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Julen LopeteguiGetty Images

Chi è Julen Lopetegui, l'allenatore preferito del Milan: modulo e squadre allenate

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"Le voci su Antonio Conte? Un po' mi annoiano". Stefano Pioli, alla vigilia di Frosinone-Milan, ha fatto sfoggio di sincerità. Ma il problema, per l'allenatore di Parma, è che non si tratta dell'unico nome accostato alla panchina rossonera.

Il profilo più gradito in questo momento alla dirigenza del Milan è quello diJulen Lopetegui. Lo spagnolo, come sottolineava Relevo qualche tempo fa, è particolarmente apprezzato "per le sue metodologie, abilità e capacità di sviluppare un progetto giovane e vincente".

Il contratto Pioli, rinnovato alla fine del 2022, va in scadenza tra poco più di un anno, il 30 giugno del 2025. I risultati altalenanti della stagione rossonera, tra cui le precoci eliminazioni da Champions League, Europa League e Coppa Italia, hanno però intensificato le voci di una separazione anticipata. Ed è in questo contesto che va a inserirsi il nome di Lopetegui.

  • CHI È JULEN LOPETEGUI

    Lopetegui, 57 anni, ex portiere anche del Real Madrid, può vantare un curriculum di tutto rispetto nelle vesti di allenatore: nel corso della propria carriera ha allenato in Liga e in Premier League, ma anche la Nazionale spagnola, seppur senza riuscire a guidarla ai Mondiali russi del 2018.

    Attualmente Lopetegui è senza squadra da diversi mesi: nell'agosto del 2023, pochi giorni prima dell'inizio della stagione di Premier League, ha lasciato la panchina del Wolverhampton a causa delle difficoltà del club sul mercato.

    Negli scorsi mesi Lopetegui è stato accostato a diverse panchine, europee e non: le piste più concrete portavano all'Al Ittihad e al Nottingham Forest, ma in entrambi i casi le trattative per un suo ritorno in panchina si sono risolte nel nulla. Ironia della sorte, Nuno Espirito Santo è diventato il nuovo manager del Forest dopo aver allenato proprio l'Al Ittihad.

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  • LE SQUADRE ALLENATE DA JULEN LOPETEGUI IN CARRIERA

    Lopetegui si è fatto conoscere nelle nazionali giovanili spagnole, portando peraltro l'Under 21 a conquistare gli Europei di categoria del 2013: in quell'occasione ad avere la peggio in finale fu l'Italia di Lorenzo Insigne, Ciro Immobile e Marco Verratti.

    Dopo un biennio senza successi in Portogallo con il Porto, Lopetegui è stato nominato commissario tecnico della Spagna nel 2016, all'indomani dell'eliminazione dagli Europei francesi proprio per mano dell'Italia. Ma la sua esperienza si è conclusa malissimo: nel giugno del 2018, due giorni prima dell'esordio della Spagna ai Mondiali russi, è stato sollevato dall'incarico in quanto aveva già firmato con il Real Madrid per la stagione successiva.

    Nemmeno l'avventura madrilena è andata come sperato: Lopetegui è stato esonerato a fine ottobre dello stesso anno, dopo aver perso malissimo (5-1) un Clásico contro il Barcellona, dovendo lasciare il posto a Santiago Solari.

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  • L'EUROPA LEAGUE VINTA CONTRO L'INTER

    Il grande trionfo di Lopetegui da allenatore è così l'Europa League conquistata nel 2020 a Colonia con il Siviglia. L'avversaria? L'Inter di Antonio Conte, Romelu Lukaku e Lautaro Martinez, che un anno più tardi avrebbe conquistato lo Scudetto dopo un'astinenza di più di un decennio.

    Vantaggio immediato di Lukaku su calcio di rigore, doppietta di Luuk de Jong per la rimonta andalusa, quindi il momentaneo pareggio di Godin e il punto decisivo determinato da un'autorete dello stesso Lukaku: così, il 21 agosto 2020, il Siviglia si imponeva per 3-2 sull'Inter alzando il trofeo.

  • JULEN LOPETEGUI, IL MODULO PIÙ USATO

    Lopetegui, esponente della scuola spagnola, è un amante della difesa a quattro: può utilizzare indifferentemente il 4-2-3-1 oppure il 4-3-3 a seconda degli uomini a disposizione. Così ha giocato con la Spagna e pure al Siviglia. Al Wolverhampton ha invece fatto coesistere due attaccanti puri come Diego Costa e Matheus Cunha, schierando la squadra anche con il 4-4-2.

    Se il successore di Pioli dovesse essere lui, insomma, il modulo di base del Milan non verrebbe toccato: niente passaggio alla difesa a tre, niente stravolgimenti tattici.

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