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Italia, con la Croazia è una notte da dentro o fuori: chi gioca, cosa serve per passare e le possibili avversarie agli ottavi

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Il grande giorno è arrivato. Perché sì, si tratta solo della terza partita di una fase a gironi, ma per l'Italia - come spesso è già successo nel corso della propria storia - si tratta di una partita già determinante per presente e futuro.

Vietato sbagliare: contro la Croazia, a Lipsia, ci sono in palio gli ottavi di finale di Euro 2024. L'Italia ci arriva con una vittoria, quella dell'esordio contro l'Albania, e con una sconfitta, quella rimediata dalla Spagna che così tanto ci ha fatto male nel morale, prima ancora che nel punteggio.

Sta peggio la Croazia, che fin qui ha racimolato appena un punto contro gli albanesi. Modric e compagni sono appesi a un filo, hanno bisogno di una vittoria per essere certi di una qualificazione mentre con un pareggio o una sconfitta tutto sarebbe compromesso.

I precedenti non ci sorridono: contro la Croazia non abbiamo vinto neppure una volta.

  • Retegui ItaliaGetty

    CHI GIOCA CROAZIA-ITALIA: LE FORMAZIONI UFFICIALI

    CROAZIA (4-3-2-1): Livakovic; Stanisic, Sutalo, Pongracic, Gvardiol; Modric, Brozovic, Kovacic; Sucic, Pasalic; Kramaric. Ct. Dalic.

    ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Darmian, Bastoni, Calafiori; Di Lorenzo, Barella, Jorginho, Pellegrini, Dimarco; Retegui, Raspadori. Ct. Spalletti.

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  • COSA SERVE PER PASSARE

    Ma che cosa serve, alla fine, all'Italia per passare il turno? Non c'è una sola combinazione a disposizione: ce ne sono molte. Ed è questo che permette agli azzurri di avere completamente il destino nelle proprie mani.

    Con una vittoria gli azzurri sono certi di chiudere al secondo posto, anche in caso di aggancio alla Spagna (impegnata in contemporanea contro l'Albania): colpa dello scontro diretto perso giovedì scorso a Gelsenkirchen.

    Anche un pareggio basterà: l'Italia potrà essere agganciata dall'Albania in caso di successo di quest'ultima con la Roja, ma Djimsiti e compagni li abbiamo battuti, e stavolta dunque lo scontro diretto è a nostro favore.

    Una sconfitta complicherebbe maledettamente le cose: in questo caso l'Italia chiuderebbe terza (se l'Albania non batterà la Spagna) o addirittura quarta(se anche la nazionale di Sylvinho vincerà la propria partita). Nel primo caso dovrà sperare di rientrare tra le quattro migliori terze, nel secondo sarà cocente eliminazione.

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  • Spalletti conferenzaGetty Images

    SPALLETTI: "NON PENSARE AL PAREGGIO"

    A scartare l'idea di un'Italia che giocherà per il pareggio è stato Luciano Spalletti, che alla vigilia ha parlato a Sky:

    "C'è pressione perché queste partite hanno grande importanza e coinvolgono i sentimenti di molte persone. Noi faremo il massimo, momento dopo momento, per essere in pace con la nostra coscienza. Si può cambiare un giocatore ma io sto più tranquillo quando la palla ce l'abbiamo noi. A volte siamo costretti a subire il gioco degli avversari ma noi vogliamo fare la partita, sarebbe un errore entrare in campo pensando che ci basta il pareggio. Questo ci metterebbe in difficoltà".

    E poi, in conferenza stampa:

    "Ci sono partite che fanno diventare la storia piccola o grande, le proprie storie passano da partite così. Abbiamo a che fare con calciatori forti, quando sono andato a parlargli ho visto la loro voglia di esserci va a tradursi nell'essere disponibile a giocare queste sfide. Per quello che ho visto, ho visto comportamenti che mi piacciono. Quella dell'altra sera non mi è piaciuta, abbiamo fatto un passo indietro ma quando si è in Nazionale il livello è sempre altissimo. Qualsiasi nazionale può mettere insieme 20 giocatori che hanno esperienza e sanno leggere la partita. Mi aspetto che quella partita ci abbiamo insegnato tante cose".

  • Sommer SvizzeraGetty Images

    CHI AFFRONTEREBBE L'ITALIA AGLI OTTAVI

    Chi sfiderebbe invece l'Italia in caso di passaggio agli ottavi di finale? La scaramanzia imporrebbe di non pensarci ancora, ma è un esercizio che va necessariamente fatto. Anche perché, dopo il pareggio tra Germania e Svizzera, i calcoli sono diventati un pochino meno complicati.

    Se l'Italia vince o pareggia arriva seconda, come visto: e in questo caso se la vedrebbe proprio contro la Svizzera, raggiunta dalla Germania all'ultimo. La seconda del gruppo A è infatti abbinata contro la seconda del gruppo B.

    In caso di chiusura al terzo posto e di qualificazione per il rotto della cuffia, l'avversaria sarebbe invece la capolista del gruppo E (quello del Belgio) oppure del gruppo F (quello del Portogallo): dunque una delle quattro nel primo intricatissimo caso, e proprio i lusitani di Cristiano Ronaldo nel secondo. Ma ci si penserà a tutti gli effetti dopo Croazia-Italia, sperando che a Lipsia vada come deve andare.

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  • I PRECEDENTI CONTRO LA CROAZIA

    I precedenti, come già accennato, sono pessimi: l'Italia non ha mai battuto la Croazia dopo la disgregazione della Jugoslavia, ovvero dal 1991 a oggi. Cinque sono i pareggi, tre le sconfitte. Successi? Neppure uno.

    "L’Italia conta però una vittoria che risale a 81 anni fa - ha precisato la FIGC - aprile 1942, a Genova gli Azzurri si impongono 4-0. In quella partita, penultima prima della sosta tra il 1943 e il 1945 durante il secondo conflitto mondiale, esordio di tanti protagonisti del Grande Torino: Griffanti, Grezar (in gol), Loik, Gabetto (in gol), Valentino Mazzola.

    La Croazia dell’epoca è espressione dello Stato Indipendente di Croazia, proclamatosi indipendente dal Regno di Jugoslavia, sotto la guida del regime nazionalista di Ante Pavelic. La locale Federazione Croata, sorta già nel 1939 per dissidi con quella jugoslava, era stata riconosciuta dalla FIFA nel 1941. Di fatto, si tratta quindi di una gara considerata appunto ufficiale dalla FIFA, anche se di lì a breve la Croazia (e la sua Federazione) sarebbe riconfluita nella Jugoslavia fino al 1991".

    In ogni caso, si tratta di un tabù da infrangere al più presto. Possibilmente già a Lipsia. La notte in cui l'Italia proverà effettivamente a capire che cosa vorrà fare da grande.

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