Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Tudor Koopmeiners Juventus GFXGOAL

Il ruolo di Koopmeiners nella Juventus di Tudor: nuova vita in bianconero?

Pubblicità

Il 3-4-2-1. Proprio il modulo adottato da Gasperini all'Atalanta.

La chiave di volta del matrimonio fin qui infruttuoso tra Teun Koopmeiners e la Juventus potrebbe risiedere nell'arrivo di Igor Tudor sulla panchina della Juventus. Questo perlomeno è ciò che si augura il popolo bianconero che ad oggi, del talento esploso alla Dea e costato circa 60 milioni, ha visto all'opera la copia sbiadita.

Coccolato e difeso da Motta, sul campo l'ex orobico ha deluso: un problema l'impatto con le pressioni imposte dalla Signora, un rebus la collocazione tattica attribuitagli dall'ormai ex uomo del rilancio. Via Thiago, dentro Igor: sperando che a giovarne possa esserne anche Koop.


  • SCINTILLA TUDOR PER KOOP?

    Ancor prima di addentrarci in schemi, numeri e ruoli, partiamo dall'aspetto psicologico. Tudor alla Juve ha inanzitutto il compito di ridare morale a un gruppo precipitato nel tunnel di una crisi d'identità ancor prima che tecnica, coi suoi uomini di punta depotenziati da una gestione rivelatasi controproducente rispetto alle pirotecniche premesse estive.

    Tra essi anche Koopmeiners, fiore all'occhiello di una campagna acquisti faraonica in termini di investimenti ed invece - giunti alle porte di aprile - enorme punto interrogativo su cui domandarsi se spendere cifre simili per portarlo alla Continassa col senno di poi abbia rappresentato una mossa azzeccata.

    Visto il bagaglio mostrato dall'oranje a Bergamo la risposta resta sì, ma per dimostrare che i critici sbagliano ad emettere sentenze occorre che Teun (alla pari di diversi compagni) venga rigenerato nella testa. E la mission, in tal senso, spetta al sostituto di Motta.

  • Pubblicità
  • IL RUOLO DI KOOPMEINERS NELLA JUVE DI TUDOR

    Mediana dinamica, calciatori tra le linee pronti ad aggredire gli spazi tra pressione, inserimenti e doppia fase: il calcio di Tudor può ridare smalto alle potenzialità di Koopmeiners, capace di unire fisico a voglia di far male guardando la porta sfruttando al meglio timing d'inserimento e qualità tecniche.

    E allora ecco che immaginare l'olandese immaginato nel 3-4-2-1 dell'allenatore croato si trasforma in un esercizio tanto semplice quanto intrigante. Di base l'ex atalantino dovrebbe vedersi attribuita una delle mattonelle disponibili sulla trequarti: magari quella di centrodestra, per potersi accomodare la sfera sul mancino e calciare con più facilità, senza però dimenticare che la sua ascesa nel nostro calcio dell'ex AZ è iniziata quando ha giocato in mezzo al campo.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • DOVE GIOCAVA KOOPMEINERS NELL'ATALANTA

    È lì che Gasp l'ha inserito gradualmente, comprendendo col passare dei mesi che un box to box del genere andava anche lasciato libero di calcare altre zolle per proiettarsi verso l'area avversaria. E allora ecco l'intuizione, ovvero Koopmeiners trequartista e - nell'ultima fase del matrimonio con la Dea - addirittura attaccante destro del tridente a formare una coppia di esterni offensivi di lusso insieme a Lookman.

    Oro che luccicava per l'Atalanta, soluzioni preziosissime per la nuova Juventus di Tudor: all'ex difensore, adesso, il compito di disegnare l'abito ideale per far spiccare il volo a Teun anche alla corte di Madama.

  • DIFESO DA MOTTA, MA IBRIDO E IRRICONOSCIBILE

    L'operazione rilancio spetta al neo tecnico, è vero, ma passa anche per l'approccio psicologico del calciatore: di chances per dimostrare di essere da Juve, con Motta, Koop e ha avute eccome.

    Ben 37 le presenze stagionali dell'olandese, caratterizzate da 3 goal ed altrettanti assist, con circa 2700 minuti giocati: anche nei momenti più bui Thiago gli ha dato fiducia, rispedendo al mittente i giudizi negativi e le volontà manifestate da tifosi e addetti ai lavori nel volere Koopmeiners relegato in panchina.

    "Lo vedo bene, fin dal primo giorno in cui è arrivato sono molto contento di lui. Si allena sempre bene e dà il massimo".

    Le parole di Motta hanno risuonato per mesi all'insegna di una difesa ad oltranza del ragazzo che però, in oltre mezza stagione, a Torino non ha ingranato: troppi cambi ruolo, poche certezze, rendimento individuale e collettivo crollato col passare dei mesi.

    Palla a Tudor dunque, chiamato al capezzale della Signora per rimetterla in piedi. Nella speranza che ciò rappresenti anche la medicina giusta per Koop.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0