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spalletti italiaGetty Images

Luciano Spalletti parla del peso di allenare: "Il momento più bello sarà quando smetterò"

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Di storie ed esperienze da raccontare Luciano Spalletti ne ha in abbondanza; d'altronde è uno degli allenatori con più vissuto in panchina che ci sono in circolazione.

Il commissario tecnico dell'Italia, dopo aver pubblicato un libro dal titolo "Il paradiso esiste... ma quanta fatica", in cui ripercorre tutta la sua storia, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera.

Spalletti è tornato sugli anni passati tra Roma e Napoli, la gestione del post scudetto da parte di Aurelio De Laurentiis e ciò che non ha funzionato all'europeo. L'allenatore italiano però ha anche toccato argomenti extra calcio, più personali, con alcune parole che fanno capire come vive il mestiere

  • "UN DOMANI IN PRIMA CATEGORIA..."

    "Ho indossato le magliette di Volterrana, Castelfiorentino, Cuoiopelli, Entella Chiavari, Viareggio, Empoli. Dove ho finito la mia onesta carriera", Spalletti ripercorre le tappe da giocatore.

    Una lunga gavetta sia da calciatore che poi da allenatore: "Mi sono reso conto che da giocatore o da allenatore sono entrato negli spogliatoi di tutte le categorie, dai pulcini alla Nazionale? Mi manca solo la prima categoria, magari un domani...".

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  • "SCUDETTO? HO SOFFERTO DOPO"

    "Ho girato moltissime società, moltissime città, ma non ho mai visto, in molti anni, un popolo che sappia essere così felice e così malinconico come quello napoletano. Io per questo sarò sempre grato al presidente De Laurentiis per avermi fatto fare quella esperienza. Poi è finita male e mi dispiace. Ho sofferto perché dopo lo scudetto il presidente non ha telefonato a nessuno di noi, non ci ha fatto gioire su un pullman scoperto insieme a quel meraviglioso popolo. Io amo Napoli e il Napoli".

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  • "IL MOMENTO PIÚ BELLO QUANDO SMETTERÒ"

    "In quei giorni ho provato la terribile felicità che si sente quando si regala felicità ad altri, qualcosa che ti fa vibrare in sintonia con persone che non conosci", così Spalletti risponde alla domanda se la vittoria dello scudetto fosse stato il giorno più bello della sua vita professionale.

    Il tecnico però sorprende aggiungendo: "Ma l’altro momento più bello sarà quando smetterò e non sentirò più sulle spalle questo peso, un peso scelto, ma che spesso mi toglie il fiato".

  • "I FISCHI DI ROMA MI SONO PESATI"

    Spalletti poi affronta l'argomento Francesco Totti e in particolare i fischi che ha ricevuto nel giorno dell'addio dell'ex capitano giallorosso: "Mi sono pesati. Non riesco, non sono mai riuscito, a farmi scivolare le cose addosso. Mi restano dentro, mi attraversano, mi corrodono. E le vittorie più delle sconfitte. Io ho molto amato quegli anni a Roma".

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  • "ITALIA? HO ESAGERATO"

    Infine Spalletti torna anche sul deludente europeo dell'Italia, spiegando nel dettaglio cosa non ha funionato: "Ho capito di aver caricato i ragazzi di troppe responsabilità, ho esagerato nella pressione. Li ho messi al cospetto, forse con troppa forza, della storia dei campioni e delle squadre che avevano portato gioia all’intero Paese. E così i giocatori hanno perso leggerezza. Ho sbagliato io, me ne sono assunto la responsabilità, per tutti".

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