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Kalvin Phillips GuardiolaGetty Images

Kalvin Phillips e il dialogo con Guardiola: "C'è modo e modo, mia mamma non era contenta"

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Sbaglia di grosso chi pensa che in una squadra ricca e vincente come il Manchester City siano tutte rose e fiori. Specialmente se non ti chiami Erling Haaland, o Kevin De Bruyne, o Rodri. O Pep Guardiola, magari.

Kalvin Phillips, che il City lo ha lasciato durante il mercato di gennaio per sposare la causa del West Ham, ne sa qualcosa. Lui a Manchester ci ha vissuto, ci ha giocato, ha vinto. Ma, dal punto di vista individuale, non ha effettuato il percorso che avrebbe desiderato.

Il colpevole? Lui stesso in primis. Ma anche Guardiola ci ha messo del suo. Il tutto raccontato da un'intervista che lo stesso Phillips ha rilasciato al 'Times'.

  • I CHILI DI TROPPO

    Nasce tutto dalla nota questione dei chili di troppo con cui Phillips si è ripresentato al Manchester City nel dicembre del 2022, al termine dei Mondiali in Qatar che l'ex Leeds ha giocato con la maglia dell'Inghilterra.

    "La fase più dura è stata dopo i Mondiali - ha confermato Phillips - quando Pep è venuto da me dicendomi ero sovrappeso.

    Aveva ragione, ma c'è modo e modo. Non ero in disaccordo con lui, ma ovviamente ha inferto un duro colpo alla mia fiducia e su come mi sentivo al City. Neanche la mia famiglia era contenta. Soprattutto mia mamma.

    Ho semplicemente preso peso sul mento. Sono un professionista e probabilmente sarei dovuto tornare il giorno dopo la fine del torneo, ma è una di quelle cose che ti servono da apprendistato".

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  • "HO PERSO IL FUOCO DENTRO DI ME"

    "A essere sincero, probabilmente ho perso quel fuoco dentro di me negli ultimi 18 mesi - ha continuato Phillips - Non fraintendermi: continuo a giocare, voglio avere la meglio sugli avversari il più possibile, correre di qua e di là.

    Ma quando non lo dimostri in partita per così tanto tempo, dimentichi come ci si sente. Solo contro il Bournemouth e lo United che ho provato di nuovo questa sensazione. La descriverei come “perdere la testa”. Non si tratta davvero di perdere la testa, perché a quel punto farei qualcosa di stupido. Si tratta più che altro di cercare di trascinare me stesso e i miei compagni di squadra".

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  • "AL CITY È STATO STRESSANTE"

    “Non è stato un incubo al City, è stato solo stressante - ha detto ancora Phillips - Abbiamo vinto il treble. Ma quando rimani seduto in panchina hai la sensazione che quella medaglia non sia davvero tua, anche se nessuno me la potrà togliere e ne sono felice.

    Negli ultimi 18 mesi ho continuato ad amare il calcio: è solo cambiato un po’ il mio modo di pensare. Il calcio non mi deludeva, ma il fatto che non avessi nulla da aspettarmi mi ha allontanato. Ora sono qui al West Ham e gioco, mi sento molto più vivo. Non si comincia da zero, si ricomincia da capo".

  • L'ESPERIENZA DI PHILLIPS AL CITY

    Nell'anno e mezzo in cui ha indossato la maglia del Manchester City, che lo ha acquistato dal Leeds United nell'estate del 2022, Phillips ha vinto di tutto e di più: la Premier League, la Champions League, la FA Cup, la Supercoppa Europea, il Mondiale per Club.

    A livello individuale, come detto, non è andata bene: 12 spezzoni di partita in Premier League nel 2022/23, appena 4 nella prima parte della stagione. E l'inevitabile prestito al West Ham, dopo le voci che accostavano l'inglese anche alla Juventus.

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