A livello personale, Karetsas ha vissuto una prima stagione completa molto positiva con il Genk. È stato un titolare fisso nella corsa verso il primo posto nella fase iniziale della Pro League belga e, anche se il sogno del titolo è svanito a causa di una serie di risultati deludenti nei play-off, il diciassettenne non può certo essere considerato tra i responsabili di tale crollo: il Genk ha vinto tre delle cinque partite in cui è sceso in campo, ma nessuna delle altre quattro in cui è partito dalla panchina.
Il momento clou della stagione di Karetsas, tuttavia, è stato un altro. Sembrava infatti destinato al salto immediato nella Nazionale maggiore belga, ma ha optato per la Grecia. Il giornalista Stephen Kountourou ha dichiarato alla BBC Scotland: "Abbiamo dovuto lottare con le unghie e con i denti con la Federcalcio belga per impedirgli di rappresentare il loro Paese e questo è stato visto come un grande colpo per il calcio greco, perché Karetsas non è considerato solo un giocatore di talento, ma una delle stelle del fututo a livello internazionale".
Lo stesso Karetsas ha spiegato ai giornalisti: "Se avessi giocato per il Belgio, avrei sempre rimpianto il fatto di non poter giocare per la Grecia. Mi sento davvero greco. Il mio cuore batte solo per la Grecia".
Alla sua seconda apparizione con la Grecia, Karetsas è diventato il più giovane marcatore di sempre della sua Nazionale, segnando il secondo dei tre goal nella vittoria schiacciante in Nations League contro la Scozia all'Hampden Park.
In una valutazione delle sue prime partite con la Grecia, Karetsas ha dichiarato: "Mi sento già parte della Nazionale. Sono davvero felice di aver preso la decisione di essere qui. Ho affrontato Andy Robertson. È un ottimo giocatore, ma quando sono uno contro uno non vedo chi ho davanti".
Nell'ultima stagione ha messo insieme ben diciotto assist tra campionato e coppe, scendendo in campo anche undici volte in Europa League dove ha segnato due reti a conferma di una crescita costante.