"Udine è in grado di fare la sua parte in termini di sicurezza ma onestamente siamo preoccupati. Speriamo che non ci siano rischi per la città, la situazione è diversa dalla precedente partita, c’è una guerra in atto tra Israele e Iran. “Abbiamo ribadito e ribadiremo sempre la nostra posizione a favore della pace – ha aggiunto poi il sindaco De Toni all'ANSA– lo abbiamo fatto anche nella mozione approvata dalla maggioranza in consiglio comunale dove abbiamo chiesto il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e invitando il governo italiano a riconoscere l’esistenza dello Stato palestinese come già hanno fatto diversi stati europei e il Vaticano”.
In un secondo momento, il sindaco ha poi pubblicato una nota sui suoi profili social: "Abbiamo appreso della decisione congiunta di Ministero dell’Interno e di Federcalcio in merito alla prossima gara di Italia-Israele, prevista per ottobre. Prendiamo atto che la nostra città offre garanzie di sicurezza ed efficienza nell’organizzare un evento di simile portata. Tuttavia riteniamo che, considerate la recrudescenza della guerra, ormai sempre più estesa, e le difficili questioni di sicurezza che la gara con Israele implica, Udine avesse già dato il proprio contributo“.