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Juventus celebratingGetty

La Juventus 'operaia' che può andare in paradiso: "Nessuno si sente più importante"

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C'era una volta la Juventus di Cristiano Ronaldo, una squadra costruita intorno al campione che avrebbe dovuto finalmente coronare un sogno inseguito da tanti, troppi anni.

Proprio l'ossessione per la Champions League, solo sfiorata durante l'era Agnelli, è però costata carissima ai bianconeri sia sotto il profilo tecnico che soprattutto sotto quello economico.

La Juventus, un po' per scelta e un po' per necessità, negli ultimi dodici mesi ha così dovuto resettare tutto o quasi: dalla scrivania al campo, molto è cambiato alla Continassa.

Ceduto il portoghese, salutati anche i vari Dybala, Bonucci e Di Maria, la nuova dirigenza ha deciso di puntare su tanti giovani. Una linea verde che finora sta ripagando, eccome.

  • "NESSUNO SI SENTE PIÙ IMPORTANTE"

    Ma cosa è cambiato davvero alla Juventus? A spiegarlo, dopo la soffertissima vittoria ottenuta a Firenze, è stato Wojciech Szczesny.

    Il portiere polacco è ormai uno dei leader dello spogliatoio bianconero e quando parla non dice mai cose banali: "C'è uno spirito molto bello, siamo una squadra giovane e nessuno si sente più importante degli altri. Ci sono tanti giocatori che hanno margini di crescita. E questa unione del gruppo anche nei momenti difficili".

    Parole chiare, quelle di Szczesny, che fanno capire come nel recente passato forse alla Continassa il gruppo non fosse invece coeso come ai bei tempi dei nove Scudetti consecutivi.

    Troppe primedonne, insomma, troppi interessi personali che col tempo sono stati messi prima di quelli collettivi. Una situazione che, in uno sport di squadra come il calcio, difficilmente porta risultati.

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  • McKennie Juventus FiorentinaGetty

    LE SECONDE LINEE PROTAGONISTE

    Nella Juve di oggi tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile: Si fa male Danilo? No problem, dalla panchina si alza Rugani (sì, proprio quel Rugani per anni considerato 'non da Juve') e fa un figurone.

    Preciso, attento, sempre puntuale negli anticipi fino al mezzo miracolo di Firenze, quando ha tolto dalla testa di Ikonè il goal del possibile pareggio con un intervento degno del miglior Barzagli, come sottolineato da Allegri davanti ai microfoni.

    E che dire di Weston McKennie? Rientrato a Torino dopo sei mesi in prestito al Leeds, con annessa retrocessione, l'americano si è messo a completa disposizione giocando spesso in una posizione non sua. Quasi sempre con prestazioni ben al di sopra della sufficienza. E così anche le lunghe squalifiche di Fagioli e Pogba si sentono meno.

    In attacco brilla invece Moise Kean, che a 23 anni pare aver finalmente raggiunto la maturità necessaria per ritagliarsi uno spazio importante tra Chiesa, Vlahovic e Milik. E pazienza se il primo goal stagionale non è ancora arrivato. Il suo lavoro per la squadra è ormai da settimane sotto gli occhi di tutti.

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  • I GIOVANI CRESCONO

    Nella situazione di emergenza attuale, soprattutto in mezzo al campo, continua intanto la crescita dei giovani bianconeri.

    Fabio Miretti, classe 2003, a Firenze ad esempio ha trovato la sua prima, pesantissima rete con la maglia della Juventus. Il tutto per uno strano scherzo del destino proprio sullo stesso campo in cui qualche anno fa aveva segnato il suo primo goal con la Signora un certo Claudio Marchisio.

    Se poi si guarda ai nomi presenti in panchina domenica sera contro la Fiorentina si legge Huijsen (2005), Yildiz (2005), Iling-Junior (2003), Cambiaso (2000), Nicolussi Caviglia (2000), Nonge (2005). Linea verde insomma, anzi verdissima.

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  • Allegri Fiorentina Juventus 2023.Getty

    LA GUIDA DI ALLEGRI

    Un gruppo giovane e unito che cresce sotto la guida di Allegri. Sì. è vero, sotto il profilo del gioco la sua Juventus non ha mai rubato l'occhio agli esteti. Ma i risultati, alla fine, hanno fin qui quasi sempre dato ragione al tecnico livornese.

    Basti ricordare come nella scorsa travagliatissima stagione, sul campo, i bianconeri abbiano chiuso il campionato al terzo posto dietro solo a Napoli e Lazio ma davanti, tanto per dire, a Milan, Atalanta e Roma. E con gli stessi punti dell'Inter.

    Quest'anno le cose stanno andando perfino meglio: 26 punti in 11 giornate, una sconfitta e appena 6 goal subiti (quattro dei quali in una sola partita contro il Sassuolo) che fanno della difesa bianconera la migliore della Serie A insieme a quella dell'Inter.

    Numeri da grande squadra. Numeri che autorizzano sogni tricolori. D'altronde si sa, a volte anche la classe operaia può andare in paradiso.

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