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Gianni Infantino Vinicius Junior Real Madrid Champions League 2026Getty Images

La rivoluzione voluta da Infantino: "Espulsione per i calciatori che si coprono la bocca con la maglia"

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Gianni Infantino ha in mente un cambiamento quasi rivoluzionario. E ha a che fare con quel che è successo ormai due settimane fa in Benfica-Real Madrid, gara d'andata degli spareggi di Champions League. 

Il presidente della FIFA ha affermato che i giocatori che si coprono la bocca durante alterchi verbali di natura razzista dovrebbero ricevere un cartellino rosso diretto. 

La proposta arriva dopo il caso Prestianni-Vinicius Junior, con tanto di sospensione provvisoria dell'argentino del Benfica. Infantino ritiene che dovrebbe esserci una "presunzione" di colpevolezza, sostenendo che l'atto di nascondere la bocca dovrebbe essere considerato una prova sufficiente dell'intenzione offensiva.

  • L'EPISODIO DI LISBONA

    Il catalizzatore di questo potenziale cambiamento del regolamento è stato proprio quel che è accaduto durante la partita di andata degli spareggi di Champions League tra il Benfica e il Real Madrid, gara giocata a Lisbona a metà febbraio. Gianluca Prestianni avrebbe rivolto un insulto razzista a Vinicius Junior, ma le esatte parole utilizzate rimangono oggetto di un acceso dibattito in quanto l'argentino si è coperto la bocca con la maglia. Poco dopo la partita, la stella brasiliana ha rilasciato una dichiarazione in cui ha definito l'avversario "un codardo" per essersi nascosto dietro la propria maglie.


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  • FBL-UEFA-CONGRESSAFP

    INFANTINO E LA "PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA"

    Parlando con Sky News, il presidente della FIFA ha chiarito la propria posizione sulla questione: "Se un giocatore si copre la bocca e dice qualcosa che ha una connotazione razzista, ovviamente deve essere espulso. Si deve presumere che abbia detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire, altrimenti non avrebbe dovuto coprirsi la bocca. Ci sono situazioni che non abbiamo previsto. Naturalmente, quando si tratta di un caso disciplinare, è necessario analizzare la situazione, è necessario avere delle prove, ma non possiamo accontentarci di questo per andare avanti".

    Infantino ha ulteriormente giustificato la propria posizione intransigente mettendo in discussione le motivazioni di chiunque nasconda le proprie parole in campo: "Semplicemente non capisco: se non hai nulla da nascondere, non ti copri la bocca quando dici qualcosa. È così, è semplice. E queste sono azioni che possiamo intraprendere per essere seri nella nostra lotta contro il razzismo. Dobbiamo agire e essere risoluti, e questo deve avere un effetto deterrente. Forse dovremmo anche pensare non solo a punire, ma anche a cambiare la nostra cultura, a consentire ai giocatori o a chiunque faccia qualcosa di scusarsi".

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  • LA RISPOSTA DELL'IFAB

    L'International Football Association Board (IFAB) ha confermato di essere al corrente delle preoccupazioni del presidente. A seguito dell'assemblea generale annuale del 28 febbraio, i legislatori hanno annunciato una consultazione formale sulle misure per combattere la discriminazione, concentrandosi in particolare sull'abitudine di coprirsi la bocca diventata così comune tra i calciatori moderni. Qualsiasi modifica alle regole del calcio verrebbe probabilmente ratificata e implementata in tempo per i Mondiali del 2026, segnando un cambiamento significativo nel modo in cui il dialogo in campo viene monitorato dagli arbitri.

    Infantino rimane fermamente convinto che il calcio debba essere all'avanguardia nel cambiamento sociale, piuttosto che utilizzare i problemi della società come scusa per l'inazione: "Si possono fare cose che non si vorrebbero fare in un momento di rabbia e poi scusarsi, ma la sanzione deve essere diversa, per fare un passo avanti. Dobbiamo fermare il razzismo. Non possiamo limitarci a dire 'beh, è un problema della società, quindi non possiamo fare nulla al riguardo se non quello che stiamo già facendo'".

  • Jose Mourinho Vinicius JrGetty

    MOURINHO E LA "PRESUNZIONE D'INNOCENZA"

    Le accuse hanno suscitato il commento di José Mourinho, che aveva già ricevuto delle critiche per aver suggerito che Vinicius avesse incitato la folla con le sue esultanze dopo il goal. L'allenatore del Benfica ha chiarito la propria posizione, promettendo severe conseguenze nei confronti di Prestianni se le accuse fossero state provate, ma sottolineando al contempo l'importanza di un giusto processo.

    "Non sono un avvocato, ma non sono nemmeno ignorante. La presunzione di innocenza è un diritto umano o no? - ha dichiarato Mourinho - Se il giocatore è davvero colpevole, non lo guarderò mai più come prima e, per quanto mi riguarda, sarà finita. Ma devo mettere molti 'se' davanti a tutto questo".

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