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Honest Ahanor Atalanta NXGN GFXGOAL

La crescita di Honest Ahanor: perché l'Italia è così desiderosa di convocarlo il prima possibile

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Honest Ahanor ha solo 17 anni, eppure domenica scorsa ha disputato a Como la sua quinta partita consecutiva con l'Atalanta. Il suo pomeriggio è finito però nella maniera sbagliata, letteralmente per mano sua. Dopo soli otto minuti, il difensore è stato coinvolto in uno scontro fuori dall'area di rigore con Perrone, che si è spudoratamente accasciato a terra come se l'avversario lo avesse colpito in faccia.

Ahanor non aveva fatto nulla di tutto ciò, ma aveva alzato le braccia in direzione di Perrone, il che gli è costato un cartellino rosso diretto. Come ha sottolineato in seguito l'allenatore dell'Atalanta Raffaele Palladino, il difensore nerazzurro non avrebbe mai dovuto mettere gli arbitri nella condizione di dover prendere una decisione.

"Gli ho parlato e, anche se quello che gli ho detto resta tra noi, lui sapeva bene cosa aveva fatto - ha dichiarato Palladino a DAZN - Dobbiamo accettare queste cose, perché lo aiutano a crescere. Ha 17 anni e ha commesso un errore. Ma, per me, è ancora un futuro campione".

Pochi, tra coloro che hanno seguito l'ascesa di Ahanor dopo l'arrivo dal Genoa, potranno dissentire. Il mancino è una potenziale stella già da tempo, e la voglia di vederlo giocare con la maglia della Nazionale italiana è così grande da aver già scatenato un dibattito sui requisiti di cittadinanza del Paese.

  • GLI ESORDI

    Ahanor è nato ad Aversa, in Campania, ma poiché entrambi i suoi genitori sono originari della Nigeria non potrà ottenere la piena cittadinanza italiana fino al 23 febbraio, quando compirà 18 anni. Si tratta di una legge che, finora, gli ha impedito di rappresentare il Paese in cui ha trascorso tutta la sua vita. Il divieto di giocare con le giovanili azzurre, fortunatamente, non ha frenato in alcun modo i suoi progressi.

    Dopo essersi trasferito a Genova con la sua famiglia quando aveva solo un anno, Ahanor ha mosso i primi passi nel mondo del calcio professionistico con il Progetto Atletico, un'iniziativa calcistica locale, prima di essere ingaggiato dal Grifone all'età di cinque anni.

    Non ci è voluto molto perché si cominciasse a parlare di lui come del giocatore più promettente che il Genoa avesse prodotto dopo Pietro Pellegri, che aveva esordito in Serie A a 15 anni. Il prodigioso talento di Ahanor era certamente indiscutibile. Durante la stagione 2023/24, ad esempio, Honest ha giocato nell'Under 17, Under 18 e Under 19 del Genoa, aiutando l'Under 18 a vincere il titolo italiano.

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  • Genoa v Juventus - Serie AGetty Images Sport

    LA GRANDE OCCASIONE

    In qualità di ex allenatore della Primavera, Alberto Gilardino conosceva bene il talento di Ahanor. Tanto che l'ex calciatore della Nazionale ha inserito il giovane nella propria rosa all'inizio del 2024/25. Ma il debutto è stato comunque storico, poiché Honest è diventato il primo giocatore nato nel 2008 a giocare in Serie A in un Genoa-Juventus del settembre 2024.

    "Quando l'allenatore mi ha consegnato la pettorina durante l'ultimo allenamento, ho provato molte emozioni - ha ammesso Ahanor - Ma poi sono riuscito a calmarmi grazie al resto della squadra. In campo mi sono concentrato sul divertirmi e sull'essere presente per la squadra. Ma è stata una sensazione unica indossare la maglia della squadra che rappresento da quando ero bambino. Sono emozioni forti che non dimenticherò mai per il resto della mia vita e sarò sempre grato al mister Gilardino per avermi permesso di giocare nel Genoa".

    Ahanor ha fatto la sua seconda apparizione in Serie A nel secondo tempo contro il Parma del 4 novembre 2024, entrando dalla panchina, ma solo un paio di settimane dopo ha rimediato un grave infortunio al ginocchio che lo ha costretto a stare fuori dai campi per cinque mesi.

    "Sono stati mesi lunghi - ha ammesso in seguito - Le emozioni sono sempre tante, a volte nemmeno tutte decifrabili. A volte non riuscivo a vedere lontano. Ma alla fine, ciò che conta è la risposta che dai nei momenti di difficoltà. Ho vissuto ogni partita come un tifoso sugli spalti, con il desiderio e l'amore di tornare a fare ciò che amo con la maglia che amo, e alla fine ci sono riuscito".

    Dopo aver recuperato la piena forma fisica nell'aprile del 2025, Ahanor è tornato subito nella rosa di Gilardino giocando quattro volte con la prima squadra prima della fine della stagione.

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  • COME STA ANDANDO

    Dopo aver dimostrato di non aver subito alcun effetto negativo dall'infortunio al ginocchio, Ahanor è diventato un giocatore molto richiesto: Milan, Roma, Monaco e, inevitabilmente, Chelsea erano tutte interessate a uno dei giovani difensori più dotati d'Europa. Alla fine, però, Ahanor ha ritenuto, in modo piuttosto comprensibile, che il trasferimento all'Atalanta, club sinonimo di crescita dei giocatori, fosse la scelta migliore per la sua carriera.

    "Sapere che così tante squadre di alto livello erano interessate a me è un piacere - ha ammesso Ahanor - ma non ho avuto alcuna esitazione a scegliere l'Atalanta".

    La Dea ha accettato di pagare al Genoa 16 milioni di euro iniziali, più 4 milioni di bonus, per un giocatore che aveva collezionato solo sei presenze in prima squadra. Tuttavia, l'amministratore delegato dell'Atalanta Luca Percassi non aveva dubbi sul fatto che il famoso team di reclutamento bergamasco avesse fatto un altro acquisto vantaggioso.

    "È un giocatore che conosciamo da molti anni e che seguiamo da molto tempo, avendo anche avuto l'opportunità di giocare contro di lui con le nostre giovanili - ha spiegato Percassi - È un giocatore che si è sempre contraddistinto per le sue grandi qualità in campo e, conoscendolo, ci ha piacevolmente sorpreso per la sua maturità, superiore alla sua età, anche fuori dal campo".

    Anche l'allora allenatore Ivan Juric era rimasto impressionato da Ahanor. E quando Hien è stato costretto a lasciare il campo per infortunio dopo soli 27 minuti contro il Torino, il 21 settembre, ha puntato su di lui. Ahanor ha dato un'ottima prova di sé nel 3-0 nerazzurro e, per coincidenza, ha fatto il suo esordio da titolare con la nuova maglia contro la Juventus, sempre a Torino, il weekend successivo.

    Tre giorni dopo, ha avuto il suo primo assaggio di Champions League nelle fasi finali della gara persa dall'Atalanta contro il PSG, prima di giocare tutti i 90 minuti nella seconda giornata contro il Bruges. Da allora Ahanor ha giocato regolarmente e un altro infortunio, questa volta capitato a Kolasinac all'inizio di gennaio, gli ha permesso di assicurarsi un posto da titolare sotto il successore di Juric, Palladino, prima del cartellino rosso di domenica a Como.

  • FBL-EUR-C1-ATALANTA-BRUGGEAFP

    I PUNTI DI FORZA PRINCIPALI

    È ovviamente raro che un diciassettenne sia in grado di affrontare, fisicamente e mentalmente, i rigori del calcio di alto livello. Ma Ahanor è già un atleta straordinario, forte e veloce, e vanta anche un QI calcistico insolitamente alto per un ragazzo così giovane, che gli permette di leggere il gioco in modo eccellente.

    Ciò che davvero lo contraddistingue, però, è la sua abilità tecnica. Si tratta di un giovane imponente, così a suo agio con la palla che è in grado di giocare non solo come difensore centrale o terzino sinistro, ma anche come esterno a tutta fascia.

    Durante tutta la  carriera nelle giovanili, Ahanor ha dimostrato inoltre un fiuto particolare per il goal. Ha già aperto il conto con l'Atalanta nella gara di Coppa Italia vinta contro il suo ex club, il Genoa. Ciò che Palladino apprezza di più di lui, però, è il suo "atteggiamento, la sua audacia e la sua volontà di dare il 110%, per sfruttare al massimo ogni opportunità che gli si presenta".

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  • Pisa SC v Atalanta BC - Serie AGetty Images Sport

    MARGINI DI MIGLIORAMENTO

    A meno che non abbia un improvviso scatto di crescita, cosa che non è impossibile vista la sua età, Ahanor non diventerà il difensore centrale più alto del mondo (se è lì che finirà per giocare la maggior parte delle partite).

    Alto 1,83 m, l'ex genoano deve migliorare nel gioco aereo, perfezionando il tempismo e la tecnica dei suoi salti. Ovviamente è possibile farlo. Il grande Fabio Cannavaro era alto solo 1,76 m, ma eccelleva nei duelli aerei, mentre Guehi è alto quanto Ahanor ed è stato appena ingaggiato dal Manchester City. Naturalmente, se diventerà terzino o tornerà a fare l'esterno a tutta fascia, dovrà invece lavorare sulle sue qualità offensive, in particolare sui cross.

    Per ora, però, il suo obiettivo principale dovrebbe essere quello di imparare quando avanzare a centrocampo e quando rimanere in difesa, perché il suo punto di forza potrebbe anche diventare un punto debole, lasciando esposti i suoi compagni di difesa in caso di avanzate nei momenti meno opportuni.

  • Real Madrid CF v Rayo Vallecano de Madrid - LaLiga EA SportsGetty Images Sport

    NUOVO ALABA?

    Sono stati fatti dei paragoni con Destiny Udogie, il che è comprensibile, dato che Ahanor, come il terzino del Tottenham, è veloce, forte, eccellente con la palla e di origini nigeriane. Tuttavia, Udogie è molto più propenso all'attacco e non è mai stato utilizzato come difensore centrale.

    In questo senso, Ahanor sembra più simile a David Alaba, dato che si trova a suo agio sia al centro della difesa che sulla fascia sinistra. Il baby dell'Atalanta ha ovviamente ancora molta strada da fare prima di poter essere paragonato al campione della nazionale austriaca, ma i due hanno alcune caratteristiche in comune ed è difficile non pensare ad Alaba quando si vede il giovane destreggiarsi con tanta naturalezza sia nel ruolo di difensore centrale che in quello di terzino sinistro, proprio come il suo idolo, Paolo Maldini.

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  • SSC Napoli v Atalanta BC - Serie AGetty Images Sport

    IL FUTURO

    Al momento, l'obiettivo di Ahanor è quello di riconquistare il posto nella formazione titolare di Palladino dopo aver scontato la squalifica per l'espulsione subita al Sinigaglia. Nel frattempo, una volta compiuti i 18 anni ovvero tra poche settimane, potrà finalmente ottenere la cittadinanza italiana e, nonostante la notoria lentezza delle procedure burocratiche del Paese, c'è una remota possibilità che venga convocato dagli azzurri per lo spareggio di qualificazione ai Mondiali del mese prossimo contro l'Irlanda del Nord.

    È ovviamente molto improbabile che il ct Gattuso conceda ad Ahanor la sua prima presenza in Nazionale in un incontro così importante. Quel che è certo è che l'Italia è desiderosa di accoglierlo almeno all'interno della rosa per convincerlo a impegnarsi con il Paese in cui è nato piuttosto che con la patria dei suoi genitori, la Nigeria.

    Cosa succederà in futuro non è chiaro in questo momento. L'unica certezza è che Palladino non è l'unico a pensare che Ahanor sia un futuro campione.

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