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Cagliari JuventusGetty Images

La crisi della Juventus in numeri: tre mesi da incubo, un rendimento esterno da 7° posto

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No, la Juventus non c'è. E a Cagliari se n'è avuta, ancora una volta, la riprova. Con quel sospirone di sollievo finale determinato dall'autorete di Dossena, quella del 2-2, quella che ha evitato a Madama l'ennesima amarezza di una stagione fattasi improvvisamente buia e tortuosa.

Fino alla fine di gennaio, le avvisaglie del crollo non c'erano. La Juventus vinceva, vinceva e vinceva. Non convinceva quasi mai, questo no, però vinceva. E sognava addirittura lo Scudetto, traguardo fuori dai piani iniziali di una società e di un allenatore - Max Allegri - che non hanno mai posto l'asticella delle ambizioni oltre il ritorno in Champions League.

Poi, in maniera improvvisa e inattesa, tutto è andato a farsi benedire. O meglio: la qualificazione alla Champions è quasi blindata, ancor più dopo l'allargamento a cinque delle italiane che vi parteciperanno nella prossima stagione. Ma il finale di campionato è qualcosa di malinconico. E i numeri sono lì a confermarlo.

  • Milik Juventus EmpoliGetty Images

    L'INIZIO DELLA FINE

    Il solco con l'Inter è stato scavato, e si è concretizzato, nelle ultime 12 giornate. Una data in particolare rimane nella memoria: 27 gennaio. Il sabato di Juventus-Empoli 1-1, un deludentissimo pareggio contro una formazione in piena lotta per non retrocedere, gara pesantemente condizionata dal (giusto) rosso diretto comminato a Milik già nel primo tempo.

    "Siamo stati bravi a non perdere - minimizzava Allegri a fine partita - Allunghiamo la serie positiva, perdere in casa ci avrebbe fatto molto più male. Dobbiamo arrivare a fine maggio tra le prime quattro. All'inizio dell'anno nessuno si aspettava di trovarci in questa posizione. Non è un pareggio che ci deve togliere certezze. Nell'arco di un campionato è impossibile vincerle tutte".

    E invece, con il senno di poi, è stato l'inizio della fine. Solo che in quel momento, con alle porte il Derby d'Italia contro l'Inter e una ghiotta possibilità di rilancio, lo avevano capito in pochi.

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  • TRE MESI DA INCUBO

    Da quel 27 gennaio (compreso) a oggi, la Juventus ha giocato 12 partite di campionato. E ne ha vinte appena due: una contro il Frosinone in pieno recupero, alla fine di febbraio, e l'altra contro la Fiorentina un paio di settimane fa. Entrambe di misura.

    Il ruolino di marcia complessivo è da brividi: due vittorie, sei pareggi e quattro sconfitte, uno scempio considerando come fin lì la Juve avesse perso solo una volta (col Sassuolo). Punti racimolati: appena 12, uno a partita. L'Inter prossima campione d'Italia, per dire, nello stesso arco di tempo ne ha messi assieme addirittura 32: 20 in più. Il divario in classifica si spiega così.

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  • Vlahovic Napoli JuventusGetty

    UN RENDIMENTO ESTERNO DA... 7° POSTO

    E poi c'è il rendimento in trasferta. Pure quello, soprattutto quello, da mani nei capelli. Se in casa la Juventus un paio di successi li ha ottenuti, peraltro aggiungendoci il 2-0 alla Lazio nell'andata delle semifinali di Coppa Italia, lontano dall'Allianz Stadium non vince ormai dal 21 gennaio: 3-0 a Lecce nella notte che portava Vlahovic e compagni momentaneamente davanti all'Inter, impegnata in quei giorni in Supercoppa Italiana.

    Da quel momento, la Juventus ha collezionato 6 partite esterne senza conquistare i tre punti: tre volte ha pareggiato (in casa del Verona, nel derby del Torino e infine a Cagliari) e altrettante ha perso (contro l'Inter, la Lazio e Napoli, anche se negli ultimi due casi a tempo quasi scaduto).

    Come rivela Opta, non capitava addirittura da 14 anni che la Juventus non vincesse in trasferta per 6 partite di fila (un pari e cinque ko in quel caso): era il 2009/2010, era l'anno di Alberto Zaccheroni (subentrato in corsa a Ciro Ferrara), era la prima stagione dei due celebri settimi posti. Sinistri ricordi che riaffiorano alla mente.

  • IL CAPITOLO DIFESA

    Infine, il capitolo riguardante il rendimento difensivo. In attesa che scenda in campo il Bologna, lunedì in posticipo contro la Roma, la Juventus continua a vantare il secondo miglior rendimento della Serie A: 26 i goal subiti in 32 partite, contro i 17 dell'Inter e i 37 del Milan secondo, notoriamente vulnerabile da questo punto di vista.

    Ebbene, se nelle prime 20 giornate di campionato la Juventus aveva incassato appena 12 reti (media di 0.6 a partita), in 12 partite ne ha presi 14 (media di 1.2, ovvero il doppio). Come a dire che anche la certezza più certa di Allegri, ovvero il rendimento difensivo, è venuta meno negli ultimi fatidici tre mesi.

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