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3X3 19a giornata

L’arrivo di Allegri ha fatto sopravvalutare il Milan? Inter-Napoli è già decisiva per lo Scudetto? La Juventus fa bene a puntare di nuovo su Chiesa? Il 3X3 di GOAL

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  • L’arrivo di Allegri ha fatto sopravvalutare il Milan?
  • Inter-Napoli è già decisiva per lo Scudetto?
  • La Juventus fa bene a puntare di nuovo su Chiesa?

Tre domande a tre giornalisti di GOAL dopo la diciannovesima giornata di Serie A: le risposte di Antonio Torrisi, Marco Trombetta e Claudio D'Amato nel nostro 3X3.

  • Massimiliano AllegriGetty Images

    L'arrivo di Allegri ha fatto sopravvalutare il Milan?

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  • "Il Milan lotta per lo Scudetto proprio perché ha Allegri"

    Marco Trombetta - No, il Milan non è stato sopravvalutato. Il Milan è lì dove pensavo esattamente che fosse all'inizio della stagione, a lottare per lo Scudetto.

    In Italia l'equazione è semplice: grande allenatore e niente coppe è uguale a campionato di vertice. Il Milan con Allegri era chiamato a fare questo e lo sta facendo. Poi ci sono i limiti di una squadra che troppo spesso ha cali di concentrazione, specie con le piccole, ma di base non c'è una sopravvalutazione.

    Allegri è stato chiamato per sopperire a quei limiti, per portare il Milan a un livello che, senza la sua presenza, non avrebbe probabilmente raggiunto. Quindi, se parliamo della rosa del Milan in generale, allora è forse vero che sta pure over performando. Perché i rossoneri non sono la squadra più forte, ma hanno in panchina l'allenatore che più di tutti, forse al pari del solo Conte, può tirare fuori il meglio da un collettivo e portarlo alla vittoria. 

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  • Anguissa Napoli Inter Serie AGetty Images

    Inter-Napoli è già decisiva per lo Scudetto?

  • "Sì. Un +7 nerazzurro potrebbe rivelarsi incolmabile"

    Claudio D'Amato - Non giriamoci troppo intorno: Inter-Napoli vale un pezzo di titolo. E chi sostiene il contrario, mente oppure non ha ben chiari momenti e campionato.

    Se i nerazzurri vincono vanno a +7, se i partenopei perdono - come ovvio che sia - precipitano. Ok, la Serie A ci ha abituati a rimonte, colpi di scena e ribaltoni da cinema, ma un eventuale passo falso dei campioni d'Italia a San Siro significherebbe distanza enorme da colei che rappresenta la squadra più forte delle candidate al tricolore (già, perché c'è anche il Milan e chissà che non partecipino Roma e Juventus).

    Se ci si limitasse a ragionare sulle 38 giornate, i discorsi cambierebbero: il punto, invece, è che Inter e Napoli devono gestire energie e risorse psico-fisiche per tener parallelamente botta a Champions e Coppa Italia, dunque un potenziale gap di -7 in classifica (nonostante ci troviamo soltanto a gennaio) potrebbe risultare quasi incolmabile.

    Ad ogni modo, è pur vero che i trend offerti dalle squadre di Chivu e Conte in questa prima parte di 2025/2026 si sono rivelati per nulla lineari e caratterizzati da cadute, reazioni, filotti e passaggi a vuoto: difetti di gioco/approccio palesati sono stati spesso mascherati da exploit 'simil' benzina, utili ad ingranare la quarta prima di inciampare ancora. Immaginando un colpaccio azzurro l'effetto boomerang a livello mentale sarebbe servito, ma chi ha più da perdere sono proprio Hojlund e compagni.

    Insomma, vista la poca coerenza di rendimento dimostrata finora da Inter e Napoli, la supersfida del Meazza nella corsa Scudetto assume un valore cruciale: un pari lascerebbe invariati giudizi e scenari, mentre la gioia di una o dell'altra rimescolerebbe necessariamente pronostici e proiezioni.

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  • Chiesa desktopGetty Images

    La Juve fa bene a puntare di nuovo su Chiesa?

  • “Chiesa serve a tutti: all’Italia, alla Serie A, alla Juventus… e al karma”

    Antonio Torrisi -  Dividiamo in due il ragionamento su Federico Chiesa. La prima parte riguarda il giocatore in sé: in un periodo in cui il calcio italiano ha bisogno di giocatori capaci di diventare decisivi nei momenti cruciali, riportare in Italia, in Serie A, un calciatore che ha già dimostrato di avere tempra e qualità (doti non indifferenti e non sempre alla portata) può aiutare il movimento tutto. Certo, se accompagnato da una risposta decisa dallo stesso Chiesa: perché il rischio di considerare il suo rientro in Italia come la più classica delle “esperienze non riuscite all’Estero” è alto.

    Chiesa, il vero Chiesa, quello visto agli Europei del 2021 e comunque prima di una serie di infortuni che hanno influenzato il suo rendimento, può ancora tornare. Questo va detto: altra cosa che va precisata è che, sempre quello vero, serve maledettamente alla Nazionale. Ma serve alla Juventus?

    Anche in questo caso (la seconda delle due parti del nostro ragionamento) va diviso in due il tema: il primo è tecnico-tattico. Un giocatore come Chiesa, inesauribile nello sforzo profuso in campo, capace di essere schierato in più posizioni, e prezioso proprio per questo motivo, serve a tanti allenatori, figuriamoci a Luciano Spalletti, chiamato a dare un inizio sostanzioso (e quindi, poi, continuità) al nuovo progetto della Juventus. Può essere il vice-Yildiz, ma anche un suo compagno di reparto. Può fare il quinto, pure giocare in attacco in una formazione diversa, in emergenza. Insomma, offre più soluzioni.

    Il secondo tema riguarda l’aspetto simbolico. Chiesa e la Juventus hanno un conto in sospeso. Il suo addio è stato determinato da condizioni che, adesso, non sussistono e, in qualche modo, sono rimasti legati. Andati via Thiago Motta e Cristiano Giuntoli, che hanno aperto le porte alla sua cessione al Liverpool, ciò che resta (certo, dopo diversi altri cambiamenti) è un terreno nuovo per continuare a far crescere un legame che, coi tifosi, è comunque rimasto. E allora sì, fa bene la Juventus a puntare su di lui, di nuovo. Per tutti questi motivi: e molti altri ancora da scoprire.

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