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Juventus nel tunnel, rimonta e ottavi Champions miraggio: difesa allo sbando, allarme Bremer e Spalletti senza leader in attacco

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La Juventus torna da Istanbul dopo una notte che pesa come un macigno sulle certezze e sul percorso in questa edizione di Champions League della squadra di Luciano Spalletti

Il 5-2 incassato contro il Galatasaray rappresenta la seconda peggior sconfitta europea di sempre dopo lo 0-7 col Wiener Sport-Club del 1958/59, un dato che fotografa una serata da archiviare al più presto. 

Tra sette giorni, all’Allianz Stadium, Madama dovrà recuperare tre goal per ribaltare il discorso qualificazione e conquistare la qualificazione agli ottavi di Champions League, ma il momento pessimo che stanno vivendo i bianconeri e il circolo vizioso alimentato da risultati e fragilità rende la missione rimonta un miraggio più che un obiettivo concreto. 

Tredici reti subite nelle ultime quattro partite e una squadra che, appena il livello sale, va in confusione

In più, l’idea stessa di rimonta si scontra con diversi fattori emersi nelle ultime partite: manca un bomber che trascini, e l’infermeria rischia di togliere ancora il leader difensivo, con Bremer alle prese con un problema ai flessori e con esami strumentali già programmati oggi, al ritorno dalla Turchia.

  • CROLLO E CIRCOLO VIZIOSO

    A Istanbul la Juventus è durata 45 minuti. Il primo tempo, chiuso in vantaggio 2-1 grazie alla doppietta di Teun Koopmeiners, aveva illuso per intensità e qualità messe in campo dalla squadra di Spalletti. 

    Nella ripresa il parziale è stato di 4-0 per i turchi, un risultato netto sul quale hanno inciso pesantemente l’uscita per infortunio di Bremer al 34’ del primo tempo e l’espulsione di Cabal.

    Il dato delle tredici reti incassate in quattro gare certifica un’involuzione evidente: tante quante ne erano arrivate nelle precedenti ventuno partite. 

    Da Bergamo a Istanbul il filo conduttore è lo stesso, tra errori individuali e fragilità strutturali. Le espulsioni, da Kalulu a Cabal, hanno inciso sul risultato finale, ma non spiegano tutto. Come ha ammesso Manuel Locatelli a fine gara, “in palleggio abbiamo fatto errori che non dovevamo, dando loro coraggio”.

    Il circolo vizioso è evidente: più aumentano le difficoltà, più la squadra perde certezze e compattezza, finendo per amplificare ogni episodio negativo.

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  • DIFESA SENZA GUIDA E INCOGNITA BREMER

    L’uscita di Bremer per un problema ai flessori ha riacceso l’allarme su una retroguardia che già prima faticava. Il brasiliano va monitorato in vista del Como e del ritorno in Champions League contro il Galatasaray, ma la sua eventuale assenza rischia di pesare in modo determinante. 

    Nella serata turca né Federico Gatti né Lloyd Kelly hanno garantito solidità, mentre Cabal ha inciso negativamente sui goal del 2-2 e del 3-2 prima del rosso.

    Il reparto arretrato si è disunito e il problema non è soltanto tattico ma mentale: la squadra ha perso la sensibilità al pericolo e ogni errore individuale si è trasformato in condanna.

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  • “TRE PASSI INDIETRO” E LA DIFESA A TRE

    Le parole di Luciano Spalletti nel post gara hanno confermato la preoccupazione in casa bianconera dopo la sconfitta per 5-2 di Istanbul.  

    “Abbiamo fatto tre passi indietro sotto l’aspetto del carattere e della personalità. Bisogna cambiare completamente registro e assumersi le responsabilità”.

    Secondo quanto riferisce La Stampa, l’allenatore bianconero sta pensando ad un possibile correttivo tattico: l’ipotesi concreta è di rivedere una Juventus con la difesa a tre con Spalletti già proiettato alla svolta dopo la pesante sconfitta contro il Galatasaray.

  • ATTACCO SENZA GUIDA: YILDIZ IN OMBRA E DILEMMA CENTRAVANTI

    L’assenza di un bomber che trascini è uno dei temi più caldi e sotto la lente d’ingrandimento in casa Juventus. Yildiz, che doveva essere il volto della serata in patria, è stato poco incisivo e poco lucido, spesso raddoppiato e colpito duro, con una sola conclusione larga. 

    La palla persa nei primi minuti, che porta all’azione del vantaggio del Galatasaray, è l’episodio chiave. Dal punto di vista fisico, Spalletti in conferenza ha minimizzato l’allarme spiegando che Yildiz sta bene ma porta addosso carichi e responsabilità perché viene sempre raddoppiato.

    L’attacco della Juventus oggi appare prevedibile: senza il vero Kenan la Juve fatica a creare e deve affidarsi solo agli inserimenti, soluzione che diventa leggibile appena gli avversari prendono le misure. 

    La Juventus avrebbe bisogno di un ‘accentratore’ e spera di ritrovare al più presto Vlahovic, in attesa di di valutare un possibile rientro già col Como di Jonathan David, non convocato per la trasferta turca per un dolore all’inguine. 

    L’attaccante serbo sta lavorando intensamente e il suo recupero procede a passo spedito, con l’obiettivo di riaverlo in gruppo dopo la trasferta di Roma.

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  • ERRORI CHE SI RIPETONO

    Nelle ultime settimane, la Juventus di Luciano Spalletti sta mostrando fragilità, con i risultati a confermare il momento negativo.

    Da un lato, la squadra bianconera ha pagato a Istanbul stanchezza fisica e mentale dopo l’Inter, con la squadra “scarica” e in ritardo sulle seconde palle. Dall’altro, gli alibi non bastano a ‘salvare’ i bianconeri, condannati dagli errori individuali e dalla gestione dei momenti chiave.

    Il tema delle espulsioni diventa chiave in questo momento della stagione, con l’inferiorità numerica sta diventando un’abitudine: dal rosso ingiusto per Kalulu in Inter-Juventus si è passati all’espulsione ingenua per doppio giallo in venti minuti di Cabal contro il Galatasaray.

  • LA QUALITÀ DEL GALATASARAY E IL RITORNO IN SALITA

    Al di là delle responsabilità della Juventus, nella sfida di ieri il valore del Galatasaray è emerso con chiarezza. La squadra turca non è del livello di PSG, Bayern Monaco o Real Madrid, ma resta una squadra che fa dell'intensità e del coraggio le sue armi, con un attacco ricco di soluzioni e da una mediana dinamica con Torreira e Gabriel Sara

    La ricca batteria offensiva, da Osimhen a Yunus fino a Yilmaz, ha messo a nudo ogni incertezza juventina.

    Rimontare tre goal non è impossibile per storia e tradizione, ma il momento attuale racconta altro: una Juventus a -15 dalla vetta in campionato, fuori dalla Coppa Italia e con la qualificazione europea appesa a un filo. 

    Con Cambiaso e Cabal squalificati per il ritorno e l’incognita Bremer, ribaltare il discorso qualificazione appare molto complicato. Per trasformare il miraggio in realtà servirebbe la versione dei primi quarantacinque minuti di Istanbul, non quella crollata sotto i colpi turchi nella ripresa.

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