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Francia ItaliaGetty Images

Lo spirito, la stabilità tattica, il ritorno di Tonali: cos'è cambiato nell'Italia dopo Euro 2024

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Prima la Francia, poi Israele. A due mesi e mezzo di distanza dalla tremenda sconfitta contro la Svizzera, costata l'uscita anticipata da Euro 2024, l'Italia è prima nel girone della Nations League a punteggio pieno. Alla vigilia dell'esordio di Parigi, l'avrebbero previsto in pochi. Forse nessuno.

Due vittorie su due, dallo spettacolare 3-1 contro i francesi al 2-1 contro Israele. La nuova Italia di Luciano Spalletti, quella che ha il compito di far dimenticare alla nazione calcistica uno degli Europei più mediocri di sempre, ha imparato a vincere ma anche a convincere. E i risultati sono lì, sotto gli occhi di tutti. Anche se si tratta "solo" di Nations League.

Ma che cos'è cambiato dopo Euro 2024? Com'è riuscita un'Italia moralmente a pezzi a ricostruirsi, a ritrovare la retta via, a riassaporare il gusto di scendere in campo e tenere alta la propria bandiera? I segreti non sono nemmeno tali: si trovano lì, sotto gli occhi di tutti.

  • Frattesi ItalyGetty Images

    BRILLANTEZZA E GIOVENTÙ

    Spalletti, intanto, ha trovato il modo di mettere assieme una squadra fresca, brillante, di gamba. Ma soprattutto giovane. Come da sue volontà, più volte espresse davanti ai giornalisti. Operazione necessaria al momento di avviare un ciclo della durata di due anni: il vero obiettivo è quantomeno qualificarsi, e poi far bella figura, ai Mondiali del 2026, missione che l'Italia manca puntualmente da due edizioni e sei anni (!).

    Lo stesso commissario tecnico aveva già annunciato il proprio proposito all'indomani dello 0-2 di Berlino contro la Svizzera: "Resto e voglio ringiovanire l'Italia". Si spiegano così le esclusioni di pezzi grossi come Francesco Acerbi e Matteo Darmian, titolari della squadra più forte della Serie A.

    Il risultato è una squadra brillante mentalmente e fisicamente, che gioca bene e sa cosa fare nei diversi momenti della partita. In Francia si sono visti momenti di calcio sublime: vedere per credere i tre goal, uno più bello dell'altro. E anche contro Israele, una volta trovato il raddoppio e prima di una leggera sofferenza finale, l'onda azzurra sembrava una marea.

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  • LO SPIRITO

    È cambiato lo spirito, poi. L'atteggiamento, la mentalità. Tutte componenti che in Germania non si sono viste. Perché si può perdere, ma non come contro la Svizzera: con mollezza, senza il minimo accenno di grinta, senza personalità.

    La nuova Italia di Spalletti pare aver deciso di ripartire da zero. Di resettare tutto e ripresentarsi in grande spolvero non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche della voglia di far bene: quel che all'Europeo è clamorosamente mancato. Figuracce del genere non sono ammissibili e ripetibili e i calciatori lo sanno per primi.

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  • LA STABILITÀ TATTICA

    Stop agli esperimenti: ora l'Italia ha un'identità tattica chiara. Che potrà piacere oppure no, ma intanto rappresenta una base su cui lavorare e costruire.

    Gli azzurri, come annunciava Spalletti prima di affrontare Francia e Israele, oggi giocano con la difesa a tre. I continui cambi tattici del ct, alla ricerca del vestito tattico migliore tra amichevoli pre Europei e partite tedesche, sono il passato. L'idea è quella di ricalcare lo stile di gioco dell'Inter e di Simone Inzaghi, i dominatori dello scorso campionato.

    Fin qui ha funzionato. L'Italia è andata sotto dopo 14 secondi in Francia, ma a causa di un clamoroso errore individuale. E poi è riuscita a contenere gli attacchi dei Bleus, lo spauracchio Mbappé in primis. Contro Israele Donnarumma ha rischiato poco, venendo beffato solo nei secondi finali e a partita quasi conclusa da Abu Fani.

    Bastoni gioca da leader, Buongiorno si è inserito bene quando chiamato in causa, Calafiori si è confermato. Senza dimenticare gli effetti benefici che una difesa a tre ha su Federico Dimarco, libero da catene col compagno di club Bastoni a proteggergli le spalle: non è un caso che proprio lui sia stato uno dei migliori della quattro giorni di Nations League.

  • Tonali Italia FranciaGetty

    IL RIENTRO DI TONALI

    Passando ai singoli, all'Europeo mancava Sandro Tonali. E non è stata un'assenza da sottovalutare, come dimostrato dal modo in cui il centrocampista del Newcastle ha preso immediatamente in mano le redini del centrocampo azzurro dopo quasi un anno di inattività.

    Fino a una decina di giorni fa, l'ex milanista non poteva neppure scendere in campo: era ancora sotto squalifica per il celebre caso scommesse. Eppure, una volta avuto il via libera, Spalletti ha puntato subito su di lui. Proprio come aveva fatto con Nicolò Fagioli, convocato e portato agli Europei nonostante le perplessità - eufemismo - di una buona fetta del tifo.

    Favoloso l'assist di tacco di Tonali per Dimarco al Parco dei Principi. Il gesto da copertina racchiuso in due prestazioni sopra le righe, compresa quella di Budapest, nella quale Sandro ha sciolto prepotentemente le briglie dopo una prima parte di gara collettivamente bloccata.

    Sarebbe cambiato poco con lui agli Europei? Forse sì, forse no. La controprova non esiste. Ma intanto gli effetti benefici del suo secondo ingresso nella rosa azzurra si sono visti in maniera immediata.

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  • I VOLTI NUOVI: DA RICCI A UDOGIE

    Tralasciando l'apporto sotto rete di Davide Frattesi, uno che il goal lo ha sempre avuto nel sangue e che ogni volta che gioca con l'Italia si trasforma in centravanti, un altro punto della rinascita azzurra riguarda i volti nuovi. Non tantissimi, ma neppure pochi.

    Di Tonali si è già detto a parte. Ma ha giocato con la personalità di un veterano sia in Francia che in Ungheria anche Samuele Ricci, uno di quelli che Spalletti aveva preconvocato per gli Europei prima di un taglio finale. Ottimo anche Destiny Udogie, fermato da un infortunio meno di due mesi prima dell'inizio della competizione. Senza dimenticare l'atalantino Brescianini e il cavallo di ritorno Moise Kean, autore di un bell'inizio di stagione.

    Una squadra ringiovanita, come si diceva all'inizio, che con organizzazione tattica, gioco e uno spirito diverso sta finalmente riuscendo a ripartire da uno dei momenti più bui di sempre. Sarà "solo" Nations League, ma intanto, per buoni tratti, tra venerdì e lunedì sera è stato un bel vedere.

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