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Parma FC v AS Livorno Calcio - Serie AGetty Images Sport

Lanzafame tra retroscena e rimpianti: “Scappai dal ritiro dell’U21 con Balotelli e Giovinco. La combine? Non riuscii a dire di no”

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Davide Lanzafame oggi ha 38 anni, una carriera alle spalle con tanti rimpianti per quello che poteva essere e invece non è stato e una carriera da allenatore che lo vede sulla panchina del Autovip San Mauro, Promozione piemontese.

L’ex attaccante tra le altre di Juventus, Bari e Honved si racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’, tra aneddoti mai svelati prima e il ricordo dei momenti più difficili della sua vita calcistica.

Da promessa del calcio italiano alla squalifica per combine: Davide Lanzafame apre il libro dei ricordi.

  • IL PERCORSO ALLA JUVENTUS

    Lanzafame ripercorre gli inizi della sua carriera e il percorso in maglia Juventus, squadra con cui colleziona 10 presenze. “Alla Juventus ho trascorso tredici anni memorabili in cui sono cresciuto come uomo e calciatore, al fianco di fenomeni.Nel 2007 fui capocannoniere al Viareggio con sette gol, molti segnati da subentrato. Uscimmo agli ottavi contro il Piacenza di Nainggolan. In quel momento avevo i riflettori puntati, pensavo in grande. Se non ci fosse stata la vicenda che mi ha coinvolto, chissà come sarebbe andata”.

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  • LA COMBINE E I 13 MESI DI SQUALIFICA

    Già, perché la carriera di Davide Lanzafame è segnata da un episodio grave: la squalifica per combine ai tempi in cui giocava nel Bari (2007-2008 e 2008-2009), in Serie B. Nell’agosto del 2012 Lanzafame viene indagato dalla Procura di Bari per frode sportiva.

    L’accusa era relativa a una combine di due partite: Bari-Treviso 0-1 e Salernitana-Bari 3-2, entrambe due sconfitte. Io ho sempre messo la faccia davanti alla questione, assumendomi tutte le responsabilità. Ho pagato per quello che ho fatto, ricevendo 13 mesi di squalifica, racconta Lanzafame a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Quando arrivai a Bari avevo 20 anni, ero giovanissimo. In certi contesti, se qualcuno dello spogliatoio ti dice come devi giocare una partita, non riesci a dire di no. Non voglio fare nomi. L’ambiente non era semplice, soprattutto per il peso dei senatori. Ma non cerco alibi: mi sono assunto le mie responsabilità e ho pagato. È stata una batosta enorme. Molti avrebbero smesso, io sono andato avanti. Devo tutto alla mia forza d’animo”.

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  • LA RINASCITA IN UNGHERIA

    Per ripartire Lanzafame ha scelto di lasciare l’Italia per trasferirsi in Ungheria. “Andai all’Honved nel 2013 per cercare qualcosa di diverso. Avevo bisogno di staccare dopo tanti anni in Serie B. Mi chiamò Marco Rossi e non ci pensai due volte. Presi mia moglie e partii. Mi davano del pazzo. In cinque anni ho vinto due scudetti, una coppa nazionale e due titoli di capocannoniere. Lì sono rinato”, le sue parole.

  • LA FUGA DALL’U21 CON BALOTELLI E GIOVINCO

    Nel corso dell’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, Lanzafame svela un retroscena inedito relativo alla sua carriera da calciatore. “Quando ero in Under 21 io, Giovinco e Balotelli una sera scappammo dal ritiro, eravamo in albergo a Tel Aviv: siamo rimasti fuori a chiacchierare e fare scherzi tra noi. Casiraghi e Zola si accorsero che non eravamo nelle stanze, ci beccarono e ci fecero una ramanzina. Il giorno dopo giocavamo contro Israele, spareggi per gli Europei. Casiraghi ci minacciò che, se non avessimo vinto, avrebbe detto tutto ai giornali. Vincemmo 3-1, Balotelli fece doppietta e io un assist. Meno male”.

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