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Lautaro Martinez Inter GFXGOAL

L'Inter alla prova del... 10 contro il Bodo/Glimt: ma senza Lautaro Martinez quest'anno non ha mai fallito

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La prova del 9, ma anche la prova del 10. Il tutto nella stessa notte: quella che determinerà i destini europei dell'Inter, sospesa tra il desiderio di rimontare la sconfitta dell'andata contro il Bodo/Glimt e la paura di abbandonare la Champions League ancor prima che arrivi il bello.

Il problema non è solo ottenere una vittoria con almeno tre reti di scarto, oppure due imponendosi poi ai supplementari o ai rigori: il problema è anche che mancherà Lautaro Martinez, il faro, l'uomo guida, il miglior calciatore della rosa, il leader tecnico e carismatico. Nonché attuale capocannoniere della Serie A.

La cattiva notizia è questa. E poi c'è quella buona: senza Lautaro, almeno in questa stagione, l'Inter non se l'è cavata poi così male. Tutt'altro.

  • L'INFORTUNIO DELL'ANDATA

    L'argentino si è fatto male all'andata, come noto. Ha giocato dall'inizio, ha sfiorato il goal, ha colpito un palo, non ha offerto una buona prestazione così come non l'aveva offerta pochi giorni prima contro la Juventus. E poi è uscito nella parte finale della gara.

    "Secondo me lo abbiamo perso - diceva Chivu a Prime dopo il 90' - Si è fatto male, è abbastanza serio". Sensazione confermata dall'esito degli esami, che hanno rivelato la presenza di un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. Con tempi di recupero stimati in un mese e mezzo e rientro in campo previsto per l'inizio di aprile.

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  • Lautaro InterGetty

    COM'È ANDATA L'INTER SENZA LAUTARO

    La buona notizia è quella già citata: l'Inter non ha sofferto particolarmente l'assenza di Lautaro Martinez nelle (rare) occasioni in cui l'ex attaccante del Racing non è stato a disposizione di Chivu dallo scorso agosto a oggi.

    Lautaro ha saltato tre partite dal primo all'ultimo minuto, contando tutte le competizioni: quella di sabato a Lecce e in precedenza quelle contro l'Ajax e il Venezia, rispettivamente in Champions League e Coppa Italia. Al Via del Mare era infortunato, ad Amsterdam soffriva di un fastidio alla schiena e non è stato rischiato, scelta tecnica invece contro i lagunari. Ebbene, l'Inter le ha vinte semplicemente tutte, peraltro con uno scarto realizzativo superiore a un goal: 2-0, 2-0, 5-1.

    Non è finita qui: Lautaro ha praticamente saltato anche l'ultima partita del girone di Champions League contro il Borussia Dortmund, entrando dalla panchina solo a un paio di minuti dalla fine. E l'Inter ha vinto anche lì (2-0). Altre tre volte è stato inserito a gara in corso da Chivu e i nerazzurri non hanno sbagliato neppure lì: contro il Sassuolo (2-1), nell'andata contro il Lecce (1-0) e in Coppa Italia contro il Torino (2-1).

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  • L'UNICA DELUSIONE

    L'unica volta in cui l'Inter non è riuscita a portare a casa il bottino pieno in assenza (iniziale) di Lautaro Martinez, così, è legata alla semifinale della Supercoppa Italiana contro il Bologna. Gara che i nerazzurri non hanno perso, ma non hanno nemmeno vinto. E che, alla fine, si sono visti sfuggire dalle mani ai calci di rigore.

    L'argentino non era infortunato: è andato inizialmente in panchina, Chivu dixit, perché era l'ottava gara in 20 giorni e le ha giocate tutte, ha anche lui bisogno di riposo". Poi è entrato a una ventina di minuti dalla fine, senza lasciare il segno ma realizzando comunque uno dei rigori.

    Stasera sarà diverso, naturalmente: Lautaro non ci sarà e basta. E non ci sarà neppure nelle prossime settimane e nel prossimo mese e mezzo. 

  • CHIVU: "NOI ABBIAMO TANTI LEADER"

    Nella conferenza della vigilia di Inter-Bodo/Glimt, Chivu si è sentito rivolgere una domanda giusta e scontata da un giornalista presente in sala stampa: "L'assenza di un leader come Lautaro influenzerà il gioco della squadra e come pensate di adattare il gioco senza di lui?".

    Il tecnico romeno ha risposto così, cercando di dare fiducia a chi ci sarà invece di piangersi addosso pensando a chi non ci sarà:

    "Noi abbiamo tanti leader, lo hanno fatto vedere dall'inizio della stagione. Tutti quelli che scendono in campo si sentono responsabili per quello che la squadra vuole fare e l'hanno fatto bene. Si sentono coinvolti, si sentono in fiducia e sanno che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo tutto quello che è la nostra leadership, la nostra voglia, la nostra fame, il nostro lavoro, la umiltà che abbiamo dimostrato in questi mesi, la nostra crescita. E speriamo di continuare a marciare su questi fondamenti".

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  • Marcus Thuram Inter Slavia PragueGetty Images

    THURAM ALLA PROVA DEL 9

    Senza Lautaro, saranno presumibilmente Pio Esposito e Marcus Thuram a dividersi in maniera equa il peso delle responsabilità offensive dell'Inter. Ma se il primo è in un ottimo momento di forma, realizzativo e psicologico, non si può dire altrettanto del secondo.

    La "prova generale" del francese a Lecce non è andata particolarmente bene. Proprio lui, già lasciato in panchina a Bodo ma reduce da un buon Derby d'Italia, è stato uno dei più opachi dell'Inter nonostante il 2-0 finale firmato da Mkhitaryan e Akanji. Il che, naturalmente, non è il viatico migliore per la gara da dentro o fuori di questa sera.

    Thuram ha iniziato la stagione alla grande, si è fermato per un infortunio serio, è tornato, ha faticato. Poi ha ripreso a segnare, tra dicembre e gennaio lo ha fatto sei volte. E alla fine ha rallentato di nuovo il passo. Per lui, col Bodo, non sarà la prova del 10: sarà la vera e propria prova del 9. E non solo per il numero di maglia che porta sulle spalle.

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