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Spalletti Italy EcuadorGetty Images

L'Inter, Berardi, i braccetti: perché l'Italia si prepara a giocare con la difesa a tre agli Europei

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L'Italia ha voltato pagina. Dalla difesa a quattro, che ha fatto le fortune della squadra di Roberto Mancini campione d'Europa nel 2021, alla difesa a tre: un cambio che riporta agli anni di Antonio Conte, maestro del modulo con il triplo difensore.

Luciano Spalletti, che pure a Napoli ha vinto uno Scudetto epocale sulle ali del 4-3-3, ha deciso di cambiare. Contro il Venezuela, e poi contro l'Ecuador, l'Italia è scesa in campo con un 3-5-2 inedito, con due trequartisti alle spalle di un'unica punta e un trio di centrali a protezione dei due portieri schierati, rispettivamente Gigio Donnarumma e Guglielmo Vicario.

Un modulo, quello con la difesa a tre, che Spalletti si prepara a utilizzare anche in Germania: l'accantonamento del 4-3-3, ormai, appare sempre più probabile.

  • L'ITALIA COME L'INTER

    "La difesa a tre è ideale per non subire le ripartenze - diceva Spalletti prima del Venezuela - come a volte accade con la difesa a 4. C'è uno zoccolo duro nella zona centrale che ti fa subire meno le ripartenze se mantieni le posizioni, con due uomini larghi e due nei mezzi spazi".

    E poi, dopo aver battuto l'Ecuador, ecco un'altra spiegazione:

    "Il blocco squadra Inter è quello da cui noi andiamo a prendere più roba e l'Inter gioca a 3. Questo è un qualcosa che noi dobbiamo considerare, proprio per quel fatto di mettere a loro agio i giocatori per come giocano nel club. È una cosa che va tenuta in conto".

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  • I TANTI BRACCETTI

    Un'altra considerazione è poi legata alla presenza massiccia dei cosiddetti terzi di difesa - o braccetti, per utilizzare un discutibile termine moderno - nella rosa che presumibilmente farà parte della spedizione in Germania: da Darmian a Bastoni, da Di Lorenzo a Mancini. Anche Dimarco, ormai stabilizzatosi largo a sinistra, può ricoprire quel ruolo. Senza dimenticare Acerbi, in attesa di comprendere come si concluderà la vicenda del presunto insulto razzista a Juan Jesus.

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  • L'ASSENZA DI BERARDI

    L'abbandono del 4-3-3 ha a che fare anche con l'infortunio di Domenico Berardi. Titolarissimo nell'attacco azzurro, l'esterno del Sassuolo si è fatto male all'inizio di marzo in casa del Verona e sarà costretto a saltare gli Europei.

    Come sostituirlo, dunque? Non sovrapponendo un pari ruolo, come Politano o Orsolini, bensì spostando le pedine in campo e inserendo un difensore in più.

  • PRIMO NON PRENDERLE

    C'è anche da considerare la durezza del girone in cui è capitata l'Italia, che al sorteggio di inizio dicembre partiva dalla scomoda posizione della quarta fascia. Albania, Spagna e Croazia: non il massimo della vita per sperare in una tranquilla qualificazione agli ottavi di finale.

    Contro avversari del genere - soprattutto Spagna e Croazia, naturalmente, ma occhio anche all'Albania - pensare a un'Italia sbarazzina è arduo. Meglio pensare a coprirci, alla fase difensiva. Una sorta di "primo non prenderle" di italica tradizione. Che in Germania, tre anni dopo Wembley, verrà con ogni probabilità rispolverato.

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