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Leao MilanGetty Images

Parla Leão: "Posso arrivare ai livelli di Ronaldo, mi metterei in una top 11 mondiale"

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Parla Rafael Leão. Tra un 2023 andato in archivio con la vittoria del Milan sul Sassuolo, e un 2024 che vede i rossoneri partire dal terzo posto della classifica di Serie A, e il portoghese costretto a risalire la china.

Non ha concluso bene l'anno appena andato in archivio, Leão. Protagonista di una prestazione sotto il proprio livello contro il Sassuolo, l'ex attaccante del Lille è stato fischiato da una parte di San Siro. E il giorno dopo si è fatto sentire su Instagram: "Voi parlate, io rispondo sul campo".

Ma a parlare, ora, è anche lui. Lo fa in una rilassata intervista a Sky Sport, nella quale si toccano tanti argomenti: calcio, vita, passioni extra.

  • CALCIO E MUSICA

    "Quando nasce la passione per la musica? Da sempre. Mio padre era un cantante, mio zio dj. Ho cominciato a cantare durante la quarantena: ho iniziato a scrivere della mia vita, dei momenti difficili, della mia famiglia.

    Le parole delle mie canzoni? Mai arrendersi. Cinque anni fa ero un bambino in Francia e oggi gioco in uno dei migliori club del mondo".

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  • I MOMENTI MIGLIORI E QUELLI DIFFICILI

    "Tutti e due allo Sporting. Jorge Jesus normalmente non usava i giovani, per qui pensavo: 'Qui sarà difficile giocare'. Però ho cominciato ad allenarmi, lui mi stava vicino e mi dava consigli. Mi ha schierato a 18 anni in una partita contro il Porto, non me l'aspettavo. Prima di entrare pensavo: 'Oggi ho mai più'. Abbiamo perso, ma ho fatto goal. E da lì ho pensato che potevo fare qualcosa di importante.

    I momenti difficili? Quando sono andato in Francia. Nuova lingua, campionato diverso. Sono rimasto per cinque mesi in panchina, quindi sono cominciati i pensieri del tipo: 'Forse non è stata una buona scelta'. Ero giovane, abitavo da solo, ma tutto questo mi ha fatto crescere. Forse se fossi rimasto in Portogallo non sarei il giocatore che sono oggi".

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  • IL GOAL DI SIMIC AL MONZA

    "Se mi sono rivisto in lui? Sensazione incredibile, come se avessi segnato io il mio primo goal con il Milan. Jan è bravo, ascolta i consigli. Come Camarda deve arrivare e porsi uno step dove potersi arrivare: l'importante è essere pronti.

    Sapere che i miei compagni si aspettano tanto da me mi dà più motivazioni per entrare in campo. Mi spinge".

  • LA FASCIA CONTRO IL VERONA

    "Quella settimana lì era stato un momento un po' così. Non me l'aspettavo. Sono qua da tanto, il Milan mi ha fatto diventare un giocatore di livello. Anche senza la fascia di capitano è una gioia giocare con il Milan".

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  • "MI METTEREI IN UNA TOP 11 MONDIALE"

    "Il mio idolo è Cristiano Ronaldo. Se posso arrivare ai suoi livelli? Sì. Ma io non sono un giocatore egoista, posso fare goal ma se c'è un compagno faccio un passaggio. Mbappé, Messi, Haaland sono a un altro livello, i numeri parlano per loro.

    Se in questo momento mi metterei in una Top 11 mondiale? Sì, perché sto facendo bene e so che posso competere con gli altri. So che alcuni giocatori della mia età sono a un altro livello, però sì.

    Chi sceglierei? Maignan; Cancelo, Ruben Dias, Thiago Silva, Theo Hernandez; Belingham, De Bruyne, Modric; Vinicius Junior, Mbappé, Leão".

  • I TIFOSI E LA PRESSIONE

    "Quando sono arrivato nessuno parlava di me, mentre oggi sono un idolo qui. Questo è grazie ai tifosi, che mi hanno messo pressione ma una buona pressione. Del tipo: 'Dai, muoviti, lo sai fare'".

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  • LA GONNA Al GRAN GALÀ DEL CALCIO

    "Personalità. Mia mamma non era molto convinta. Mi ha detto: 'Ma hai indossato una gonna? Perché'. E poi: 'Ah, sì, sì, sei molto bello'.

    La mia prossima passione? Mi piace provare molte cose. Magari vedo un quadro e provo...".

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