Dopo l'Estonia, l'Italia batte anche Israele, seppur soffrendo, e sale a quota 9 punti nel gruppo di qualificazione ai Mondiali del 2026. Seconda vittoria della gestione Gattuso, che ha il merito di aver almeno dato un'identità alla nazionale ancora alle prese con problemi resa tecnica.
Il primo quarto d'ora è ad esclusivo appannaggio degli israeliani, che mettono in difficoltà la retroguardia italiana. Proprio su una disattenzione di quest'ultima arriva il goal del vantaggio dei "padroni di casa": Dasa mette dentro per Biton, ma la deviazione sfortunata di Locatelli buca Donnarumma.
Arriva subito dopo la reazione della nazionale di Gattuso, prima con Retegui e poi con lo stesso Locatelli, che colpisce la traversa con il destro al volo. Dopo un altro paio di distrazioni difensive italiane arriva però il pareggio con Kean su assist perfettamente calibrato da Retegui.
In avvio di ripresa altra grande chance per l'Italia sull'asse Tonali-Kean, con entrambi che si fanno respingere la conclusione da Daniel Peretz. Quando gli azzurri sembrano in possesso della gara, arriva il guizzo di Israele che torna in vantaggio con Dor Peretz. La gioia israeliana dura però 60 secondi, dato che Kean riequilibra subito i conti con un destro di potenza al volo della lunetta.
Passano altri 5 minuti e l'Italia passa per la prima volta in vantaggio con Politano che con il mancino trova l'angolo su assist di tacco di Retegui. Ma la sofferenza è destinata a durare, dato che Israele si crea almeno due occasioni per il pareggio senza però essere assistita dalla fortuna. A chiudere i giochi ci pensa Raspadori, che entra e in meno di due minuti realizza il goal del 2-4.
Sembra finita, ma gli ultimi minuti di gara sono di passione pura per gli azzurri, che con Bastoni realizzano il secondo autogoal della serata e rimettono in corsa la nazionale avversaria. C'è tempo anche per il pari con Dor Peretz che al 90esimo mette a segno la sua doppietta personale. Ma non è finita, perché Tonali con un destro siderale fa 5-4 e consegna la vittoria all'Italia.
Il fischio finale suona come una dolce melodia per la nostra nazionale, che tiene vivo il discorso qualificazione e adesso deve sperare in un passo falso della Norvegia.

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