Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Evan Ferguson Lecce RomaGetty Images

La nuova vita di Evan Ferguson alla Roma: finalmente segna, si prende gli elogi di Michael Owen e allontana il mercato

Pubblicità

Un movimento da attaccante puro, un destro da attaccante puro, un goal da attaccante puro. Perché questo è Evan Ferguson: un attaccante puro. Che però per buona parte della carriera ha avuto un rendimento realizzativo da difensore.

La Roma lo sta finalmente scoprendo. E Lecce è la riprova che qualcosa è cambiato: nella testa dell'ex centravanti di Brighton e West Ham, ma anche in quella di Gian Piero Gasperini, finalmente convinto di consegnargli una maglia da titolare dopo tante titubanze.

E così, mentre il mercato in entrata continua a proporre nomi caldi (Raspadori, Zirkzee), quello in uscita sembra destinato a cancellare il nome di Ferguson. Che sì, è stato piuttosto chiacchierato negli ultimi tempi. Ma che alla fine non dovrebbe muoversi da Roma.

  • FINALMENTE FERGUSON

    Tutto è nato da Cremonese-Roma del 23 novembre. La gara della svolta, se vogliamo. Nelle precedenti 5 partite, Ferguson aveva collezionato appena una decina di minuti nel finale di Roma-Parma del 29 ottobre: prima era rimasto in panchina col Sassuolo, dopo in infermeria per un infortunio a una caviglia.

    Ferguson non è stato scelto dall'inizio da Gasperini neppure in quel pomeriggio dello Zini, ma è lì che ha posto fine a un digiuno realizzativo che a livello di club - nei campionati nazionali - durava da un anno circa: zampata vincente e 2-0, prima che Wesley in volata chiudesse definitivamente i conti e il cremonese Folino firmasse il punto della bandiera in pieno recupero.

    Da quel momento in poi, Ferguson non ha solo giocato: è pure riuscito a lasciare il segno nei vari tabellini. Per altre quattro volte è andato a referto tra campionato ed Europa League, compresa una doppietta in casa del Celtic. Contro il Genoa ha abbinato goal e assist. 

  • Pubblicità
  • Gian Piero Gasperini Evan Ferguson RomaGetty/GOAL

    FERGUSON O DYBALA, FERGUSON E DYBALA

    Era talmente scettico su di lui, Gasperini, da lasciarlo in panchina anche con Dovbyk out per infortunio. L'ex allenatore dell'Atalanta, che a Bergamo ha fatto fortuna anche grazie alla presenza di centravanti puri come Zapata e Retegui, a Roma ha scelto diversamente.

    A fare il nove, in realtà un falso nove, è stato per buona parte delle ultime settimane Paulo Dybala. Anche contro la Juventus, gara in cui l'argentino è stato però soffocato dalla difesa della sua ex squadra senza rendersi quasi mai pericoloso. 

    In quella gara, ironia della sorte, Ferguson è entrato dalla panchina proprio al posto di Dybala e ha accorciato le distanze con un tocco facile facile a porta vuota. Che però non è servito né a evitare la sconfitta, né a far cambiare completamente idea a Gasperini, come dimostrato dalle parole del tecnico a DAZN dopo la partita.

    "Ferguson non mi sta convincendo, anche quando è entrato: non si è ancora calato nello spirito, lui come altri nuovi acquisti. Dybala e Soulé hanno una qualità tecnica nettamente superiore, non si possono paragonare questi giocatori. Rifarei le stesse scelte. Tra Ferguson e Dybala tutta la vita Dybala. Anche da centravanti. Tutta la vita Dybala".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • QUALCOSA È CAMBIATO

    Poi qualcosa è cambiato, come recita il titolo di un film di fine anni novanta con Jack Nicholson. In pochi, forse, si sarebbero attesi Ferguson più Dybala più Soulé in casa dell'Atalanta, tutti insieme appassionatamente contro un avversario così ostico da affrontare, anche considerando la mai semplice convivenza tra i due argentini sulla trequarti. Ma è successo. Ed è stato un segnale.

    Ferguson era reduce dalla bella prestazione di qualche giorno prima contro il Genoa, in cui di nuovo era andato a segno. A Bergamo non è riuscito a ripetersi, quasi subito ha sprecato la (doppia) chance del vantaggio, poi ha deluso un po' come il resto degli attaccanti. Ma lo stesso si è guadagnato una nuova maglia da titolare a Lecce, non solo perché l'acciaccato Soulé è andato in panchina. E stavolta non l'ha sprecata.

    "Ferguson deve fare una bella cosa - diceva Gasperini qualche giorno prima - Siccome rispetto a Dybala ha 21 anni, è giovanissimo, la deve mettere non tanto sul piano tecnico perché è improponibile il confronto, quanto sul piano della volontà, della fame, della voglia di arrivare, di sapere dov'è, di raggiungere e magari fregare il posto con queste armi".

    Una bacchettata che nasce da un malessere. Come svelato dopo Juve-Roma dal Corriere dello Sport, Gasperini "non ha gradito (eufemismo) che Evan sia tornato poco in forma dalla prima sosta e non ha gradito che quando si è fatto male al piede aveva come priorità il ritiro con la sua selezione". Ma ora il rapporto pare aver preso una nuova piega.

  • Manchester City v Manchester United - Premier LeagueGetty Images Sport

    GLI ELOGI DI OWEN

    Anche Michael Owen, vincitore del Pallone d'Oro nel 2001, ha elogiato Ferguson. In un'intervista al Mirror, l'ex attaccante del Liverpool e dell'Inghilterra ha parlato proprio di lui, elogiandone la risalita e confessando di fare il tifo per lui.

    "Ha bisogno di giocare. Lo ammiro per essere uscito dalla sua comfort zone, essersi trasferito in un altro paese e riuscire a giocare. È un ragazzo talentuoso. Non segni una tripletta in Premier League, o anche solo un gol in Premier League, se non sei un ragazzo talentuoso. 

    Credo che ora sia una questione mentale per lui. Deve essere di ferro. Deve essere duro, forte mentalmente per tornare dove tutti credevano che potesse essere. È ancora giovane per farlo, e ora credo che per lui è più una questione mentale che fisica. Spero che ci riesca, perché non è bello vedere giovani talenti che pensi saranno eccezionali, e che al contrario non mantengono quella promessa. Ha ancora un sacco di tempo, ma deve iniziare a sfruttarlo al massimo e a riprenderlo per far parlare di sé di nuovo".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • L'INFORTUNIO DI DOVBYK

    Ferguson, insomma, oggi è il titolare nell'attacco della Roma. Con Dybala alle sue spalle, non più da nove. E Soulé, che a Lecce è entrato in campo solo negli ultimi 10 minuti di partita proprio al posto del connazionale, destinato a riprendere posto nell'undici di partenza sabato contro il Sassuolo.

    Non ci sarà invece Artem Dovbyk, il concorrente numero uno di Ferguson quanto a caratteristiche, pure lui a segno a Lecce con la rete che ha chiuso i conti. I due hanno parlottato in panchina dopo l'uscita per infortunio dell'ucraino, il compagno gli ha chiesto che cosa gli fosse capitato (una lesione di primo grado, come rivelato il giorno dopo dagli esami), ma resta il fatto che uno esclude l'altro.

    Dovbyk, peraltro molto chiacchierato sul mercato specialmente in chiave Napoli, non ci sarà nelle prossime partite. E dunque aprirà ulteriormente la strada alla conferma di Ferguson. Sempre più a proprio agio alla Roma e pure con Gasperini, dopo le scintille delle passate settimane.

  • E IL MERCATO?

    Poi, chiaro, la Roma qualcosina in attacco ha intenzione di fare. Il nome di Giacomo Raspadori è il più caldo di tutti, quello di Joshua Zirkzee continua a navigare nel mare dei pensieri giallorossi. Due attaccanti - con caratteristiche diverse - che la Serie A conosce molto bene.

    Raspadori potrebbe prendere il posto proprio di Dovbyk, almeno da un punto di vista numerico. O di Tommaso Baldanzi, pure lui in uscita e trattato con la Fiorentina. Mentre è praticamente esclusa una partenza di Ferguson, come si vociferava fino a qualche giorno fa.

    L'irlandese è in prestito alla Roma dal Brighton con diritto di riscatto. Prestito che non verrà interrotto già in inverno, e dunque Evan non cambierà squadra nel bel mezzo della stagione come un anno fa, quando si è trasferito al West Ham. Che i giallorossi accettino di spendere 40 milioni per riscattarlo a luglio, è tutto un altro paio di maniche. Ma oggi, intanto, lo scenario è già meno paradossale di ieri.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0