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Thuram InterGetty Images

L'Inter scopre il suo punto debole: senza Lautaro è un'altra squadra, anche Thuram non gira

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"E se a Lautaro venisse un raffreddore?" si chiedevano in tanti parlando dell'Inter. La risposta è arrivata a Genova, dove i nerazzurri non sono andati oltre il pareggio offrendo alla Juventus la possibilità di riportarsi a -2 in caso di vittoria contro la Roma.

Nessun allarme, sia chiaro, anche perché quello dell'Inter in questo girone d'andata resta un cammino trionfale che, se ripetuto al ritorno, quasi certamente consentirà ai nerazzurri di cucirsi sul petto la tanto agognata seconda stella.

Allo stesso tempo più che il risultato, va analizzata la prova offerta dalla squadra di Simone Inzaghi contro il Grifone soprattutto sotto il profilo offensivo.

  • ARNAUTOVIC NON BASTA

    Vero, l'austriaco contro il Genoa si è finalmente sbloccato realizzando la sua prima rete in questo campionato con la maglia dell'Inter. Allo stesso tempo è evidente come Arnautovic, per caratteristiche oltre che per peso specifico in campo, non possa essere il sostituto di Lautaro Martinez.

    E dato che Sanchez continua a non offrire le dovute garanzie soprattutto a livello fisico, ecco che si intravede il vero grande punto debole della corazzata nerazzurra: come si fa senza il capitano?

    Marotta e Ausilio a gennaio non sembrano intenzionati a tornare sul mercato per acquistare un attaccante, anche perché all'occorrenza Mkhitaryan e Klaassen potrebbero avanzare nel ruolo di seconda punta. Basterà per arrivare al traguardo finale?

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  • THURAM SPENTO

    Cinque indizi fanno decisamente una prova. Quando non c'è Lautaro anche Marcus Thuram, rivelazione assoluta di questa prima parte di stagione, sembra improvvisamente tornare un giocatore normale. Anche troppo normale.

    Il francese contro il Genoa ha giocato forse la sua peggiore partita da quando si è trasferito all'Inter, inquadrando la porta avversaria solo una volta di testa in 90 minuti. Nonostante questo ed un evidente calo fisico, Inzaghi lo ha tenuto in campo per tutta la gara.

    Un ulteriore segnale di come davanti a questa Inter qualcosa manchi. In cinque precedenti senza Lautaro al suo fianco, d'altronde, Thuram è rimasto fin qui sempre a secco. Solo un caso?

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  • IL PESO DI LAUTARO

    La dipendenza da un giocatore come Lautaro, d'altronde, è quasi fisiologica anche per uno squadrone come l'Inter.

    L'argentino, è bene ricordarlo, nell'anno solare 2023 ha segnato qualcosa come 29 reti di cui 17 nell'attuale campionato, che gli permettono di esserne l'attuale capocannoniere. Inserito nei primi trenta nomi del Pallone d'Oro, Lautaro non è un giocatore qualsiasi e dunque difficilissimo da sostituire a prescindere da chi scenda in campo al suo posto.

    Il Toro, oltre ai goal, è unico nell'aprire spazi per i compagni a partire proprio da Thuram, col quale è nato un feeling naturale fin da subito. Come peraltro era già accaduto con Lukaku e con tutti gli altri compagni di reparto che lo hanno affiancato in questi anni.

    Il partner ideale al quale questa Inter, ma non solo, non può rinunciare praticamente mai.

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  • QUANDO TORNA LAUTARO?

    Ecco perché, adesso, la priorità dell'Inter in vista della sfida contro il Verona è quella di recuperare Lautaro Martinez.

    L'argentino, che ha seguito la squadra fino a Genova insieme all'altro indisponibile Dimarco, sta molto meglio e dovrebbe essere disponibile per la prima gara del 2024.

    Un recupero fondamentale per l'Inter, che a fine gennaio sarà impegnata anche in Arabia per la Final Four della Supercoppa Italiana. Un altro obiettivo che Inzaghi non vuole fallire, in attesa ovviamente degli ottavi di Champions League in programma a febbraio contro l'Atletico Madrid.

    Recuperare il capitano sì, insomma, ma senza correre troppo. Perché rischiare una ricaduta con un calendario così intasato sarebbe letale.

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