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Stadio Porta Elisa Lucca LuccheseGetty

Lucchese ufficialmente fallita, corsa contro il tempo per salvare la Serie C: dai debiti alla possibile fusione, gli scenari

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La Lucchese è ufficialmente fallita. Il Tribunale di Lucca ha emesso la sentenza dopo aver accolto diverse istanze di fallimento, presentate da creditori, fornitori, Comune e giocatori, che da mesi non percepivano gli stipendi. 

È il quarto crac per il club rossonero in appena diciassette anni, dopo quelli del 2008, 2011 e 2019. 

Nonostante la salvezza ottenuta sul campo con la vittoria nei playout contro il Sestri Levante, la società si trova ora in una situazione drammatica, che mette seriamente a rischio la partecipazione al prossimo campionato di Serie C

Per mantenere il titolo sportivo, sarà necessario trovare un acquirente, completare l’asta, saldare i debiti e costituire una nuova società entro la strettissima scadenza del 6 giugno. 

In alternativa, l’unica via per evitare la scomparsa potrebbe essere una fusione con il Ghiviborgo e la ripartenza dalla Serie D.

  • FALLIMENTI E PASSAGGI DI PROPRIETÀ

    Il fallimento decretato oggi rappresenta la quarta crisi profonda dal 2008 per la Lucchese. In quell’anno il club cadde sotto la gestione di Fauzi Hadj, seguito da altri fallimenti nel 2011 con Cipriano e Valore e nel 2019 sotto Castelli, Ottaviani e Moriconi, poi condannati. 

    L’attuale gestione, formalmente nelle mani di Benedetto Mancini, si è caratterizzata per l’instabilità estrema: nei soli ultimi quattro mesi la società ha cambiato proprietà ben quattro volte, senza che alcun nuovo titolare intervenisse per sistemare la disastrosa situazione economica.

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  • LA SENTENZA DEL TRIBUNALE E IL CURATORE

    Il Tribunale di Lucca ha accolto le richieste di fallimento presentate da una pluralità di soggetti, inclusi il sindaco revisore Varetti, alcuni calciatori, la Procura della Repubblica e altri creditori. 

    È stato nominato curatore fallimentare il commercialista Claudio Del Prete, già incaricato in occasione del fallimento del 2019. 

    Il compito del curatore sarà ora quello di avviare rapidamente la procedura d’asta per cedere il ramo sportivo della società, tentando così di salvare l’iscrizione al campionato di Serie C.

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  • COSA SERVE PER SALVARE LA SERIE C

    La situazione è particolarmente critica per via delle scadenze imposte dalla Federazione: entro il 5 giugno dovranno essere saldati gli stipendi e i contributi arretrati, e il giorno successivo, il 6 giugno, dovrà essere depositata tutta la documentazione necessaria all’iscrizione presso la Lega Pro

    Il curatore fallimentare dovrà, in tempi record, incaricare un perito per fissare il valore di base dell’asta, che dovrà tenersi al massimo entro il 3-4 giugno, in modo da permettere al nuovo proprietario di completare i pagamenti richiesti e adempiere agli obblighi formali.

  • SERVONO CERTEZZE

    L’unico soggetto che finora ha manifestato concretamente interesse è Affida Srl, società di mediazione creditizia e attuale sponsor della Lucchese. 

    Durante l’udienza prefallimentare, Affida ha dichiarato la propria disponibilità ad acquisire il ramo sportivo, saldare debiti e garantire il pagamento di stipendi e contributi. Alle spalle dell’operazione ci sarebbe un fondo internazionale. 

    Tuttavia, anche in caso di assegnazione dell’asta, Affida o altri potenziali investitori dovranno costituire una nuova società da affiliare alla FIGC, a cui trasferire l’attività sportiva della Lucchese per perfezionare l’iscrizione.

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  • IPOTESI FUSIONE

    Se l’operazione d’acquisto non dovesse concretizzarsi o non fosse completata nei tempi previsti, resterebbe una sola alternativa: la fusione con il Ghiviborgo, club toscano militante in Serie D. 

    In questo caso, nascerebbe una nuova società che ripartirebbe però dal campionato dilettantistico, con l’obiettivo di mantenere vivo almeno in parte il patrimonio sportivo e l’identità calcistica della città di Lucca.

  • POSSIBILI RISVOLTI

    La Procura, intanto, potrebbe aprire un’indagine per accertare eventuali responsabilità penali nella gestione che ha portato al dissesto. 

    I riflettori sono puntati sulle operazioni degli ultimi due anni, in particolare sul periodo della presidenza Bulgarella e Lo Faso, che a gennaio hanno ceduto il club a soggetti che si sono rivelati privi di adeguata consistenza economica, aggravando ulteriormente una situazione già compromessa.

    Nel centoventesimo anno dalla sua fondazione, la Lucchese si trova così sull’orlo del baratro, tra la speranza di un salvataggio in extremis e lo spettro dell’ennesima ripartenza dai dilettanti.

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