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Rabiot JuventusGetty

Juventus-Udinese sancisce la fine della corsa Scudetto dei bianconeri di Allegri?

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Qualcuno, all'Allianz Stadium, al triplice fischio di Rosario Abisso avrà sostenuto che una lotta Scudetto con l'Inter non c'è mai stata. Pur sapendo di mentire.

Perché il fatto incontrovertibile è che la Juventus (i giocatori, i tifosi), diverse settimane prima della sconfitta contro l'Udinese, arrivata dopo quella contro i nerazzurri di Simone Inzaghi, al fatto di poter competere con l'Inter fino alla fine della stagione ci ha creduto sul serio. Su questo non si può fare un passo indietro.

C'è che, comunque, il doppio ko di San Siro e dell'Allianz Stadium crea un solco non solo in classifica, ma nelle intenzioni dei bianconeri: la domanda, quindi, rimane la sola e unica "contro l'Udinese è finita la corsa Scudetto della Juventus?".

  • UNA LOTTA (FORSE) MAI INIZIATA?

    L'Inter ha già dimostrato di essere forte. Ma forte forte. E non solo in questa stagione: sin dal suo arrivo Simone Inzaghi ha trasmesso una mentalità importante alle sue formazioni, nonostante le due stagioni (soprattutto la prima) con troppi rimpianti, in Serie A.

    Alla terza sembra semplicemente aver trovato la chiave giusta per chiudere al meglio un primo ciclo, cucendosi addosso quel Tricolore sfiorato nel 2022 e impossibile da acciuffare nel 2023.

    In questo senso, Massimiliano Allegri ha sempre mostrato "misura" nelle dichiarazioni. Persino dopo la sfida contro l'Udinese, ai microfoni di DAZN.

    "L'ambizione di star dietro all'Inter per noi era uno stimolo importante, ma come ho sempre detto l'Inter sta facendo una stagione straordinaria e bisogna fare i complimenti. Ma è stata costruita anche per quello. Non da quest'anno, ma da quando è arrivato Conte".

    Allegri sa, però, che a un certo punto della stagione, nelle ultime settimane, la Juventus ci ha creduto, al netto delle altre considerazioni rilasciate.

    "La Juventus da due anni ha iniziato un percorso diverso: quest'anno l'obiettivo di arrivare in Champions è primario".

    Eppure, erano stati proprio i giocatori bianconeri a caricare l'ambiente: Adrien Rabiot dopo il Derby d'Italia d'andata e Federico Gatti dopo la sfida col Monza due esempi tra tutti.

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  • Federico ChiesaGetty

    "NEL CALCIO ESISTONO DEI VALORI"

    In termini dialettici, comunque, Massimiliano Allegri dopo Juventus-Udinese ha voluto rimarcare la differenze con l'Inter, anche dal punto di vista dell'organico.

    "Simone sta facendo un grandissimo lavoro, però non è che quando dico le cose son matto: ci sono dei valori nel calcio. Ci sono dei giocatori che hanno dei valori. Bisogna essere realisti. Non possiamo pensare di fare delle cose che crediamo di poter fare, quando alla lunga quello che facciamo rispecchia i valori che abbiamo".

    Ma allora ha sbagliato la Juventus a credere di poter impensierire l'Inter? In linea teorica no: il concetto di "cavallo coi paraocchi" (espresso nel corso delle settimane) non era sbagliato, in premessa. Solo che uno corre più dell'altro: ha più struttura, nella corsa, più armonia. Sa come dosare e strappare. L'altro no.

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  • ALZARE I TONI È SERVITO?

    Un'altra arma utilizzata da Massimiliano Allegri nel corso delle settimane è stata quella delle frecciate dialettiche, ormai note a tutti.

    Se con "guardie e ladri" il tecnico livornese effettivamente aveva alzato il tiro, e i toni, a tal punto da creare una certa tensione (si è notato soprattutto nel dibattito sui social portato avanti fino, almeno, a Inter-Juventus), rispondendo tra l'altro alla metafora della "lepre" e del "cacciatore" di Beppe Marotta, con il paragone con "Sinner-Djokovic" all'indomani degli Australian Open Allegri ha fissato un termine fosse troppo in là per la sua Juventus, reso forte dalla definizione di "permalosi" attribuita ai nerazzurri.

    Non trovando, praticamente mai, però, una singola risposta polemica dai rappresentanti dell'Inter: né dallo stesso Marotta, interpellato in diverse occasioni, né da Inzaghi che, quasi a voler chiudere la questione, si è lasciato andare solo dopo il Derby d'Italia con un "Sommer è stato bello riposato".

    Insomma: aver gonfiato il confronto e acceso i toni potrebbe essergli ritorto contro dopo la sconfitta di San Siro. Come spesso accade in questi casi.

  • LA STAGIONE DELLA JUVENTUS NON È DA BUTTARE

    Resta il fatto che la stagione della Juventus fin qui non è per nulla da buttare. Al triplice fischio della sfida contro l'Udinese, sui social sono ricomparsi i diversi "#AllegriOut" che hanno caratterizzato la seconda avventura del tecnico livornese in bianconero.

    Sarebbe ingeneroso, però, analizzare il -7 in classifica in questo modo, così come non si può pensare di passare dall'idea di poter lottare con l'Inter per lo Scudetto alla rassegnazione in tre settimane.

    Forse, allora, l'asticella fissata era troppo alta: a metà febbraio un campionato non finisce. Il vantaggio dei nerazzurri, però, è da "sigillo per il Tricolore". Quasi decisivo, come la serie negativa che ha riportato sulla terra una Juventus che, come ammesso da Allegri, adesso potrebbe dover concentrarsi solo sul posizionamento in Champions League, primo obiettivo stagionale, ma non l'unico, fino a due partite fa.

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