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Yamal SpainGetty

Lamine Yamal pronto a prendersi Euro 2024: la Spagna ha una nuova stella

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Lamine Yamal si è definito "dispettoso". È forse la parola perfetta per sintetizzare il suo modo di giocare. Ala ostica, paragonata spesso a Lionel Messi ma stilisticamente simile a Bukayo Saka, nell'ultima stagione si è affermato come uno dei migliori talenti europei.

Xavi ha detto che potrebbe "segnare un'era", David Villa lo ha incoronato, Carvajal ha ammesso come sia quasi impossibile marcarlo. E al netto dell'annata difficile vissuta dal Barcellona, prendeva forma la certezza di quanto fosse forte Yamal.

Ora è tempo di Euro 2024, col gioiellino blaugrana che potrebbe prendersi la scena anche in Germania. Il ct della Spagna, De La Fuente, ha assicurato che Yamal sarà importante e per lui è pronta una maglia da titolare nel match d'esordio contro la Croazia.

  • Xavi Lamine Yamal 2022-23Getty

    L'ASCESA AL BARCELLONA

    Fin dai passi mossi nella Masia, Yamal è stato definito un talento super. Si è allenato con la prima squadra del Barça a 15 anni e ha esordito a 16, con posto da titolare guadagnato da novembre e una seconda metà di stagione da incorniciare.

    Sette goal e dieci assist complessivi, mostrandosi dedito al sacrificio e prezioso per innescare i compagni. Ad avvalorare le sue enormi doti nel saltare l'uomo e fornire assist, vanno sottolineate le reti decisive rifilate a Granada e Maiorca tra febbraio e marzo.

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  • Lamine Yamal Spain 2023Getty

    L'IMPATTO SUPER CON LA SPAGNA

    La chiamata della Spagna, alla luce del suo exploit, non ha sorpreso. E l'impatto di Yamal sulla Roja è stato memorabile, debuttando lo scorso settembre a 16 anni con goal all'esordio e regalando una prova da urlo nel 6-0 contro Cipro.

    "Ricordate Maradona o Messi a 16 anni? Non dobbiamo frenare l'ascesa di questi calciatori - ha detto De La Fuente dopo quanto mostrato da Lamine - Dobbiamo lasciarli liberi di esprimere il proprio potenziale ed è ciò che stiamo cercando di fare noi e il Barcellona".

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  • yamal barcelona1(C)Getty Images

    SIMBOLO DEL NUOVO CICLO BLAUGRANA

    Per un Barça che negli ultimi 10 mesi ha faticato tantissimo, Yamal può rappresentare l'antidoto giusto. La forza dei catalani è quella di sfornare gioielli su gioielli, vedi i vari Gavi, Pedri, Fermin Lopez e Pau Cubarsì, ai quali va affiancato di diritto anche Lamine.

    Paragonarlo a Messi è eccessivo e ingiusto, ma essere certi che su di lui il Barcellona possa ricostruire le proprie certezze è tutt'altro che utopistico. Talento ma anche personalità, roba per nulla scontata vista la giovanissima età. Prodotto della Masia, nato a due passi dalla città, prefisso della Catalogna mostrato con le mani dopo ogni goal. Yamal non gioca solo a calcio: mentre lo fa, dà spettacolo.

  • 2022-12-01-japan-ao-tanaka-spain-morata(C)Getty images

    LE DELUSIONI DELLA SPAGNA

    Euro 2024 arriva nel momento giusto anche per la Spagna. La Roja è stata tra le squadre più interessanti nelle ultime competizioni per nazionali, ma non è riuscita a portare a casa la vittoria.

    La gestione di Luis Enrique ha trasformato la Spagna in una squadra dominante, ma che mancava in un aspetto cruciale: poteva controllare il ritmo per 90 minuti, rendendosi pericolosa e spaventando l’avversario, ma l’utilizzo di Gavi come falso 9 e la forte dipendenza da Alvaro Morata indicano la difficoltà offensiva che la squadra ha vissuto.

    La Spagna, ovviamente, ha confermato gran parte di quella squadra. La generazione del Tiki-Taka che ha vinto tre tornei internazionali consecutivi tra il 2008 e il 2012 non è così lontana se si guarda indietro.

    Gli attaccanti del calibro di David Villa e Fernando Torres vengono ricordati ancora oggi. Nessuna di quelle tre squadre che hanno vinto vantava un attacco molto prolifico, ma che però riuscita a trovare il goal con regolarità.

    Ma da quel momento, la squadra non è riuscita a costruire un reparto offensivo efficace. La rosa della Roja è ancora ricca di talentuosi centrocampisti e vanta grande affidabilità nei ruoli di difensore centrale e terzino, ma è difficile aspettarsi molti goal da questi reparti.

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  • Lamine Yamal Spain 2024Getty Images

    L’ARMA IN PIÙ

    Proprio per questo Yamal può essere utilizzato. L’ala può essere l’arma in più della Spagna e colui che può trovare il guizzo quando la Roja ha bisogno di qualcosa di diverso per trovare il goal in situazioni di difficoltà, in cui non riesce a individuare la chiave per andare in rete. Il calciatore del Barcellona non è l’unico che può offrire questo.

    La convocazione di Nico Williams sull’altro versante del campo suggerisce la volontà di De La Fuente di poter contare su calciatori in grado di creare superiorità numerica sulle fasce. La presenza di Morata e Joselu al centro, inoltre, garantiscono attacchi diretti al centro.

    Questo potrebbe essere il miglior sistema di gioco. Rodri è una garanzia dal punto di vista della copertura mentre Pedri, se sta bene, può sostenere e dare ritmo alla manovra offensiva.

    A questi si aggiungono la velocità delle ali e la presenza di un attaccante centrale: tutto questo può trasformare il tiki-taka in qualcosa di più cinico. De La Fuente ha già chiarito il suo desiderio di "giocare un calcio più veloce", ed Euro 2024 potrebbe essere l’occasione giusta.

  • lamine yamal-spain-20240326(C)Getty Images

    E ORA?

    Forse questo è solo l'inizio. De La Fuente ha firmato un contratto fino al termine dei Mondiali del 2026. Il commissario tecnico fa parte della Federcalcio spagnola da 11 anni e conosce bene questo gruppo di giocatori.

    Euro 2024 è il suo primo grande torneo da CT, ma il successo della Spagna in Nations League e le prestazioni incoraggianti contro il Brasile e la Norvegia fanno pensare ad un cambiamento in corso, con i giovani al centro del progetto. De La Fuente sembra disposto a escludere alcuni senatori, dando spazio ai giovani talenti.

    C’è sempre un rischio se si tratta della Spagna: tende a lanciare i top troppo presto. Ma se parliamo di Yamal a Euro 2024, la Roja ha a disposizione un giocatore che è troppo bravo per restare in panchina.

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