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Vergara NapoliGetty Images

La prova del fuoco di Vergara: da ultima scelta a titolare del Napoli, anche contro la Juventus toccherà a lui

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Prima che cominciasse la stagione, Antonio Vergara non sapeva nemmeno che effetto facesse giocare in Serie A. E prima di una una settimana fa, non sapeva ancora che cosa fosse l'ebbrezza di scendere in campo dal primo minuto.

Improvvisamente Vergara ha cominciato a prendersi tutto: spazio, una maglia da titolare, la stima di Conte. Anche se quest'ultima, a dire il vero, non mancava neppure quando il giovane prodotto delle giovanili del Napoli era l'ultima scelta e quasi ignorato da tutti.

La vera prova del fuoco, il momento davvero club dell'ancor breve carriera di Vergara, arriverà domenica. Il giorno in cui il Napoli si ritroverà faccia a faccia con la Juventus, stavolta nella tana bianconera. E lui sì, sarà in campo dal primo minuto. Di nuovo.

  • EMERGENZA CONTINUA

    Neres non ci sarà: la caviglia non gli ha mai dato tregua da quando si è fatto male all'inizio di gennaio, in casa della Lazio, e ora pare che possa operarsi. Il brasiliano non si sta allenando, salterà anche la Juventus e il rischio è che possa rimanere ai box per diverso altro tempo.

    Fuori anche Politano, che contro il Sassuolo ha rimediato una lesione distrattiva del semimembranoso della coscia destra: dovrebbe tornare all'inizio di febbraio, niente Juve anche per lui.

    Chi rimane sulla trequarti, considerato come Noa Lang abbia già abbandonato la rosa per trasferirsi al Galatasaray? Due elementi appena. Elmas, un altro che Conte ha dovuto rispolverare nell'emergenza. E poi, appunto, il baby Vergara.

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  • Vergara NapoliGetty Images

    PRESTAZIONI POSITIVE

    La certezza, in ogni caso, è una: se Conte non considerasse Vergara adatto per giocare dall'inizio una partita da far tremare i polsi come quella contro la Juventus, troverebbe nuovamente un modo di rimodellare il proprio undici. Come del resto ha già fatto durante l'arco di una stagione travagliatissima dal punto di vista degli infortuni.

    E invece Vergara ha dato risposte positive quando è stato messo in campo. Dalla panchina, come a dicembre contro il Benfica, gara in cui è riuscito in qualche modo a mettersi in mostra nonostante il naufragio generale azzurro; ma anche dal primo minuto, come sta accadendo ultimamente.

    Contro il Sassuolo, sabato scorso, Vergara era alla prima assoluta da titolare in Serie A. Eppure non ha tremato, giocando con personalità e guadagnandosi la sufficienza se non qualcosa di più. Stesso discorso per quanto riguarda il deludente 1-1 di Copenhagen, gara nella quale il gioiello del vivaio azzurro ha sfiorato la rete nel primo tempo con un bel destro incrociato di poco largo.

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  • LA STIMA DI CONTE

    Antonio Conte ha visto, ha apprezzato e ora proseguirà su questa strada. Lo stesso allenatore del Napoli, del resto, prima della partita contro il Copenhagen spiegava senza troppi giri di parole a Sky come la sua fosse una scelta basata su pura meritocrazia.

    "Perché gioca titolare? Perché lo merita più di altri. Io sono molto meritocratico, quindi chi merita gioca. Poi può avere 18 anni, 35... l'età non importa. Fascetti mi fece esordire a 16 anni in Serie A. Significa che sta meglio di altri, gioca lui e non giocano altri".

    Certo, vedere un ragazzino delle giovanili titolare nella squadra campione d'Italia in carica non è roba di tutti i giorni. E dunque è normale e comprensibile lo stupore provato da Vergara prima del Sassuolo, nel momento in cui Conte gli aveva rivelato di volergli consegnare la prima maglia da titolare in Serie A.

    "Non mi aspettavo di giocare dall'inizio, è stata una sorpresa. Conte mi ha provato in settimana e, in albergo prima della partita, mi ha detto di stare tranquillo e di giocare come so".

  • Giovane VeronaGetty Images

    LA NUOVA CONCORRENZA DI GIOVANE

    Vergara avrà un'altra missione all'Allianz Stadium, oltre a provare ad aiutare il Napoli a uscire indenne contro la Juventus: tenersi il posto. Il che, negli ultimi giorni, è diventato un po' meno scontato.

    La questione non riguarda tanto i rientri di Neres (apparentemente più lontano) o di Politano (più vicino): riguarda il mercato. Ed è legata al colpo settimanale del Napoli, che ha prelevato Giovane dal Verona anticipando una folta concorrenza da parte di altri club.

    Giovane ha agito da seconda punta nel 3-5-2 di Zanetti a Verona, ma ha le capacità per piazzarsi sul centro-destra nel 3-4-2-1 di Conte. Ovvero la mattonella in cui attualmente si muove Vergara. I due sono mancini, hanno caratteristiche tutto sommato non dissimili e dunque si verrebbe a creare una concorrenza completamente inattesa solo poche settimane fa.

    Poi, chiaro, per chi nelle ultime due stagioni giocava in Serie B è tutto grasso che cola. Però Vergara ha iniziato a diventare davvero qualcuno nel Napoli quando nessuno se lo sarebbe aspettato. E ora che ci ha preso gusto, non vuole fermarsi. Anche se di fronte c'è la Juve.

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