Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Italy UCL flops GFXGetty/GOAL

L'impresa dell'Atalanta non basta: perché non deve distogliere l'attenzione dal fallimento delle altre italiane in Champions League

Pubblicità

Come ha ammesso Billy Costacurta mercoledì sera, lui e i suoi colleghi opinionisti nello studio di Sky erano venuti per seppellire le nostre squadre, non per lodarle. Eppure non hanno avuto altra scelta dopo che due straordinarie rimonte in Champions League hanno dimostrato che il calcio italiano non è ancora morto.

La sera dopo l'imbarazzante eliminazione dell'Inter contro il Bodo/Glimt, l'Atalanta ha ribaltato uno svantaggio di due goal contro il Borussia Dortmund, prima che la Juventus facesse qualcosa di ancora più impressionante, costringendo il Galatasaray ai tempi supplementari nonostante il 5-2 dell'andata e l'espulsione di Kelly subito dopo l'intervallo. Alla fine, il vantaggio numerico dei turchi si è rivelato decisivo. Ma anche se i bianconeri sono stati eliminati, si sono indubbiamente guadagnati applausi iniziati molto prima del fischio finale. 

E dunque, cosa si deve pensare dell'andamento dei playoff da parte delle nostre squadre? 

Dopo la sconfitta dell'Inter, sembrava che per la prima volta nell'era della Champions League non ci sarebbe stata alcuna rappresentante della Serie A negli ottavi di finale. Ma il passaggio del turno dell'Atalanta, unito alla rimonta ammirevole della Juve, significa che la situazione in Italia non è così grave come sembrava martedì sera a San Siro. Forse.

  • Atalanta BC v Borussia Dortmund - UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second LegGetty Images Sport

    ESENTE DA CRITICHE

    Il simbolismo di Christian Vieri e Ronaldo che si presentano a vedere l'Inter eliminata dalla Champions League dal Bodo/Glimt non è sfuggito a nessuno. I nerazzurri saranno anche la squadra più forte della Serie A in questo momento, ma il calcio italiano non produce più attaccanti di livello mondiale come loro due. 

    Più di 70.000 spettatori, quasi il doppio della popolazione di Bodo, erano arrivati a San Siro sperando di vedere la loro squadra dimostrare che il campo in erba sintetica era stato il problema all'andata. Invece hanno assistito per la seconda volta in tre mesi a uno spettacolo norvegese a Milano. 

    Alessandro Del Piero ha scherzato dicendo di essere sul punto di piangere prima delle partite di ritorno dei playoff, dato che tutte e tre le squadre italiane partivano da un netto svantaggio e che i campioni in carica, il Napoli, non erano nemmeno riusciti a superare la fase a gironi. Tuttavia, la leggenda della Juventus ha sostenuto che "non tutto è così negativo come sembra". E aveva ragione. Almeno nel caso dell'Atalanta, che non deve essere vista con lo stesso occhio negativo dell'Inter, della Juve o del Napoli.

    "Questa è una partita che passerà alla storia, non solo qui a Bergamo per tutti i tifosi dell'Atalanta, ma per il calcio italiano nel suo complesso - ha detto Raffaelle Palladino a Sky - Ho sentito molti commenti sul calcio italiano e penso che debba essere protetto, soprattutto dall'interno. Siamo troppo severi quando le cose non vanno bene, abbiamo bisogno di critiche più costruttive, di essere un po' più positivi, e questa sera lo abbiamo dimostrato".

    L'Atalanta, però, è una rarità in Italia: un club gestito in modo eccellente, rinomato per la sua capacità di individuare e formare giovani giocatori per poi venderli con un enorme profitto, pur rimanendo competitivo in Serie A e in Europa. Lo smantellamento da parte della Dea del Bayer Leverkusen di Xabi Alonso, apparentemente imbattibile, nella finale dell'Europa League 2024 è stato il culmine di un progetto ambizioso e a lungo termine radicato nella realtà economica del calcio moderno, che ha fornito il modello perfetto da seguire per le altre squadre di Serie A.

    Ma se il Bologna e il Como, squadra con ottime disponibilità finanziarie, stanno dimostrando cosa sia possibile ottenere con una strategia chiara e coerente, le squadre di punta italiane sono ben lontane dall'essere altrettanto stabili o addirittura vincenti.

  • Pubblicità
  • FBL-EUR-C1-NAPOLI-PRESSERAFP

    NON ABBASTANZA FORTI

    Il Napoli ha vinto lo scudetto due volte negli ultimi tre anni, ma non è mai approdato in semifinale di Champions League. Antonio Conte si è lamentato costantemente degli infortuni e del calendario frenetico durante tutta la stagione, ma i campioni d'Italia in carica hanno vinto solo due delle otto partite della fase a gironi e sono stati eliminati a causa della loro incapacità di battere il Copenhagen, costretto a giocare in 10 uomini per poco meno di un'ora.

    Nel frattempo, Luciano Spalletti ha lamentato la natura schizofrenica della propria squadra dopo il ko in casa del Galatasaray. I bianconeri hanno capitolato nella partita di andata, ma sono stati formidabili nella partita di ritorno, il che significa che mercoledì sera l'allenatore è stato orgoglioso della prestazione dei suoi giocatori, ma amaramente frustrato dal fatto che non fossero riusciti a superare una squadra che avrebbero chiaramente potuto battere.

    La cruda realtà, però, è che la Juventus non è più la squadra che era sotto la guida di Massimiliano Allegri. I finalisti del 2015 e del 2017 hanno ora perso le ultime cinque partite della fase a eliminazione diretta della Champions League, il che sembra molto simile a una "eredità calcistica".

    Non a caso, c'era una differenza allarmante in termini di profondità offensiva tra Juve e Gala. Se i campioni turchi erano nell'invidiabile posizione di poter lasciare Icardi in panchina a Istanbul con Osimhen titolare in attacco, Spalletti riteneva di non avere alternative migliori di McKennie per guidare l'attacco, e la prestazione di David nella partita di ritorno lo ha dimostrato.

    Alla fine, né il Napoli né la Juventus si sono dimostrati abbastanza forti da raggiungere gli ottavi di finale, ma il fatto che nemmeno l'Inter ci sia riuscita ha dato un'immagine molto negativa della forza della Serie A.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • FC Internazionale Milano v FK Bodo/Glimt - UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second LegGetty Images Sport

    "IN VETTA PER DEFAULT"

    I nerazzurri hanno raggiunto due finali di Champions League in tre stagioni sotto la guida di Simone Inzaghi, per cui è stato innegabilmente scioccante vederli sconfitti in casa e in trasferta dal Bodo/Glimt. Si sta pur sempre parlando di una squadra che attualmente è in testa alla Serie A con 10 punti di vantaggio.

    Pur elogiando il promettente progetto del Como, in cui ha letteralmente un interesse, Thierry Henry ha però ribadito la propria affermazione secondo cui l'Inter è "in testa alla classifica per default"; in sostanza, la migliore di un gruppo mediocre.

    "Al momento, le squadre italiane sono dove dovrebbero essere, purtroppo - ha detto il campione del mondo alla CBS - Quando senti che il Bodo/Glimt ha battuto l'Inter, pensi: 'Oh, che sorpresa!'. Ma quando guardi la partita, non c'è nessuna sorpresa. Una squadra ha giocato con l'atteggiamento giusto. L'altra ha giocato in modo letargico, senza molta intensità".

    La stessa accusa è stata mossa all'Inter sia da Fabio Capello che da Zvonomir Boban su Sky. Entrambi si sono dimostrati convinti che il ritmo più lento della Serie A venga ora sfruttato senza pietà dagli avversari in Champions League. E non stiamo parlando solo dell'élite europea.

  • FBL-ITA-SERIE A-JUVENTUS-ROMAAFP

    "MOLTI PROBLEMI"

    Ci sono, ovviamente, alcune spiegazioni per la triste situazione in cui versa attualmente il calcio italiano.

    Come ha sottolineato Del Piero alla CBS, nulla accade senza motivo. Il fatto che la Serie A abbia solo una squadra negli ottavi di finale "è il risultato di ciò che è successo in Italia negli ultimi anni, dove il livello degli investimenti è diminuito e altri mercati sono diventati molto, molto più grandi del nostro. I problemi sono molti. Per cominciare, gli stadi. Sappiamo tutti qual è il livello degli stadi, quindi dobbiamo migliorare molto fuori dal campo in questo senso".

    "E poi - ha proseguito l'ex bianconero - il sistema giovanile. Il Dortmund ha giocato nella partita di andata con due ragazzi italiani nati nel 2008. Perché noi non li abbiamo? Perché giocano al Dortmund? C'è qualcosa che manca in diversi settori".

    La grande domanda ora è se si farà qualcosa al riguardo. Perché in Italia ci siamo già passati. C'è stata un'inchiesta approfondita dopo che la nazionale non è riuscita a qualificarsi per la seconda volta consecutiva ai Mondiali nel 2021. 

    "Stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato - diceva all'epoca alla Gazzetta Arrigo Sacchi - Parliamo molto, ma non si risolvono i problemi solo con le parole". Nel frattempo, però, sono state intraprese poche azioni concrete. 

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • FBL-ITA-SERIE A-NAPOLI-SASSUOLOAFP

    "GLI STADI PIÙ BRUTTI D'EUROPA"

    Rimane incredibilmente difficile anche per club importanti come Inter, Milan, Napoli e Roma costruire nuove sedi, il che significa che viene loro negata una fonte di entrate incredibilmente importante che consentirebbe loro di colmare il divario finanziario rispetto alle squadre più ricche d'Europa.

    "Abbiamo gli stadi più brutti d'Europa e questo incide sui ricavi e sui diritti televisivi, perché uno stadio brutto e vuoto non si vende in TV - ha dichiarato Adriano Galliani, ex vicepresidente del Milan e attuale amministratore delegato del Monza, a Calcio e Finanza -E non abbiamo costruito gli stadi perché la burocrazia ha frenato tutti, perché le autorità, per molto tempo, hanno chiesto la costruzione della pista di atletica. Ci sono sempre mille ostacoli".

    Anche l'osservazione di Del Piero sul sistema giovanile è molto valida, mentre Capello  insiste incessantemente sul fatto che l'Italia sta pagando il prezzo per aver abbandonato la sua identità calcistica più di un decennio fa.

    "Lasciatemi dire che abbiamo preso la parte peggiore del Guardiolismo - ha dichiarato l'ex allenatore del Milan alla Gazzetta dopo l'umiliante sconfitta dell'Italia contro la Norvegia - I nostri centrocampisti non si girano mai verso la porta avversaria, mentre gli altri guardano costantemente avanti e agiscono a una velocità che noi possiamo solo sognare. Nelle giovanili ai ragazzi viene detto di seguire le tattiche, mantenere il possesso palla e passare indietro al portiere, invece di essere incoraggiati a sviluppare qualità e creatività. Dove pensate che andremo così?". 

    Forse nemmeno ai Mondiali, ancora una volta.

  • Pisa SC v AC Milan - Serie AGetty Images Sport

    I CAMPIONI AL CREPUSCOLO DELLA CARRIERA

    L'Italia può ancora qualificarsi ai Mondiali attraverso gli spareggi del mese prossimo, ma c'è una carenza di talenti in rosa che il ct Gattuso attribuisce al fatto che solo il 32% dei giocatori della Serie A è idoneo a giocare per gli azzurri. E questo non è dovuto alla presenza di talenti di livello mondiale nelle squadre di vertice.

    Come ha sottolineato una volta l'ex calciatore della nazionale olandese Jan Mulder, "la Serie A è il posto dove le celebrità vanno a finire quando sono al tramonto della loro carriera". Il ruolo di Luka Modric nella rinascita del Milan in questa stagione non ha fatto nulla per sfatare questa percezione negativa: anzi, l'ha solo rafforzata.

    Paolo Di Canio, però, è più sconvolto dal fatto che il romanista Malen sia stato paragonato una leggenda come Gianluca Vialli dopo aver avuto un impatto immediato alla Roma.

    "Ha 27 anni e nessuno gli ha mai prestato attenzione - ha detto l'ex attaccante del West Ham a Sky - All'Aston Villa era la riserva di Rogers e Watkins, che sono più forti. Arriva qui, segna cinque goal in cinque partite, e noi tiriamo in ballo Vialli? Fratello mio, un bacio al cielo, mi dispiace che abbiano fatto il tuo nome!".

    "La nostra opinione sul calcio italiano è che siamo ancora fenomenali - ha proseguito Di Canio - Ma in questa stagione molti pensavano che il Napoli sarebbe andato lontano in Champions League, e invece... L'Inter ha subito cinque goal nella finale di Champions League contro il PSG, ma avrebbero potuto essere dieci. Non paragonate  la Serie A alla Premier League, che è di un altro livello".

    Non c'è certamente nulla da discutere su quest'ultima affermazione. Se la Premier League avrà sei squadre negli ottavi di finale della Champions League, l'Italia ne avrà solo una. E cosa piuttosto significativa, è il club meglio gestito del paese. 

    La speranza è quindi che il successo dell'Atalanta non distolga l'attenzione dai fallimenti degli altri. È necessario imparare la lezione, perché la situazione in Serie A, sì, è grave. Il nostro calcio è sempre in crisi. Le squadre di vertice non godono di buona salute finanziaria e, a meno che non vengano prese misure drastiche, Costacurta & Co. torneranno nello studio di Sky il prossimo anno, o forse anche dopo gli spareggi dei Mondiali, a piangere la morte del calcio italiano.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0