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Lukaku Atalanta RomaGetty Images

La Roma paga gli scontri diretti: contro le prime 5 ha raccolto solo due punti su 30

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Non è esatto dire che probabilmente la Roma non andrà in Champions League. Probabilmente non arriverà tra le prime cinque: ed è un discorso diverso. Perché in Champions ci andrà lo stesso, se chiuderà davanti alla Lazio e l'Atalanta trionferà in Europa League contro il Bayer Leverkusen chiudendo quinta.

Cambierebbe il mondo, naturalmente: dal punto di vista degli obiettivi, dal punto di vista monetario. Ma la realtà parla e continua a parlare di una stagione a due facce, come due sono stati gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina giallorossa: José Mourinho prima, Daniele De Rossi poi. Con un tratto in comune: l'incapacità di vincere gli scontri diretti.

L'ultimo? Proprio quello di domenica sera, perso per 2-1 in casa dell'Atalanta. Una vittoria meno netta di quanto il punteggio possa suggerire, e del resto lo stesso De Rossi al termine della gara ha ammesso che "abbiamo rischiato di prendere tanti goal, non meritiamo di arrivare davanti a loro se stanno in queste condizioni".

  • Lukaku Atalanta RomaGetty Images

    UN DATO SPAVENTOSO

    Perché la Roma è stata lasciata da Mourinho al nono posto e De Rossi è riuscito al massimo a portare al quinto, senza riuscire ad andare oltre? Semplice: proprio perché gli scontri diretti contro le altre grandi del campionato si sono rivelati un disastro totale.

    Il dato è spaventoso: contro le prime cinque (dunque Inter, Milan, Bologna, Juventus e Atalanta) la Roma ha raccolto appena due punti sui 30 a disposizione. La percentuale? Terribile: il 6,7%, peraltro arrotondato.

    La Roma ha perso contro tutte: contro l'Inter (due volte), il Milan (due volte), il Bologna (due volte), la Juventus e l'Atalanta. Ha portato a casa gli unici due punticini contro i bianconeri e i bergamaschi, sempre all'Olimpico: 1-1 in entrambi i casi. Con un'eccezione che ha confermato la regola, ma lontano dalla Serie A: il doppio trionfo sul Milan in Europa League.

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  • IL PARAGONE CON LE AVVERSARIE

    Dall'Inter all'Atalanta, tutte hanno avuto un rendimento migliore negli scontri diretti tra loro. E del resto non ci voleva molto, a ben vedere.

    Meglio di tutte ha fatto l'Inter, naturalmente: 26 punti su 30, con 8 vittorie e due pareggi (contro Juventus e Bologna). Il Milan ha raccolto 12 punti, così come la Juventus. Il Bologna ha sorpreso: in attesa del ritorno coi bianconeri, ha fermato Inter, Juve e Milan e si è costruito una storica qualificazione anche così, con 15 punti. E l'Atalanta, col trionfo di domenica, è arrivata a 10.

    Rendimenti ottimi (l'Inter), meno buoni, complessivamente mediocri. Nessuno, però, pessimo come quello della Roma. Gran parte della differenza sta tutta qui.

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  • El Azzouzi Roma Bologna Serie AGetty

    IL CROLLO NEL MOMENTO PEGGIORE

    L'altro problema è che la Roma sembra non saper più vincere. Nelle ultime sette partite tra tutte le competizioni ha conquistato appena una volta il bottino pieno: con Cristante, nel recupero di Udine, all'ultimo secondo.

    Tutto è nato, guarda un po', con uno scontro diretto perso: lo scorso 22 aprile la banda De Rossi ospitava il Bologna all'Olimpico, accarezzava la possibilità di portarsi a -2 dai felsinei con una partita da recuperare (quella con l'Udinese, appunto), ma crollava miseramente sotto i colpi di El Azzouzi, Zirkzee e Saelemaekers.

    Un contraccolpo terribile, appena minimizzato dal colpo di testa vincente di Cristante a Udine. Da lì in poi, la Roma non ha più vinto. Né in Europa League, dove ha comunque spaventato il Bayer Leverkusen, né tantomeno in campionato. Non ha vinto neppure a Napoli, contro un'avversaria allo sbando. Passi falsi che, alla fine, potrebbero rivelarsi decisivi.

  • IL PARADOSSO: PERDERE CON L'ATALANTA E TIFARLA

    E così, le ultime speranze della Roma sono paradossalmente riposte in chi l'ha appena battuta: i giallorossi si ritroveranno costretti a tifare per... l'Atalanta, ovvero la squadra che li precede in classifica e che, con ogni probabilità, scipperà loro il quinto e ultimo posto disponibile per la Champions League.

    La situazione è abbastanza nota: se la Dea batterà il Bayer Leverkusen nella finale di Europa League, chiudendo al contempo in quinta posizione, metterà a disposizione il proprio posto Champions relativo al campionato. Ed è per questo, non tanto per motivi di campanilismo, che De Rossi ha affermato di "voler chiudere davanti alla Lazio".

    Superare l'Atalanta al quinto posto, invece? Dura, durissima. Quasi impossibile considerando i tre punti di svantaggio dalla Dea e il fatto che pure arrivare a pari punti servirebbe a poco: decisivi, ancora una volta, gli scontri diretti a sfavore. Il vero tallone d'Achille.

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