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Spalletti Guida GfxGetty Images

L'AIA risponde a Spalletti dopo Juventus-Lazio: "Mai contrari a proposte di riforma sul professionismo degli arbitri"

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La replica era attesa. Ed è arrivata. Qualche ora dopo le dichiarazioni di Luciano Spalletti, ecco la risposta dell'AIA, che ha affidato il proprio punto di vista a un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale.

Il tema? Il professionismo degli arbitri. Un argomento di cui si è già dibattuto più volte in passato, e che l'allenatore bianconero ha nuovamente tirato fuori al termine della gara pareggiata contro la Lazio domenica sera.

"Mai contrari a un progetto di riforma": questo è il succo del comunicato dell'AIA, che ha dunque tenuto aperta la porta alla richiesta di Spalletti.

  • LE PAROLE DI SPALLETTI

    Tutto nasce dal mancato rigore concesso alla Juventus nel primo tempo, per un intervento in area di Gila su Cabal, con goal successivamente annullato a Koopmeiners. Spalletti non l'ha presa bene dopo la partita, tanto da esprimersi così a DAZN:

    "Il rigore su Cabal? Il difensore commette un gesto imprudente, sempre dipende dalle interpretazioni. L'unico non professionista tra 22 professionisti in campo è l'arbitro, va cambiata la cosa perchè crea uno squilibrio".

    "Ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole. Ma c’è sempre l’interpretazione, c’è sempre da dover valutare quella che è la situazione. Va fatta una riforma che metta a posto anche gli arbitri, sono troppo importanti. Tutti debbono essere professionisti. Perché poi si va a parlare sempre di questo. L’altra domenica ce l’ha dato Abisso dopo un minuto e mezzo, ma la regola dice che se la prendi di mano è rigore".

    "Non possono essere tutti rigori, bisogna sempre decidere. Ma se si va così quello di stasera è rigore tutta la vita".

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  • LA REPLICA DELL'AIA

    "L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) - è la replica arbitrale, per bocca del vicepresidente vicario Francesco Massini - in relazione ad alcune dichiarazioni ed articoli di stampa odierni sul tema del professionismo degli arbitri di vertice finalizzato al miglioramento qualitativo delle prestazioni arbitrali, intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione.

    Il Presidente Antonio Zappi ed il Comitato Nazionale già dal settembre scorso avevano affermato la propria apertura in questa direzione, purché il rafforzamento delle tutele economiche e professionali per gli arbitri della CAN non pregiudicasse la salvaguardia dell’autonomia tecnica dell’AIA.

    Lavorare insieme a FIGC e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile, per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico".

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  • "NO SUBORDINAZIONE AGLI STRUMENTI TECNOLOGICI"

    Così si è concluso il comunicato dell'AIA con le parole di Massini:

    "Il calcio italiano, peraltro, ha sicuramente bisogno di arbitri sempre più preparati e pronti alle necessità di un mondo che richiede sempre maggiore professionalità, ma ciò non è raggiungibile solo con semplici trasformazioni, ancorché ormai ineludibili, dello status giuridico arbitrale professionistico per gli arbitri di Serie A, ma anche mettendo a disposizione nelle serie minori le migliori risorse tecniche e dirigenziali disponibili.

    Questo Comitato Nazionale, infatti, crede fermamente che arbitri di qualità in Serie A saranno possibili anche in prospettiva solo in quanto il calcio saprà ancora investire nella formazione arbitrale dei giovani in Serie C e in Serie D e, più in generale, nelle serie minori.

    Proprio in questa direzione si inseriva il progetto tecnico avviato dal Presidente Zappi insieme al Comitato Nazionale, un percorso che meriterebbe di essere proseguito e valorizzato per il suo reale significato e la sua qualità.

    L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici".

  • LA MOVIOLA DI JUVENTUS-LAZIO

    A far scatenare le polemiche è stato come detto l'intervento maldestro in area di Gila su Cabal: il colombiano si è liberato del pallone prima di essere steso dallo spagnolo, Guida non è intervenuto e il VAR nemmeno. Alla fine Koopmeiners ha calciato in rete, ma il vantaggio è stato annullato per un fuorigioco attivo di Thuram.

    Giuste invece tutte le altre decisioni, a partire dallo 0-1 firmato da Pedro con l'aiuto di una deviazione di Bremer: non c'è un fallo iniziale di Maldini su Locatelli nell'atto di recuperare palla in mezzo al campo.

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