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Juventus GalatasarayGetty

Juventus fuori dalla Champions League: ai bianconeri non basta il cuore in 10 contro 11

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La Juventus esce dalla Champions League tra gli applausi del proprio pubblico: vittoria quanto mai inutile all'Allianz Stadium, teatro della rimonta contro un Galatasaray tramortito dalla maggiore voglia degli avversari.

Alla fine i supplementari si sono rivelati fatali per la truppa spallettiana, provata nel fisico dallo sforzo necessario per prolungare la contesa oltre i tempi regolamentari.

Bianconeri ridotti in dieci per quasi tutto il secondo tempo ed entrambi gli extratime: situazione favorevole per i turchi che hanno fatto valere una superiorità numerica per larghi tratti ridimensionata dalla grande reazione juventina.

  • L'ESPULSIONE DI KELLY

    Match in salita per i bianconeri che, in avvio di ripresa, hanno dovuto fare i conti col terzo cartellino rosso nelle ultime quattro uscite: stavolta a finire sul taccuino dell'arbitro è stato Lloyd Kelly.

    L'inglese, già ammonito, si è reso autore di un pestone sul polpaccio di Baris Yilmaz: secondo giallo mostrato da Joao Pinheiro, che ha poi cambiato idea estraendo il rosso diretto in seguito alla revisione VAR.

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  • JUVE IN 10, MA CHE CUORE

    L'uomo in meno non ha smorzato la carica agonistica degli uomini di Spalletti che, nonostante l'inferiorità numerica, sono riusciti a riequilibrare una situazione che sembrava ormai spacciata.

    Galatasaray schiacciato sul piano del gioco e delle motivazioni, punito dal tocco ravvicinato di Gatti che, al 70', ha portato la Juventus a una lunghezza dai supplementari.

    3-0 effettivamente arrivato col colpo di testa del 'solito' McKennie', all'ottavo sigillo personale in questa stagione da 'montagne russe'.

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  • SUPPLEMENTARI FATALI

    L'immane sforzo fisico offerto durante i tempi regolamentari si è fatto sentire nel corso dei successivi supplementari, quando il Galatasaray ha trovato la rete del 3-1 e della qualificazione con Osimhen. Quasi sul gong, invece, è stato Baris Yilmaz a siglare il definitivo 3-2.

    La Juventus, priva anche di un uomo, non è riuscita a reggere il ritmo forsennato che aveva caratterizzato la rimonta fino al 3-0: un calo fisiologico e per molti versi aspettato.

    Il goal di Osimhen, peraltro, è arrivato poco dopo l'uscita dal campo di uno stremato Yildiz, reduce da un fastidio al polpaccio e risparmiato da Spalletti in un finale che avrebbe potuto aggravare la sua condizione fisica.

  • ORA LA ROMA

    Per la Juventus non c'è il tempo materiale di piangersi addosso: domenica sera ci sarà spazio per lo scontro diretto con la Roma all'Olimpico.

    Incrocio fondamentale per conquistare la Champions del futuro dopo aver perso quella del presente, tra mille rammarici per un esito che può aver lasciato cicatrici profonde all'interno del gruppo.

    Ora il mirino si sposta inevitabilmente sul quarto posto, distante quattro lunghezze: la missione rimonta è ufficialmente (ri)partita.

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