Honest Ahanor ha solo 17 anni, eppure domenica scorsa ha disputato a Como la sua quinta partita consecutiva con l'Atalanta. Il suo pomeriggio è finito però nella maniera sbagliata, letteralmente per mano sua. Dopo soli otto minuti, il difensore è stato coinvolto in uno scontro fuori dall'area di rigore con Perrone, che si è spudoratamente accasciato a terra come se l'avversario lo avesse colpito in faccia.
Ahanor non aveva fatto nulla di tutto ciò, ma aveva alzato le braccia in direzione di Perrone, il che gli è costato un cartellino rosso diretto. Come ha sottolineato in seguito l'allenatore dell'Atalanta Raffaele Palladino, il difensore nerazzurro non avrebbe mai dovuto mettere gli arbitri nella condizione di dover prendere una decisione.
"Gli ho parlato e, anche se quello che gli ho detto resta tra noi, lui sapeva bene cosa aveva fatto - ha dichiarato Palladino a DAZN - Dobbiamo accettare queste cose, perché lo aiutano a crescere. Ha 17 anni e ha commesso un errore. Ma, per me, è ancora un futuro campione".
Pochi, tra coloro che hanno seguito l'ascesa di Ahanor dopo l'arrivo dal Genoa, potranno dissentire. Il mancino è una potenziale stella già da tempo, e la voglia di vederlo giocare con la maglia della Nazionale italiana è così grande da aver già scatenato un dibattito sui requisiti di cittadinanza del Paese.
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