tattico non altera la sostanza: lavoro di sponda ad innescare l'ex Sassuolo e provvisorio 0-1.

    Male a Como, gladiatorio contro l'Inter pur senza lasciare il segno alla voce goal o assist, di nuovo protagonista con griffe contro la Fiorentina: tap-in per l'1-0 alla Viola e pallone filtrante a favorire il raddoppio di Jack. Infine Venezia, con un altro passaggio a vuoto nonostante una prova ben più viva rispetto a quella flop del 'Sinigaglia'.

    In sintesi, nelle 5 partite in cui Conte ha schierato il Napoli col 3-5-2, per Lukaku un goal e 2 assist: numeri che possono apparire scarni, ma dietro ai quali si celano lavoro sporco e capacità di tenere in apprensione gli avversari creando spazi per gli inserimenti dei compagni.

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  • RITORNO AL 4-3-3 E GOAL AL MILAN

    La sosta per le Nazionali ha consentito il recupero a pieno regime di David Neres, step sfruttato dall'allenatore leccese per ripresentarsi al campionato con l'abito portatore di gioie e risultati.

    Azzurri contro il Milan di nuovo col 4-3-3 a causa del forfait dell'ultim'ora di McTominay, Raspadori in panchina e Politano e l'ex Benfica ai lati di Big Rom, nel frattempo protagonista col suo Belgio in Nations League (3 reti in 2 gare).

    Contro un Diavolo in difficoltà l'11 di Conte è stato tra i migliori, riuscendo anche ad entrare nel tabellino marcatori: il sinistro ciabattato a beffare Maignan su imbucata di Gilmour è stato arricchito da sponde intelligenti, nonché accompagnato da energie spese nei duelli fisici con Gabbia e Pavlovic. All'85' il cambio con Simeone, consumatosi tra gli applausi scroscianti del 'Maradona'.

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  • BIG ROM EMBLEMA DEL CONTISMO

    Se in molti al suo arrivo nutrivano dubbi circa integrità fisica e condizione psicologica, in maniera graduale ma determinante sono stati smentiti dai fatti: al netto di lampi non sempre stilisticamente invidiabili, questo Napoli di Lukaku non può e non deve fare a meno.

    Anche quando in giornata no, il belga serve come il pane e spesso fornisce la sensazione che da un momento all'altro dalle sue parti possano nascere pericoli. Letale anche sacrificando l'estetica e funzionale ai fini del risultato, in linea con un Contismo che antepone la vittoria al calcio champagne.

    Statico, sterile? Il campo dice 11 goal e 9 assist, il resto Big Rom lo ha trasformato in chiacchiere.

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