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Sensi KlaassenGetty/GOAL

L'obiettivo di Sensi e Klaassen: imitare Asllani e trovare spazio all'Inter

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Qualcuno lo considerava quasi un caso perso. Anche se, bene ricordarlo, si parla pur sempre di un ragazzo di 21 anni. Quando Kristjan Asllani ha fatto il proprio ingresso in campo nel finale di Inter-Roma, domenica sera, in pochi potevano immaginare un impatto del genere. E invece.

E invece la partita che doveva essere di Romelu Lukaku si è trasformata, per altri motivi, anche nella sua. Almeno parzialmente. A un quarto d'ora dalla fine Simone Inzaghi lo ha inserito in campo, e la scelta si è rivelata azzeccata: testa giusta, piedi registrati, la partecipazione attiva alla rete decisiva segnata da Marcus Thuram.

Asllani, insomma, c'è. È tornato a sedurre l'Inter, come ai tempi in cui comandava il centrocampo dell'Empoli. E ora proverà a fungere da esempio per chi, come lui, nella primissima parte della stagione non ha trovato spazio nelle rotazioni di Inzaghi.

  • DOV'È SENSI?

    Se lo chiedono in molti. Ma Stefano Sensi c'è, sì. Fa parte a tutti gli effetti della rosa, in campionato va regolarmente in panchina (è stato invece escluso dalla lista Champions). Solo che difficilmente entra in campo: fin qui ha collezionato appena 8 minuti nel finale di Cagliari, alla seconda giornata.

    Normale, forse. Perché anche lui, come Klaassen, sapeva già che sarebbe partito agli ultimi posti delle gerarchie di Inzaghi. Ha trascorso un'estate sull'uscio di casa, pareva che se ne sarebbe andato nuovamente da un momento all'altro dopo i prestiti a Sampdoria e Monza, alla fine è rimasto per rendere numericamente corposo il centrocampo.

    Gli infortuni a pioggia ne hanno rallentato una carriera che, al Sassuolo prima e con Antonio Conte poi, era sul punto di decollare davvero. Tanto da fargli perdere un Europeo. E ora rimanere al passo di Barella, Mkhitaryan e Frattesi è dura. A gennaio un nuovo prestito non è escluso.

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  • KLAASSEN E QUELLA SOSTITUZIONE RIMANDATA

    Probabilmente era prevedibile che Davy Klaassen si sarebbe ritrovato tra gli ultimi posti nelle gerarchie del centrocampo nerazzurro. L'Inter voleva Samardzic, non è riuscita a portarlo a Milano, si è ritrovata costretta a guardare altrove. E agli sgoccioli del mercato ha individuato l'occasione giusta, prelevando l'ex capitano dell'Ajax.

    Il simbolo della stagione di Klaassen, a ben vedere, è un... mancato ingresso in campo. Inzaghi avrebbe voluto inserirlo contro il Salisburgo, già sul 2-1, al posto di Lautaro Martinez: sostituzione bloccata perché l'argentino, che aveva appena segnato il tris, se l'è poi visto annullare dal VAR. E in ogni caso il cambio si sarebbe verificato qualche minuto più tardi.

    Klaassen non è un titolare, sapeva sin da subito di non esserlo, ha accettato tutto. E nemmeno l'idea di Inzaghi di avanzarlo di qualche metro dopo l'infortunio di Arnautovic a Empoli si è concretizzata. Questione di gerarchie, appunto.

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  • E C'È ANCHE AGOUMÉ

    Caso simile a quello di Sensi. Anche Lucien Agoumé è rientrato da un paio di prestiti, anche lui è a tutti gli effetti un componente della rosa, anche lui cerca un posto al sole che fino a questo momento non ha mai trovato.

    Sono appena quattro più recupero i minuti concessigli da Inzaghi, che lo ha inserito in campo nel finale di Salernitana-Inter 0-4, partita ampiamente già decisa: dentro lui, fuori Barella. Stop: per il resto, solo panchine. Così come Sensi, anche lui potrebbe andarsene a gennaio per trovare altrove un minutaggio superiore, come accaduto lo scorso anno al Troyes.

  • MA IL CASO DI ASLLANI È DIVERSO

    Complicato, però, mettere sullo stesso piano Asllani e i vari Klaassen, Sensi, Agoumé: l'albanese è in linea teorica l'unica vera alternativa a Calhanoglu davanti alla difesa, è stato preso in cambio di 14 milioni di euro complessivi, è un investimento sia per il presente che per il futuro. Ha appena 21 anni, come già ricordato. E tutta una carriera davanti a sé.

    Klaassen ne ha 30, di anni. Sensi ne ha invece fatti 28 ad agosto. Sono giocatori fatti e finiti che, per un motivo o per un altro, non sono mai riusciti ad arrivare o a mantenersi a livelli individualmente altissimi. Mentre Agoumé è una potenziale promessa non ancora espressa.

    Guardare Asllani e il suo bell'impatto contro la Roma, prendere appunti, cercare di fare lo stesso: è questo l'obiettivo degli altri centrocampisti nerazzurri, favoriti dalla lunghezza e della pienezza di una nuova stagione suddivisa tra campionato e coppe. Ma in questo momento l'ex empolese, minutaggio elevato oppure no, si colloca su un altro piano.

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