Missione compiuta per la Juventus che si prende la qualificazione ai playoff di Champions League: niente da fare per il Benfica, il cui percorso in Champions League probabilmente si concluderà al termine della League Phase.
Primo tempo di pochezza tecnica all'Allianz Stadium, condizionato dalla paura di sbagliare di entrambe le squadre: Yildiz è l'uomo più pericoloso con la classica conclusione di destro sul palo più lontano, ma Trubin e la mira leggermente imprecisa si mettono di traverso. Gli ospiti ci mettono un po' prima di iniziare a carburare e ad affacciarsi con costanza dalle parti di Di Gregorio: l'ex portiere del Monza deve impegnarsi due volte su un ispirato Sudakov, a un passo dalla rete del vantaggio.
Spalletti richiama in panchina Miretti per inserire Conceiçao all'intervallo, chiaro segnale che quanto visto in precedenza non è di suo gradimento: la scossa alla squadra effettivamente arriva e, dopo la respinta di Trubin su McKennie, è Thuram a trovare lo spiraglio giusto per superare il portiere ucraino sul primo palo. Il vantaggio aumenta la fiducia dei bianconeri che trovano anche il raddoppio: McKennie dialoga con David e, a tu per tu con Trubin, lo spiazza.
Il Benfica ha un rigurgito d'orgoglio con Aursnes che colpisce il palo di testa, nell'altra area è Dedic a sfiorare l'autorete nel tentativo di anticipare McKennie: Trubin si salva con l'aiuto col palo. I portoghesi hanno la possibilità di riaprire la sfida su rigore: Bremer in ritardo su Barreiro, sul dischetto si presenta Pavlidis che non tiene fede alla nomea di specialista e scivola clamorosamente al momento della battuta.




