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Dal fallimento degli Europei alla qualificazione in Nations League: come Spalletti ha cambiato l'Italia

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Sono passati solo pochi mesi dalla sconfitta senza appello contro la Svizzera che portò all'eliminazione dell'Italia agli ottavi di Euro 2024. Fu la conclusione di un europeo disastroso per gli azzurri che rischiarono di uscire già nel girone.

Da quel momento però l'Italia è riuscita a risollevarsi e dopo i primi segnali di settembre e ottobre, adesso è arrivata un'ulteriore conferma di ciò.

Gli azzurri hanno superato 1-0 il Belgio in trasferta, qualificandosi ai quarti di Nations League con una giornata di anticipo e mettendosi nella migliore condizione per passare da primi (basta non perdere con più di un goal di scarto contro la Francia).

Luciano Spalletti ha preso in mano la squadra con alcune mosse specifiche che hanno cambiato il volto della Nazionale.

  • MODULO FISSO

    Una volta la difesa a quattro, una volta quella a tre, poche certezze e cambi sostanziali di partita in partita: così l'Italia aveva affrontato l'Europeo in Germania.

    E la rinascita della Nazionale parte proprio da questo aspetto; Spalletti a settembre ha preso una decisione chiara, capendo che il sistema di gioco migliore per l'Italia è il 3-5-1-1 (o 3-5-2).

    Nelle ultime gare gli azzurri sono sempre scesi in campo con questo sistema tattico, esaltando in questo modo il lavoro difensivo e quello dei due esterni, da una parte Dimarco, dall'altra Cambiaso.

  • SCELTE FORTI

    Di conseguenza, una volta tracciata la strada di come impostare a livello tattico la squadra, il commissario tecnico ha fatto scelte conseguenti a ciò.

    Ecco perché nelle ultime convocazioni non ci sono giocatori come Zaccagni e Politano, protagonisti nei rispettivi club ma che faticherebbero a trovare spazio per come l'Italia gioca adesso.

    Ma anche l'esclusione dello stesso Federico Chiesa, che non sta giocando con il Liverpool ma che fino a poco tempo fa era uno dei giocatori centrali per la Nazionale. Decisioni non facili per Spalletti ma che si stanno rivelando corrette.

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  • L'AMMISSIONE DI SPALLETTI

    "Mi sento responsabile di quel che è successo", ha dichiarato Spalletti a settembre in riferimento all'Europeo. Il commissario tecnico ha spiegato anche in cosa in particolare ha "sbagliato": "Ho messo troppa pressione addosso, non ho dato il tempo di gustarsi la maglia azzurra addosso. Devo essere il primo a cambiare e a credere di avere una forza diversa sui miei giocatori".

    Una presa di coscienza da parte dell'allenatore, che ha capito, oltre alle questioni strettamente di campo, gli aspetti che non hanno funzionato nella competizione estiva, agendo di conseguenza sull'approccio da avere con la squadra e i singoli giocatori.

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  • GIOCO DEFINITO

    Dall'aspetto tattico si passa poi all'identità di gioco che l'Italia ha trovato. Questa è una Nazionale differente da quella precedente di Roberto Mancini, con magari meno palleggio ma movimenti continui, interscambi di posizioni e uscite dal basso veloci ed efficaci.

    Uno dei segreti dell'Italia di queste ultime partite è senza dubbio il lavoro del centrocampo. Spalletti sta sfruttando al massimo le tante opzioni che ha in quel reparto. Reparto che funziona al di là dei singoli interpreti. Con il Belgio c'era Rovella da regista e non Ricci ma il laziale ha convinto comunque. Barella è rientrato dopo i forfati di settembre e ottobre e si è visto cosa può portare alla Nazionale ma anche senza di lui l'Italia aveva fornito prestazioni importanti. Frattesi, vero jolly della squadra, sia che giochi a centrocampo sia che avanzi a supporto del centravanti.

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  • TONALI IN PIÚ

    Sempre parlando di centrocampo, c'è chi merita un capitolo a parte, ovvero Sandro Tonali. Agli Europei non c'era perché squalificato e l'ex Milan è uno dei motivi per cui si sta vedendo un'Italia così diversa rispetto a quella di giugno.

    Il goal con il Belgio è la ciliegina ma è tutto il resto a fare la differenza: Tonali è tornato ad essere uno dei punti fermi della Nazionale, anzi; questa centralità probabilmente non ce l'aveva neanche prima della squalifica.

    "Un giocatore di livello immenso" ha detto Spalletti sul giocatore del Newcastle. E che rimpianto non averlo avuto in Germania.