Che Federico Chiesa non stia vivendo esattamente il momento più esaltante della carriera, è certificato dai numeri: appena due partite di campionato nel 2024, entrambe da subentrato, contro il Sassuolo e l'Inter non fanno onore a uno come lui.
Eppure è così. Ed è il presente un po' malinconico di un talento sempre in bilico tra definitiva esplosione e frenate, tra guizzi e problemi fisici di vario genere. E, di conseguenza, tra una maglia da titolare e un ruolo di comprimario.
Contro l'Udinese, nel posticipo che lunedì sera chiuderà la ventiquattresima giornata di Serie A, è probabile che possa toccare finalmente a lui. Non in coppia col "gemello diverso" Dusan Vlahovic, pure lui acciaccato, bensì con Arek Milik, un altro che qualche problema personale ce l'ha. Un'occasione da non fallire.
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