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Como 1907 v US Lecce - Serie AGetty Images Sport

L'ultimo step del Como contro l'Inter: diventare grande contro una grande per sognare la finale di Coppa Italia

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Ha detto Cesc Fabregas alla vigilia di Como-Inter che "spero che il Sinigaglia sia una piccola Bombonera". Ma per sperare di superare i nerazzurri tra andata e ritorno, e approdare alla finale di Coppa Italia, servirà anche altro.

Il Como giocherà con le proprie armi: il palleggio, il pressing, il gioco palla a terra e la qualità dei propri interpreti principali, Nico Paz in primis. E stavolta spera che la storia cambi rispetto alla gara di campionato, giocata all'inizio di dicembre al Meazza e vinta 4-0 dall'Inter.

Di più: per sognare davvero, la squadra di Fabregas dovrà alzare sensibilmente l'asticella contro le grandi. E migliorare un rendimento che, paradossalmente e a dispetto di una stagione splendida, fin qui non è stato di gran livello contro le altre squadre più forti d'Italia.

  • 12 PUNTI SU 33

    Il Como, che attualmente è quinto e ha in testa la pazza idea di lottare fino in fondo per un piazzamento Champions League, ha giocato 11 partite contro le altre sette squadre che completano la classifica fino all'ottava posizione. Il che significa che si è visto mettere sul tavolo un totale di 33 punti.

    Ebbene, di questi 33 punti i lariani sono riusciti a portarne a casa appena 12. Dunque poco più di un terzo. Delle prime otto hanno battuto solamente la Juventus, peraltro sia all'andata che al ritorno. Hanno pareggiato contro il Bologna (due volte), l'Atalanta (due volte), il Napoli e il Milan. E hanno perso contro l'Inter, la Roma, il Bologna, il Milan.

    Certo, al conto andrebbe aggiunto anche un altro pareggio: quello ottenuto in casa del Napoli nei quarti di finale di Coppa Italia, con successivo trionfo ai rigori. Anche perché è grazie a quell'impresa se il Como potrà giocarsi in 180 minuti l'accesso alla finale di Coppa Italia.

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  • RISULTATI E PRESTAZIONI

    Certo, vanno fatti dei distinguo. Perché se è vero che non di solo pane vivrà l'uomo, è altrettanto palese come una squadra non possa essere giudicata solo e soltanto per i risultati che ottiene. Specialmente nel caso del Como e del "giochista" Fabregas.

    L'1-3 interno contro il Milan, ad esempio, è sul podio delle partite più insolite del campionato. Il Como ha dominato per larghi tratti, Maignan ha salvato i rossoneri più volte, poi ecco il tris che così tanto ha fatto discutere. Con Fabregas che al termine della gara ha parlato di "risultatismo, che piace tanto qua".

    Se l'1-1 contro il Bologna è stato strappato solo nel finale grazie a una perla di Baturina, lo 0-0 contro l'Atalanta ha visto il Como produrre e sprecare in serie. Compreso un rigore gettato al vento da Nico Paz all'ultimissima azione. E così via.

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    INTER BESTIA NERAZZURRA

    Ma il Como non dovrà diventare definitivamente grande anche contro le grandi per sognare un finale di stagione da ricordare: dovrà farlo anche contro l'Inter stessa. Ovvero la squadra che tra stasera e fine aprile gli si porrà di fronte nel percorso conclusivo verso la finalissima di Coppa Italia.

    Da quando è tornata in Serie A, la squadra di Fabregas ha perso tre volte su tre contro i nerazzurri. Ha subito 8 goal complessivi, non ne ha messo a segno nessuno. Nello scorso campionato sulla panchina avversaria c'era Inzaghi, quest'anno Chivu, ma la storia non è mai cambiata: solo batoste, solo sconfitte, anche quando l'Inter aveva ormai perso il campionato a favore del Napoli (all'ultima giornata dello scorso torneo).

    La gara d'andata è stata quasi un manifesto delle difficoltà del Como contro l'Inter. Calhanoglu e compagni hanno soffocato sul nascere ogni fonte di gioco lariana, da Perrone a Da Cunha passando per il pericolo pubblico Nico Paz. Il pressing e il palleggio di Fabregas non hanno praticamente mai funzionato. E il risultato finale, un 4-0 senza discussioni che ha rappresentato una delle migliori prestazioni stagionali dei nerazzurri, è stato quasi una logica conseguenza di tutto questo.

  • PERCORSO PARALLELO

    Il rendimento migliorabile del Como nelle partite contro le più forti, se vogliamo, va di pari passo con quello dell'Inter. Un'altra squadra che, come noto, in questa stagione ha attraversato diverse difficoltà sotto questo aspetto.

    La recente eliminazione per mano del Bodo/Glimt, nella prima vera notte (doppia) da dentro o fuori della stagione, ha seguito i non pochi passi falsi negli scontri diretti: nel derby d'andata contro il Milan, contro la Juventus, contro il Napoli, contro Atletico Madrid, Arsenal e Liverpool in Champions League, ma anche contro il Bologna in Supercoppa.

    Questa sera, in un Sinigaglia gremito per il grande evento, Como e Inter proveranno nuovamente a rompere questa sorta di tabù. In palio c'è un pezzetto di finale, da conquistare poi nel ritorno di fine aprile. Ma c'è anche un bel po' di consapevolezza: in vista del finale di stagione per la squadra di Fabregas, in vista del derby per quella di Chivu.

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