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Inter VeneziaGetty Images

AAA cinismo cercasi: dal Derby d'Italia al Venezia, l'Inter non sa più chiudere le partite

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Quando il Venezia gioca a San Siro contro l'Inter, evidentemente, sa bene come trasformarsi. Nella gara di ritorno del 2021/2022, i lagunari giocarono una partita gagliarda riuscendo a tenere incollati i nerazzurri sull'1-1 fino agli ultimi secondi. Poi fu Edin Dzeko a trovare il guizzo della vittoria.

Questa volta è andata diversamente. Nel senso che non è stata l'Inter a pescare il jolly in extremis: è stato il Venezia. Solo che la deviazione vincente da pochi passi di Sverko è stata annullata per un fallo di mano del difensore ospite, facendo tirare un sospiro di sollievo a Simone Inzaghi e a tutto San Siro.

Sarebbe stato clamoroso, evidentemente. Così come, al contempo, è il sintomo che non tutto sta funzionando a dovere nonostante la vetta, dopo il ko del Napoli contro l'Atalanta, sia ora a portata di sorpasso.

  • Sverko Inter Venezia Serie AGetty

    CHE SOFFERENZA

    Una delle differenze rispetto alla scorsa stagione, dominata dall'Inter con tanto di conquista finale dello Scudetto della seconda stella, è proprio questa: l'incapacità di chiudere partite ben indirizzate, evitando patemi finali così come accaduto contro il Venezia.

    Perché sì, l'Inter avrebbe potuto vincere largamente anche domenica sera. Ne ha avuto la possibilità, ma è stata frenata dagli sprechi offensivi dei propri elementi di spicco, lo sciupone Thuram su tutti. Il francese ha avuto la palla del raddoppio a poco più di 20 minuti dalla fine, ad esempio: è stato pescato bene da Dimarco in area, si è liberato sul sinistro, ma ha calciato addosso a Stankovic.

    E così la partita è rimasta aperta fino alla fine. Con il Venezia che quasi inconsapevolmente è rimasto vivo e vegeto, praticamente obbligato a provarci. E se non fosse stato per la mano malandrina di Sverko, la squadra di Di Francesco avrebbe pure trovato l'1-1.

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  • CINISMO SMARRITO

    Non è una novità. Già in altre uscite stagionali il refrain di un'Inter incapace di chiudere la contesa in anticipo si era ripetuto, anche se mai con lo stesso andamento folle del finale del posticipo col Venezia.

    La prima giornata, in questo senso, aveva dato un assaggio di quel che sarebbe potuto accadere nelle settimane successive: 2-2 col Genoa e pareggio del Grifone all'ultimo minuto, grazie a un calcio di rigore segnato da Messias e provocato da un fallo di mano in area di Bisseck.

    Tante, inoltre, sono le partite portate a casa dalla squadra di Inzaghi con un punteggio minimo: ben quattro. Tutte nelle ultime sette giornate. Sia l'Udinese che il Torino hanno reso elettrico il finale, accorciando sul 3-2 e costringendo l'Inter a minuti di sofferenza. Quindi l'1-0 risicato e di pura solidità dell'Olimpico contro la Roma. E infine, appunto, l'altro 1-0 da brividi col Venezia.

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  • Inter Juventus Serie AGetty

    IL 4-4 CONTRO LA JUVENTUS

    Ma il manifesto vero è il pirotecnico e allucinante 4-4 contro la Juventus del 27 ottobre. La partita più bella del campionato, sicuramente fino a questo momento e con ogni probabilità anche per il resto della stagione. Ma non per tutti.

    I nerazzurri ancora rimuginano su quel Derby d'Italia sfuggito incredibilmente dalle dita. Erano riusciti a controrimontare il sorpasso juventino, si erano portati sul 4-2. E tutto faceva pensare che avrebbero segnato pure il quinto. Di Gregorio, anzi, era stato strepitoso nel togliere dalla porta i tentativi di Dimarco prima e di Barella poi.

    Quindi, d'incanto, a San Siro le luci si sono spente. L'Inter ha fatto blackout, la Juventus ne ha approfittato. E con una doppietta del subentrato Yildiz ha portato a Torino un pareggio dal sapore di una vittoria.

  • "BISOGNA ESSERE PIÙ CINICI"

    A parlare dell'argomento al termine di Inter-Venezia è stato Simone Inzaghi. Al contempo soddisfatto per l'ennesima vittoria ottenuta, sollevato per lo scampato pericolo finale e infastidito dal mancato killer instinct dei propri giocatori nel momento topico della partita.

    "Dovevamo essere più cinici, però ho fatto i complimenti alla squadra anche a fine primo tempo, quando abbiamo sbagliato goal importanti come con Mkhitaryan e Thuram. Lì la partita sarebbe stata più facile. Dopo il vantaggio il grande neo è quello di non aver chiuso la gara. In Serie A le partite rimangono sempre in bilico. Sull’ultima azione ci sono fallo di mano e spinta su Bisseck, ma bisogna essere più cinici: con sette di recupero non puoi essere avanti solo 1-0".

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  • "DOVEVAMO CHIUDERLA PRIMA"

    Non è stato solamente Inzaghi a parlare del tema della serata. Anche diversi calciatori della rosa dell'Inter si sono accodati alle parole del tecnico, indicando nella mancanza di cattiveria sotto porta il vero e insolito problema della squadra.

    "Dovevamo chiudere il match prima, siamo consapevoli di questo - ha detto Lautaro Martinez, il match winner - è necessario essere determinati e crescere, soprattutto nei dettagli". De Vrij gli ha fatto eco: "Abbiamo avuto delle occasioni per fare il secondo goal, ma non ci siamo riusciti e abbiamo rischiato tanto fino alla fine". E Mkhitaryan: "Ci siamo messi in difficoltà da soli per le occasioni che non siamo riusciti a concretizzare, dobbiamo migliorare su questo aspetto perché potevamo chiuderla prima".

  • ORA ARSENAL E NAPOLI

    La questione di un cinismo venuto clamorosamente a mancare, e di partite che spesso l'Inter non riesce completamente a chiudere, andrà analizzata da Inzaghi anche nei prossimi giorni. Quelli che vedranno i nerazzurri affrontare un doppio impegno di fuoco, prima in Champions League e poi in campionato.

    Mercoledì a San Siro arriva l'Arsenal, e sarà l'occasione di proseguire un percorso iniziato con due vittorie, un pareggio e zero reti al passivo. Domenica, poi, ecco la sfida delle sfide: contro il Napoli capolista, con la chance di operare il sorpasso e dare una prima impronta a tinte nere e azzurre al torneo.

    È proprio qui che l'Inter cercherà di tornare l'Inter della scorsa stagione. Perché è vero quel che ha detto Inzaghi dopo Roma, ovvero che "è sbagliato pensare che questa squadra possa vincere tutte le partite con tre goal di scarto", ma è altrettanto vero che qualcosa nella prima parte della stagione è venuto meno. Anche se le classifiche di Serie A e Champions sembrerebbero testimoniare il contrario.

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