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Pirlo Mazzone TottiGOAL

Le intuizioni di Mazzone: Pirlo regista e l'esordio dal 1' di Totti

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Carlo Mazzone è stato un grande allenatore e, fidatevi, questa non è la classica frase di circostanza: in pochi, in Italia, hanno lasciato il segno come il 'Sor Magara', al netto dei pochi trofei vinti che, in casi come questi, valgono meno di magiche intuizioni in grado di indirizzare le carriere.

Lo sanno benissimo alcuni tra i pupilli del compianto ex tecnico romano, che ancora oggi lo ringraziano per aver creduto in loro quando il mondo sembrava aver definitivamente voltato le spalle.

Senza Mazzone, forse non staremmo qua a celebrare la tecnica sublime di Francesco Totti e Andrea Pirlo, e probabilmente non avremmo assistito alle ultime magie dispensate da Roberto Baggio, che a Brescia trovò un'isola resa felice proprio dall'entusiasmo contagioso di 'Sor Carletto'.

  • L'ARRETRAMENTO DI PIRLO

    La sliding door della carriera di Pirlo è sicuramente l'approdo al Brescia in prestito dall'Inter, nella seconda parte della stagione 2000/01: ancora giovane e acerbo, il classe 1979 arrivava come trequartista, ruolo in cui era stato impiegato senza successo a Milano.

    Mazzone, capendo le potenzialità di un piede destro fuori dall'ordinario, ebbe una felicissima intuizione e non schierò più Pirlo dietro le punte, ma in cabina di regia nel cuore del centrocampo.

    Lo stesso 'Maestro' aveva sottolineato l'importanza della scelta di Mazzone durante un'intervista concessa a 'La Gazzetta dello Sport' nell'ottobre 2022.

    "Mi fece capire subito quanto credesse in me e poi mi indicò la mia nuova posizione in campo, davanti alla difesa, la svolta della mia carriera. La cosa mi piaceva, soprattutto per come riuscì a spiegarmela lui. Lì è scattata la scintilla di un’idea di gioco diversa".

    Di tale intuizione beneficiò in seguito Carlo Ancelotti, che rese Pirlo il metronomo perfetto del suo Milan vincente.

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  • Francesco Totti Roma 2002Getty

    L'ESORDIO DI TOTTI TRA I TITOLARI DELLA ROMA

    Tra i meriti da accordare a Mazzone, c'è anche quello dell'aver fatto esordire Francesco Totti dal primo minuto con la Roma, la stagione successiva alla prima presenza in assoluto con Vujadin Boskov.

    'Er Pupone' venne schierato tra i titolari il 15 dicembre 1993, in un match di Coppa Italia contro la Sampdoria: una mossa che fece da apripista per annullare completamente le voci di mercato che volevano Totti lontano dalla Capitale.

    "La società voleva spedirlo in prestito alla Sampdoria - ricordò Mazzone qualche anno più tardi - è vero: io ero andato via ma convinsi il presidente Sensi a non lasciarlo partire".

    Una scelta che, col senno di poi, ha fatto le fortune della Roma e della nostra Nazionale.

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  • IL RILANCIO DI BAGGIO

    Anche Roberto Baggio deve molto a Mazzone, fautore principale della firma del 'Divin Codino' col Brescia nell'estate 2000, anno dell'addio all'Inter.

    Con le 'Rondinelle', Baggio ha vissuto una sorta di seconda giovinezza, arrivando addirittura a sfiorare la clamorosa convocazione per i Mondiali del 2002, invocata a furor di popolo: non la pensava così Giovanni Trapattoni, che alla fine decise di puntare su altri profili per la rassegna iridata in Corea del Sud e Giappone.

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  • Manchester City's Spanish manager Pep GuardiolaGetty Images

    ISPIRAZIONE PER GUARDIOLA

    Mazzone può essere considerato il mentore di Pep Guardiola, allenato anch'egli nel corso dell'avventura bresciana. Lo spagnolo non ha mai nascosto l'ammirazione nei confronti di 'Sor Carletto', invitato a Roma nel 2009 in occasione della prima finale di Champions vinta col Barcellona ai danni del Manchester United.

    Mazzone si era congratulato con Guardiola all'indomani del successo del Manchester City sull'Inter, valevole uno storico Triplete per i 'Citizens': l'ennesima medaglia al petto per Pep, una tra le più speciali.

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