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Jonathan David JuventusGetty Images

La fiducia di David: "Il tempo metterà a posto le cose, anche a Lille segnai tre goal nei primi sei mesi"

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Jonathan David sa bene di non essere riuscito a ripagare la fiducia e le aspettative riposte in lui al momento dell'arrivo dal Lille. Sia dal punto di vista del rendimento che dei dati realizzativi, fondamentali questi ultimi per qualsiasi attaccante.

Appena cinque reti, di cui tre in campionato: questo è il misero bottino raccolto fino a questo momento con la maglia della Juventus dall'attaccante canadese, che si è svegliato contro Sassuolo e Cremonese ma sembra sempre peccare in continuità, come dimostrato dalle successive prestazioni contro Cagliari e Benfica.

A David, in ogni caso, la fiducia non manca. E l'ex Lille lo ha fatto capire chiaramente in un'intervista a Repubblica, nella quale ha paragonato le difficoltà torinesi con quelle passate nella prima stagione al Lille.

  • "IL TEMPO METTERÀ A POSTO LE COSE"

    "Non mi sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose".

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  • IL PARAGONE CON IL PRIMO ANNO A LILLE

    "Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all'inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20".

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  • "STO CERCANDO DI ACCELERARE I TEMPI"

    "Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative. Io sono paziente, ma la Juventus non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi".

  • IL RIGORE CONTRO IL LECCE

    "Quel rigore me lo sono lasciato subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria. Con il Sassuolo c'è stata quella festa collettiva per il mio goal: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo. Ho apprezzato molto quel momento".

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  • L'ARRIVO DI EN-NESYRI

    "Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un'altra punta, la cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare. Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare e il tuo compagno sa dove servirti senza guardare. Spalletti lavora molto su questo tipo di connessioni, che per diventare perfette hanno bisogno di più di un anno insieme. A Lille avevo questa intesa con Zhegrova, che qui non ha ancora mostrato quello che può fare. Ha avuto tanti problemi fisici: a volte riesce ad allenarsi al meglio e altre no".

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