Tale padre tale figlio? Non ancora. Forse un giorno: al momento, proprio no. Anche se per Davide Ancelotti la missione, per il momento, è quella di consolidarsi nel ruolo di allenatore: non certo di raggiungere le vette già toccate più e più volte da papà Carlo.
Il problema è che il distacco di Ancelotti junior dal cordone ombelicale paterno, ovvero l'avvio della carriera da "solista", si sta rivelando più traumatico del previsto. Il Botafogo, la squadra che con una scelta innovatrice lo ha portato in Sudamerica e a Rio de Janeiro poco dopo la conclusione del Mondiale per Club, è solo l'ombra della squadra plurivincente del 2024. Anzi: è l'ombra anche di quella che negli Stati Uniti batteva il PSG.
Sconfitte, eliminazioni da tutto, un attacco che non segna, cessioni pesanti non rattoppate a dovere. E ancora: qualche nome importante del panorama europeo che non sta rendendo come nella Rio bianconera si sarebbero attesi. Ancelotti sta affrontando di tutto e di più, vedendo la propria avventura esotica dall'altra parte del mondo trasformarsi in una sorta di incubo.
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