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David JuventusGetty Images

La verità sull'attaccante e il ruolo dei cambi: cosa manca alla Juventus per alzare il livello, ma Spalletti non ha colpe

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Si può giocare bene e perdere 3-0? La risposta sembrerebbe ovvia: no, che non si può. Eppure spiegare il risultato finale di Atalanta-Juventus a chi non ha visto la partita è impresa ai limiti del possibile.


Forse per farlo basta affidarsi alle parole di Raffaele Palladino. L'allenatore dei bergamaschi, che ha peraltro sconfitto i bianconeri alla guida di tre squadre diverse, ai microfoni di 'Mediaset' ha ammesso: "La Juve mi ha impressionato".

Già. Perché almeno fino al goal del 2-0 sono stati gli uomini di Luciano Spalletti a creare di più senza riuscire a concretizzare l'enorme mole di gioco. E non è la prima volta. 

Proviamo a spiegarla, allora, la pesante sconfitta di Bergamo che costa alla Juventus uno degli obiettivi stagionali e la vede uscire dalla Coppa Italia  ai quarti di finale proprio come accaduto l'anno scorso. Seppure in un modo completamente diverso.

  • L'ASSENZA DEL 9

    Ci sarà ad esempio un motivo se Spalletti ha richiesto per settimane, anche pubblicamente, l'acquisto di un attaccante.

    "Ci servirebbe uno come Hojlund" aveva detto l'allenatore bianconero dopo Juventus-Napoli, sottolineando le differenze tra il bomber di Conte e Jonathan David.

    La società ci ha anche provato ad accontentare Spalletti intavolando varie trattative: Mateta, En-Nesyri fino al ritorno di Kolo Muani e alla suggestione Icardi. Risultato? Alla fine non è arrivato nessuno.

    Almeno fino a marzo dunque la Juventus lì davanti potrà contare solo su David e Openda. Ma il secondo sembra ormai relegato al ruolo di ultimissima opzione.

    Contro l'Atalanta, infatti, il belga è subentrato solo a dieci minuti dalla fine col risultato ormai compromesso e dopo che Spalletti ha provato senza troppa fortuna l'opzione McKennie falso 9.

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  • Jonathan David Weston McKennie Juventus Lecce 2025-26Getty

    LECCE, CAGLIARI, ATALANTA: TRE INDIZI FANNO UNA PROVA

    Come dicevamo sopra la Juventus esce dalla Coppa Italia tra gli applausi per l'ennesima buona prestazione. Ma dopo una pesante sconfitta.

    Un epilogo simile a quello registrato solo un paio di settimane fa a Cagliari, dove i bianconeri hanno dominato la partita senza riuscire a trovare la via della rete e sono stati beffati dal primo tiro in porta degli avversari.

    Poco meglio era andata una decina di giorni prima in casa contro il Lecce quando la Juventus aveva sbattuto ripetutamente su Falcone riuscendo ad ottenere solo un punto al termine di un'altra partita comandata dal primo all'ultimo minuto.

    Quanto accaduto giovedì a Bergamo quindi non può essere solo un caso frutto di una serata sfortunata. Alla squadra di Spalletti mancano cinismo e precisione sotto porta. O forse manca solo una cosa: un vero 9. Un rapace dell'area di rigore che sappia buttarla dentro. In un modo o nell'altro.

    Proprio quello che chiedeva Spalletti sul mercato, già.

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  • I CAMBI NON INCIDONO

    C'è poi un altro tema da affrontare dopo la sconfitta contro l'Atalanta e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia.

    A fare la differenza nel finale, quando la Juventus è definitivamente affondata, sono stati i cambi. In positivo per la squadra di Palladino, in negativo per i bianconeri.

    Non a caso le reti che hanno chiuso la partita sono stati firmati da Sulemana e Pasalic, entrambi subentrati da pochi minuti.

    Il tutto mentre il grande ex della gara, Koopmeiners, passeggiava svagato per il campo in cerca di posizione e identità. Mentre anche Zhegrova e Openda non sono riusciti a incidere.

    L'unico a provarci è stato forse l'uomo meno atteso, ovvero Boga, che nonostante una condizione fisica non ottimale ha mostrato un paio di spunti interessanti.

    Le seconde linee, d'altronde, avevano già ampiamente deluso anche a Montecarlo dove la Juventus ha ottenuto uno scialbo 0-0 giocando una delle peggiori partite dell'era Spalletti.

  • CHE LIVELLO HA QUESTA JUVENTUS?

    Infine torniamo alla domanda con cui abbiamo aperto: si può giocare bene e perdere 3-0?

    Di certo la prestazione offerta dalla Juventus a Bergamo non può essere considerata del tutto negativa, anzi. I bianconeri hanno mostrato ottime trame di gioco e messo in serissima difficoltà l'Atalanta che pure sta attraversando un buonissimo momento di forma.

    La sensazione, ormai da qualche settimana, è che la strada intrapresa da Spalletti sia quella giusta. Semmai alla Juventus manca un pizzico di qualità nell'ultima giocata.

    "In alcuni momenti la partita è lì per le statistiche, poi diventa vera e in quei momenti vanno fatte scelte importanti e prese decisioni lucide e veloci, noi le abbiamo prese tutte sbagliate e loro tutte giuste" ha sottolineato il tecnico a 'Mediaset'.

    Per poi aggiungere in conferenza: "Noi bisogna far raccontare chi siamo da queste partite qui: è il carattere, la personalità, il livello lo dicono queste partite qui, che raccontano chi sei e che livello hai".

    Già, che livello ha davvero questa Juventus?

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