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Rabiot Milan JuventusGetty Images

Le prime di Rabiot a San Siro: dal goal alla fascia da capitano

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"Domani il capitano sarà Rabiot". Alla viglia della gara che potrebbe dire molto su quale sarà il destino della Juventus in questa stagione, ecco l'investitura ufficiale del francese da parte di Max Allegri.

Rabiot, d'altronde, è da sempre un pupillo del tecnico bianconero che la scorsa estate è stato decisivo per la sua permanenza a Torino nonostante un contratto in scadenze e tante sirene dall'estero.

Il francese, alla fine, ha infatti deciso di rinnovare per un'altra stagione con la Juventus alle stesse cifre (circa 7 milioni di euro netti). E non ha nascosto come nella scelta abbia pesato la presenza di Allegri. Ma non solo.

"Se sono rimasto un altro anno in Italia per prepararmi bene a Euro 2024? Sì, questa è stata una parte importante della mia decisione, è complicato adattarsi a un nuovo club. Con la Juve non avremo le Coppe ma la prendo come un'opportunità per lavorare di più, cosa che non puoi fare quando giochi ogni tre giorni", ha spiegato recentemente Rabiot.

  • IL PRIMO LAMPO

    Quella di San Siro, insomma, sarà una notte speciale per Rabiot che d'altronde già nel 2020 proprio nello stesso stadio e contro il Milan ha vissuto un'altra prima volta di quelle indimenticabili.

    Allora si giocava a luglio, il campionato era appena ripartito dopo lo stop imposto dalla pandemia e sulla panchina della Juventus c'era Maurizio Sarri, un altro tecnico che ha sempre creduto moltissimo nelle qualità del francese.

    Al minuto 47, sul risultato di 0-0, Rabiot vince un contrasto su Kessié, fa un tunnel a Theo Hernandez e dopo una poderosa progressione palla al piede scaglia un mancino imparabile per Donnarumma portando la Juventus in vantaggio.

    I tifosi bianconeri davanti alla tv, probabilmente, si stropicciano gli occhi. Dopo mesi passati invano ad aspettare un segnale ecco la scintilla. Il primo lampo di Rabiot. E pazienza se alla fine il Milan vincerà incredibilmente quella partita per 4-2.

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  • Rabiot Juventus Sampdoria celebrateGetty

    UNA CRESCITA CONTINUA

    Da quel giorno per Rabiot con la Juventus sarà un lento quanto continuo crescendo, dopo Sarri sulla panchina bianconera arriva Pirlo che spende parole importanti per quel capellone francese: "E' un giocatore completo, raramente ho visto uno così forte sia fisicamente che tecnicamente. Non sa neanche lui le potenzialità di miglioramento che può avere, ci lavoriamo mentalmente per fargli capire che è un campione".

    Lavoro culminato nella scorsa stagione, la migliore di Rabiot in Italia per numeri e costanza di rendimento. I goal segnati alla fine saranno addirittura 11 in 48 presenze complessive. Tanto che la Juventus fa di tutto per convincerlo a restare nonostante un contratto ormai prossimo alla scadenza.

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  • INSOSTITUIBILE

    Rabiot, d'altronde, è ormai da anni un titolare praticamente inamovibile nel centrocampo bianconero. E lo sarà ancora di più dopo gli inattesi stop imposti a Pogba e Fagioli dalla giustizia sportiva per le note vicende.

    Il francese, in questo campionato, è l'unico giocatore sempre impiegato da Allegri nelle prime otto giornate e senza mai essere sostituito. Se a questo si aggiunge il minutaggio accumulato con la sua Nazionale, si capisce bene cosa intenda Allegri quando ripete che "Rabiot ha un motore diverso dagli altri".

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  • Danilo JuventusGetty

    NUOVO CAPITANO

    A 28 anni, Rabiot ha ormai raggiunto il pieno della maturità calcistica ed è pronto a prendersi maggiori responsabilità non solo in campo ma anche all'interno dello spogliatoio.

    Ecco perché la scelta di affidargli la fascia da capitano nel big-match contro il Milan appare quasi una conseguenza inevitabile di un percorso che dura da anni.

    In assenza di Danilo e Alex Sandro, rispettivamente capitano e vice capitano della Juventus, insomma tocca a Rabiot. Il fedelissimo di Allegri che ha conquistato il cuore dei tifosi bianconeri.

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