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RIVALITA JUVE INTER HDGOAL

Juventus-Inter, storia di una rivalità antica: dal 1961 ad oggi

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Campioni, prodezze, goal ed emozioni. Ma anche scandali, polemiche e tanta, tantissima tensione. In campo e davanti ai microfoni.

No, quella tra Juventus e Inter non è mai stata e mai sarà una partita come le altre, bensì la storia di una delle rivalità più antiche e radicate del nostro calcio.

Tutto nasce nel lontano 1961 fino ad arrivare ai giorni nostri.

E domenica sera, allo 'Stadium', la sfida si ripete: in palio, come sempre, non ci saranno solo tre punti ma anche l'onore e un forse un pezzettino di Scudetto.

  • LA PROTESTA DI ANGELO MORATTI

    Tutto iniziail 16 aprile 1961quando, durante un Juventus-Inter, il Comunale di Torino allora casa bianconera non riesce a contenere il pubblico sugli spalti e molti tifosi entrano in campo provocando la sospensione della partita sul risultato di 0-0.

    Inizialmente la Lega Calcio assegna la vittoria a tavolino all'Inter ma la CAF accoglie il ricorso della Juventus e ordina la ripetizione della gara.

    Una scelta che l'Inter non accetta, tanto cheAngelo Moratti (padre di Massimo) per protesta manda in campo la Primavera nerazzurra, incassando un pesante 9-1 che di fatto regala lo Scudetto ai bianconeri.

    L'unico sorriso per l'Inter èil debutto di un giovanissimo Sandro Mazzolache segnerà anche il goal della bandiera su calcio di rigore. Per la Juventus quella partita sarà l'ultima di Boniperti da calciatore, anche se il grande protagonista è Omar Sivori che di goal ne fa addirittura sei in una volta sola.

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  • IULIANO-RONALDO, UN MARE DI POLEMICHE

    Inutile girarci intorno, Juve-Inter viene ricordato da molti soprattutto per quanto accaduto il 26 aprile del 1998quando i nerazzurri, allora allenati da Gigi Simoni e trascinati dal Fenomeno Ronaldo, arrivano al vecchio 'Delle Alpi' secondi a -1 proprio dalla Juventus..

    I bianconeri si portano quasi subito in vantaggio con Del Piero e l'Inter resta in 10 per l'espulsione di Ze Elias.

    A fare scatenare le veementi proteste dei nerazzurri è però il rigore non concesso dall'arbitro Ceccarini per l'ormai celebre scontro tra Iuliano e Ronaldonell'area bianconera, anche perché 30 secondi dopo il direttore di gara ne fischierà invece uno in favore della Juventus.

    La panchina dell'Inter esplode, Del Piero sbaglia dal dischetto facendosi parare il tiro da Pagliuca ma la Juventus porta a casa vittoria e Scudetto.

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  • IL TERREMOTO CALCIOPOLI

    Nel 2006, se possibile, la rivalità tra Juve e Inter si infiamma ulteriormente con i bianconeri retrocessi in Serie B per i noti fatti di Calciopoli ed i nerazzurri a cucirsi lo Scudetto revocato proprio agli acerrimi rivali.

    Una volta tornata in Serie A, la Juventus si prende una rivincita nel dicembre 2009 quando all'Olimpico di Torino i bianconeri battono l'Inter di Mourinho che qualche mese più tardi sarebbe entrata nella storia conquistando il Triplete.

    A decidere la sfida, come sempre infuocata, è il goal di Claudio Marchisio, ovvero un giovane cresciuto nel vivaio bianconero e lanciato in prima squadra anche grazie a Calciopoli.

    Quella si rivelerà una delle poche soddisfazioni per la Juventus, dato che dopo l'esonero di Ciro Ferrara e l'arrivo di Alberto Zaccheroni chiuderà il campionato 2009/10 addirittura al settimo posto in classifica.



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  • LA CADUTA DELLO STADIUM

    Il ricordo recente più bello dei tifosi nerazzurri risale sicuramente al 3 novembre 2012 quando la squadra allenata da Stramaccioni è la prima a violare lo 'Stadium' dopo 49 partitesenza sconfitte al termine di una gara destinata a restare nella storia della sfida.

    I bianconeri infatti passano in vantaggio dopo appena 18 secondi grazie a un goal di Vidal, viziato peraltro da un netto fuorigioco di Asamoah non rilevato dal guardalinee, l'Inter però non si abbatte e anzi trascinata dal tridente Milito-Palacio-Cassano ribalta il risultato nell'ultima mezzora grazie alla doppietta dello stesso Milito e al sigillo di Palacio.

    A fine partita l'Inter festeggia la vittoria allo 'Stadium', ma lo Scudetto sarà ancora della Juventus mentre i nerazzurri chiuderanno addirittura al nono posto restando fuori dalle coppe per la prima volta dal 1998/99.

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  • IL FALLO DI PJANIC

    Uno degli episodi più discussi negli ultimi anni accade durante un Inter-Juventus, che risulterà poi di fatto decisivo per l'assegnazione dello Scudetto ai bianconeri.

    Il 28 aprile 2018 si gioca a 'San Siro', la Juventus è prima in classifica con un solo punto di vantaggio sul Napoli di Maurizio Sarri.

    I bianconeri partono forte e vanno in vantaggio con Douglas Costa, al 18' la partita cambia: l'arbitro Orsato, richiamato da VAR, estrae il rosso diretto nei confronti dell'interista Vecino per un durissimo intervento su Mandzukic.

    Le polemiche, però, nascono successivamente quando lo stesso Orsato decide di non estrarre il secondo giallo a Pjanic per un intervento su Rafinha tra le proteste nerazzurre.

    Nonostante tutto l'Inter, allenata da Luciano Spalletti, ribalta la gara portandosi sul 2-1 ma nel finale la Juventus opera il controsorpasso con Higuain che manda in delirio i tifosi bianconeri: a 'San Siro' finisce 2-3 ed il giorno dopo il Napoli crolla a Firenze, consegnando di fatto il tricolore alla Vecchia Signora.

  • CONTE-AGNELLI, CHE SCINTILLE

    Uno altro clamoroso episodio legato a Juventus-Inter vede come protagonisti Antonio Conte e Andrea Agnelli.

    I due, dopo essersi lasciati male nell'estate 2014 quando l'allora tecnico bianconero decise di abbandonare la panchina a ritiro già iniziato, danno vita a uno scontro molto acceso durante la semifinale di Coppa Italia del 2021.

    Conte, diventato intanto allenatore dell'Inter, al rientro negli spogliatoi viene pizzicato mentre fa il dito medio al suo ex presidente. Un gestaccio che pagherà con 2000 euro di ammenda e che sarebbe arrivato in risposta ad alcune offese da parte di Agnelli.

    Tanto che, qualche anno dopo, Conte dichiara: "È stata una reazione ad una situazione in cui mi si era mancato di rispetto ed educazione. Non mi sono pentito perché non ho sentito pentimento dalla parte opposta. Poi ci siamo chiariti".



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  • IL CASO LUKAKU

    Il caso più recente risale al 4 aprile 2023, protagonista assoluto Romelu Lukaku, allora ancora eroe nerazzurro prima del 'tradimento' estivo.

    Il belga subentra a gara in corso durante la semifinale di andata di Coppa Italia all'Allianz Stadium e si becca subito un giallo per un durissimo fallo su Federico Gatti. Ma il peggio deve ancora arrivare.

    I bianconeri passano in vantaggio nel finale grazie a un diagonale di Cuadrado, oggi all'Inter. Quando la vittoria per la Juve sembra ormai in cassaforte ecco l'episodio che cambia tutto e accende gli animi.

    Bremer commette un clamoroso fallo di mano che obbliga l'arbitro a indicare il dischetto: calcio di rigore per l'Inter al 93'. Lukaku si incarica di battere e realizza l'1-1, poi esulta portandosi il dito davanti alla bocca. Un gesto che il direttore di gara interpreta come provocatorio nei confronti dei tifosi avversari, scatta così il secondo giallo.

    Da qui ne nasce un parapiglia finale in cui Cuadrado e Handanovic vengono alle mani, rimediando l'inevitabile rosso.

    Lukaku, inizialmente squalificato per la gara di ritorno, viene graziato dal presidente federale Gravina in quanto l'esultanza del belga era stata una reazione agli insulti razzisti rivolti nei suoi confronti da una parte della tifoseria bianconera. A 'San Siro', poi, l'Inter si impone per 1-0 e vola in finale.

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