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Akanji InterGetty Images

Lo ‘sliding doors’ di Akanji: dalla trattativa con il Milan al Derby della Madonnina da leader dell’Inter

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Manuel Akanji giocherà questa sera il suo primo Derby della Madonnina.

Una partita che era evidentemente nel suo destino e che vivrà con la maglia dell’Inter addosso, ma le cose sarebbero potute andare in maniera molto diversa se solo, la scorsa estate, fosse andata in porto l’operazione che avrebbe potuto portarlo al Milan.

Sì, perché il suo nome, nel corso degli ultimi giorni di agosto, è stato accostato con forza a quello del club rossonero che era alla ricerca di un difensore di caratura internazionale, abituato a giocare anche a tre e che potesse portare in dote un’enorme dose d’esperienza.

Allora si parlò di una trattativa promettente, con alcuni margini di riuscita, ma alla fine a spuntarla è stata l’Inter, ovvero la squadra con la quale proverà a vincere la sua prima stracittadina meneghina.

  • AKANJI ACCOSTATO AL MILAN

    Quello di Akanji è stato un nome circolato in orbita Milan per buona parte dell’estate, ma è stato solo nelle battute finali del mese di agosto che si è iniziato realmente a parlare di un qualcosa di concreto.

    È il 28 quando inizia a farsi voce insistente quella che vuole il club rossonero pronto a fare un investimento importante, pur di mettere a disposizione di Massimiliano Allegri un elemento duttile e capace di diventare uno dei leader della retroguardia.

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  • Juventus FC v Manchester City FC: Group G - FIFA Club World Cup 2025Getty Images Sport

    LE CIFRE CIRCOLATE IN QUEI GIORNI

    Il Milan, pur di raggiungere il suo obiettivo, sembrò disposto a un investimento molto importante.

    Si parlò infatti di un’offerta da qualcosa come 15 milioni di euro, ai quali aggiungere successivamente dei bonus.

    Una cifra importante grazie alla quale non sarebbe stato complicato convincere un Manchester City più che disposto a cedere il giocatore; fin da subito, però, sono parsi pochi gli spiragli aperti dallo stesso Akanji, che cercava invece una soluzione diversa.

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  • "STIAMO PROVANDO A PRENDERLO"

    Diversi gli ostacoli con i quali il direttore sportivo Tare si trovò ad affrontare.

    Prima della sfida con il Lecce ammise apertamente l’interesse per il giocatore, ma aggiunse anche che la strada era da considerarsi in salita.

    “In questi giorni abbiamo provato a prendere un giocatore d’esperienza come Akanji: è un elemento che può giocare nel Milan, ma non è facile”.

    A complicare il tutto almeno un paio di fattori: l’ingaggio percepito dal difensore a Manchester, ovvero circa 5,5 milioni di euro, e la volontà dello stesso di continuare a giocare in Champions League.

    Due ostacoli che si sono rivelati insormontabili, tanto che pochi giorni dopo la trattativa è definitivamente naufragata.

  • AKANJI ALL’INTER

    In quel frangente il Milan non era evidentemente l’unica società a lavorare sul fronte Akanji.

    In quei giorni si parlò soprattutto della concorrenza del Tottenham, ma ad avere la meglio nella corsa che porterà al suo cartellino sarà l’Inter.

    Nel corso delle battute finali della sessione estiva di calciomercato, il club nerazzurro riesce a chiudere una doppia operazione: cede Pavard al Marsiglia e lo rimpiazza proprio con Akanji.

    Un affare chiuso con la formula del prestito oneroso da un milione di euro, al quale viene aggiunto un diritto di riscatto a 15 milioni che può diventare obbligo a determinate condizioni (si è parlato della conquista dello Scudetto).

    L’Inter è dunque riuscita a piazzare il colpo a cifre inferiori rispetto a quelle proposte dal Milan, a dimostrazione del fatto che la volontà del giocatore si è rivelata decisiva.

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  • FC Internazionale v US Sassuolo Calcio - Serie AGetty Images Sport

    UNA COLONNA DELLA DIFESA NERAZZURRA

    Il resto è storia recente. Akanji sbarca a Milano il 1° settembre, in tempo per firmare il contratto che lo renderà un nuovo giocatore dell’Inter.

    L’esordio in nerazzurro arriva un paio di settimane dopo, in occasione del Derby d’Italia perso in extremis contro la Juventus. Una partita che l’ex City giocherà da titolare, come del resto tutte le successive sfide di campionato.

    In Serie A ha infatti sin qui totalizzato nove presenze per un totale di 810’, il che vuol sostanzialmente dire una cosa: Chivu non ha mai rinunciato a lui.

    Diverso il discorso in Champions League dove, complice anche un calendario non impossibile, Akanji ha avuto modo di rifiatare, giocando sì tutte e quattro le gare sin qui disputate dai nerazzurri, ma solo una delle quali da titolare.

    Un pilastro della retroguardia che sin qui non ha deluso le aspettative. Con le sue prestazioni ha impiegato pochissimo tempo a diventare uno dei leader tecnici della squadra e a far svanire il ricordo di Pavard.

    Sicuramente sarà tra i protagonisti di un Derby della Madonnina che avrebbe potuto anche vivere con una maglia diversa: ha voluto però fortemente l’Inter e i fatti gli hanno dato ragione.

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