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Calhanoglu InterGetty

Istanbul, la Turchia, la Champions: il sogno europeo di Calhanoglu con l'Inter

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Non ha mai rinnegato le sue origini e, al contrario, ne è sempre andato orgoglioso, tanto che la scelta di difendere i colori della Turchia è lì a dimostrarlo: Hakan Calhanoglu è nato a Mannheim, in Germania, 'dettaglio' che non gli ha impedito di tenere ben saldo il cordone ombelicale con il Paese di provenienza dei familiari.

La città più conosciuta della Turchia, ovvero Istanbul, ospiterà la finale di Champions League tra Manchester City e Inter: una coincidenza significativa per Calhanoglu, che potrebbe laurearsi campione d'Europa proprio davanti alla sua gente.

Uno scenario da mille e una notte, difficile soltanto da immaginare: alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie, in un posto più che mai vicino al concetto di 'casa', è il sogno di qualsiasi ragazzo che si appresti a diventare un calciatore professionista; Calhanoglu ha la storica opportunità di far coincidere il prestigio personale con l'entusiasmo di un ambiente che lo adora, una chance più unica che rara.

  • CALHANOGLU E ISTANBUL: UN LEGAME INDISSOLUBILE

    "Sono innamorato di Istanbul. Per me è la città più bella che ci sia. La nostra cultura è molto interessante, ogni volta che ci vado mi piace stare lì. Non vedo l’ora di arrivare insieme alla squadra per giocare la Finale di Champions League. Sono molto felice che la partita si giochi lì".

    Bastano queste parole, pronunciate al sito ufficiale dell'UEFA, per rappresentare la forza dell'unione indivisibile con una megalopoli da oltre 15 milioni di abitanti, teatro d'accoglienza per mille culture che si incontrano in un autentico crocevia tra Europa e Asia.

    Il fatto che la finale di Champions League si disputi ad Istanbul è la notizia più bella per Calhanoglu, che ha sempre desiderato giungere a questo atto decisivo del torneo: fin dal goal realizzato contro il Barcellona a San Siro, che ha salvato la panchina di Inzaghi riconsegnando fiducia e consapevolezza ad un'Inter smarrita e ad un passo dal baratro.

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  • VINCERE PER LA TURCHIA DOPO IL TERRIBILE TERREMOTO

    Calhanoglu era uno dei giocatori più scossi a inizio febbraio, quando un violentissimo terremoto devastò la parte meridionale della Turchia e le regioni settentrionali della Siria, causando danni enormi oltre che migliaia di morti e sfollati.

    Il centrocampista nerazzurro si è sempre posto in prima linea per raccogliere fondi utili ad aiutare le popolazioni colpite, mettendo al servizio dei più deboli la sua popolarità.

    “La mia nazione ha vissuto un momento difficile a causa del terremoto - le parole al sito dell'UEFA - Io mi sento in dovere di aiutare la mia gente visto che sono anche il capitano della nazionale. Spero che la Finale di Champions League porti un po’ di gioia nel mio popolo”.

    E' chiara, quindi, l'importanza di un incontro di tale risonanza mediatica in terra turca, a pochi mesi da una calamità che ha lasciato il segno e continuerà a farlo ancora a lungo: perché dimenticare d'un colpo quanto avvenuto è davvero impossibile.

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  • UN SUCCESSO PER LA STORIA: NESSUN TURCO HA MAI VINTO LA CHAMPIONS

    Un ulteriore 'incentivo' alla vittoria per Calhanoglu è rappresentato da una statistica a cui è difficile credere: nessun calciatore turco, finora, è mai riuscito a portarsi a casa la Champions League.

    La Turchia, infatti, è il Paese con il posizionamento più alto (il 12°) nel ranking UEFA a non poter vantare giocatori campioni d'Europa con i rispettivi club.

    “Manca davvero poco alla partita contro il City - aveva dichiarato sempre all'UEFA - l’appuntamento si avvicina e penso che sia normale sognare. In tutta sincerità io sapevo che saremmo stati in grado di arrivare sin qui, l’ho sempre pensato dalla prima partita dei gironi. Vorrei essere il primo turco in grado di riuscire a vincere la Champions League. Farlo a casa mia sarebbe speciale. Speriamo che il mio sogno possa realizzarsi”.

    In precedenza sono arrivate soltanto tre medaglie d'argento per Basturk (nel 2002, col Bayer Leverkusen), Altintop (2010, Bayern) e Sahin (2013, Borussia Dortmund).

  • CHAMPIONS A ISTANBUL: SALE LA FEBBRE

    Che l'attesa della Turchia per la finale sia a livelli spasmodici lo si capisce anche dalle dichiarazioni rilasciate da Calhanoglu subito dopo aver vinto la Coppa Italia lo scorso 24 maggio: a telefonarlo, in ben due occasioni, è stato niente di meno che il presidente turco Erdogan.

    "Sto aspettando anch’io quella giornata, ho ricevuto tanti messaggi. Anche il presidente della Turchia mi ha chiamato due volte. Spero che da calciatore della Turchia possa scrivere una storia incredibile. Sappiamo che sarà una partita molto tosta. So già che soffriremo".

    Un conto alla rovescia partito al triplice fischio dell'Euroderby del 16 maggio, che ha sancito l'approdo dell'Inter all'ultimo atto: la vittoria della Champions a Istanbul da parte di un turco, capitano della nazionale, sarebbe l'apoteosi per un popolo bisognoso di 'distrazioni' che soltanto uno sport come il calcio è in grado di offrire.

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