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Vlahovic JuventusGetty Images

La Juventus ha bisogno di Vlahovic: un solo goal in tre mesi

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Una prestazione non troppo convincente, un paio di errori arbitrali, il miracolo di Martinez su Bremer.

Il pareggio della Juventus in casa del Genoa, che impedisce ai bianconeri di sorpassare nuovamente l'Inter, si può spiegare in tanti modi, certo.

Ma il dato più preoccupante, forse, arriva dall'uomo che sulla carta dovrebbe essere il valore aggiunto di questa squadra. Il campione al quale aggrapparsi proprio nei momenti di difficoltà, quando la palla sembra non volerne sapere di entrare.

Lui è Dusan Vlahovic, autore anche al 'Ferraris' di una prestazione generosa. Definizione abituale per gli attaccanti che attraversano momenti in cui danno l'impressione che non riuscirebbero a segnare neppure con le mani a porta vuota.

  • IL RIGORE CEDUTO A CHIESA

    La partita di Vlahovic, in realtà, venerdì sera non era iniziata neanche malissimo. L'ex bomber viola, infatti, è stato decisivo nell'azione che ha portato all'assegnazione del calcio di rigore sfruttando un clamoroso errore dell'ex compagno Badelj.

    È proprio il serbo a servire il pallone a Federico Chiesa, abile ad anticipare Martinez in uscita, che lo atterra: rigore per la Juventus, appunto. Sul dischetto però non si presenta Dusan Vlahovic, che prende il pallone tra le mani e lo consegna allo stesso Chiesa.

    Un gesto di generosità, ma anche un segnale chiaro di come Vlahovic non viva un periodo particolarmente felice dopo i due errori consecutivi dal dischetto. Cosa ammessa sinceramente da Allegri al termine della partita: "Vlahovic ha dato la palla a Chiesa, si vede che non era sereno dopo i rigori sbagliati. Ma anche oggi ha fatto una buona partita, deve stare tranquillo, anche oggi si è messo a disposizione e deve continuare a lavorare”.

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  • L'ERRORE

    La prestazione di Vlahovic a Genova, per il resto senza eccessivi squilli, viene però macchiata soprattutto da un errore clamoroso per un attaccante del suo livello quando Chiesa, sempre lui, mette in area un pallone tagliato sul secondo palo.

    Il numero 9 è bravo ad anticipare l'avversario ma si coordina male e, in equilibrio precario, spara alle stelle da dentro l'area piccola.

    Non andrà meglio in una successiva azione di contropiede quando, lanciato da Miretti, si defila sulla destra in area di rigore e scivola goffamente calciando ampiamente fuori prima di reclamare con l'arbitro per una leggera trattenuta.

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  • UN SOLO GOAL IN TRE MESI

    Il momento no di Vlahovic, insomma, continua. Ed a certificarlo, impietosi, sono i numeri. Dopo una partenza di stagione sprint con 4 goal realizzati nelle prime quattro giornate di campionato, Vlahovic ha segnato una sola rete (seppure pesantissima contro l'Inter) negli ultimi tre mesi.

    Poco, davvero troppo poco, per chi di ruolo è l'attaccante titolare della Juventus. Allegri, che intanto ha perso Kean, nelle ultime settimane gli sta peraltro concedendo maggiore fiducia schierandolo sempre titolare nella speranza evidentemente di ritrovare il suo bomber.

    Il tutto dopo una stagione, la scorsa, in cui Vlahovic di goal ne ha realizzati solo 14 tra campionato, Coppa Italia e Champions League anche a causa di una fastidiosissima pubalgia che l'ha tormentato per mesi.

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  • COSA SERVE A VLAHOVIC?

    Ma cosa serve a Vlahovic per sbloccarsi? Il serbo deve innanzitutto "stare sereno" per dirla alla Allegri.

    Spesso infatti, una volta entrato in possesso del pallone, Vlahovic appare frenetico e finisce col fare la scelta sbagliata, sia in fase di passaggio che quando si tratta di concludere a rete.

    Sicuramente poi un atteggiamento leggermente più offensivo da parte del resto della squadra aiuterebbe Vlahovic, che spesso si trova da solo a duellare contro l'intera difesa avversaria schierata. E quasi sempre spalle alla porta.

    Non la condizione migliore, insomma, per un rapace dell'area di rigore come lui che deve ancora migliorare molto nel lavoro di sponda e nel dialogo palla a terra con i compagni, cosa questa in cui ad esempio Milik resta ad oggi nettamente superiore.

    Allegri, però, sa bene che senza il miglior Vlahovic forse si può arrivare tra le prime quatto ma sicuramente non si potranno continuare a cullare sogni tricolori. Ecco perché il recupero del serbo è una mission fondamentale per questa Juventus.

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